“La visione strategica per il turismo e la cultura di Taranto per il 2026 si basa su una riflessione profonda sulla necessità di ripensare il futuro della città, puntando su un turismo culturale e sostenibile come principale motore di sviluppo economico, sociale e identitario”.

Così Fabrizio Iurlano, vicepresidente della Cooperativa Polisviluppo per i servizi turistici ed archeologici in una nota.

“La città – afferma – non può più limitarsi a essere “l’ombra” della grande industria, ma deve cercare nuove strade, con una forte valorizzazione delle proprie risorse culturali e naturali”.

Tra i punti chiave della visione c’è la partecipazione alle fiere internazionali. “Le fiere turistiche sono strumenti fondamentali per il posizionamento di Taranto sui mercati globali – afferma Iurlano – Eventi come FITUR a Madrid, BIT a Milano, ITB a Berlino e altri devono diventare occasioni strutturate per attrarre investimenti, collaborazioni culturali e nuovi flussi turistici. Non basta la visibilità, è necessario prepararsi con anticipo, con materiale promozionale mirato e una narrazione coerente e forte che valorizzi la storia, l’arte, il mare e le tradizioni di Taranto”.

Importante anche investire in marketing e promozione: per Iurlano Taranto ha bisogno di una strategia di marketing internazionale mirata, che promuova non solo la città ma anche i suoi borghi, musei minori e itinerari naturali. Le campagne turistiche dovrebbero essere più coordinate e strutturate, mirando a mercati esteri e creando un’immagine distintiva e attrattiva di Taranto.

Per il successo della strategia resta, poi, fondamentale la presenza di un coordinamento tra le istituzioni locali e il territorio. Questo include la collaborazione tra uffici comunali, assessorati e operatori locali, per evitare iniziative isolate e garantire una visione condivisa. La pianificazione deve essere annuale e pluriennale per ottenere risultati concreti e duraturi.

Non meno importante la valorizzazione del cosiddetto “patrimonio minore”: Taranto possiede un enorme patrimonio culturale e naturale che spesso resta invisibile, come i borghi storici, i musei minori e i siti archeologici. “La valorizzazione di questi luoghi – spiega ancora Iurlano – deve diventare una priorità, creando itinerari turistici che possano attrarre visitatori e stimolare l’economia locale.

Un altro aspetto fondamentale è la formazione degli operatori turistici, delle guide e delle strutture ricettive. Offrire corsi di aggiornamento, certificazioni e opportunità di professionalizzazione contribuirebbe a migliorare la qualità dell’offerta turistica e a renderla competitiva sui mercati internazionali.

“Taranto ha un enorme potenziale – conclude il vicepresidente della Polisviluppo – per diventare un esempio di turismo culturale sostenibile, ma per farlo è necessario investire seriamente in una strategia coordinata, che includa un forte impegno nella promozione internazionale, un’adeguata valorizzazione del patrimonio e una formazione qualificata per gli operatori locali. Con una leadership determinata e una visione chiara, Taranto può trasformarsi in un modello di turismo culturale che generi crescita economica e sviluppo sociale”.

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