Partenza in sordina per i saldi invernali, iniziati il 3 gennaio, che a Taranto non hanno ancora prodotto l’effetto sperato. Le vetrine sono pronte, gli sconti sono evidenti, ma la clientela tarda ad arrivare. Il primo bilancio è improntato alla cautela e racconta di un avvio lento, condizionato da temperature anomale, da consumi sempre più selettivi e da criticità strutturali che continuano a pesare sul commercio cittadino.
A fotografare la situazione è Mario Raffo, presidente provinciale di Federmoda Confcommercio Taranto: «Siamo partiti molto lentamente, lo slancio che ci aspettavamo purtroppo non è arrivato. Aspetteremo i prossimi giorni, vediamo che cosa succederà, con la speranza che il freddo ci aiuti. Il clima è una componente fondamentale per la vendita dei capi invernali». Le condizioni meteo, infatti, non stanno favorendo gli acquisti. «Abbiamo avuto solo due giorni di freddo all’inizio dell’anno, poi – spiega Raffo – siamo ricaduti nello scirocco estremo, con 15 gradi di sera e 17-18 di giorno».
I riscontri dal territorio confermano il rallentamento: «C’è stata meno affluenza, abbiamo rilevato meno ingressi. Questa è la verità. Nel weekend – annota il presidente provinciale di Federmoda – probabilmente la gente si è concentrata sugli acquisti in funzione della Befana». Una partenza che lascia l’amaro in bocca: «Dobbiamo restare fiduciosi, ma quello sprint iniziale che tutti attendevamo non è arrivato».
Sul fronte delle offerte, i commercianti hanno fatto la loro parte: «Le occasioni per la clientela non mancano. Si parte dal 20-30% di sconto fino ad arrivare al 50% per le grandi catene, che hanno una filiera differente dalla nostra». Un confronto impari, secondo Raffo: «Il rischio è che quelli che dovrebbero essere sconti di fine stagione diventino di fatto sconti di inizio stagione».
A cambiare è anche il comportamento dei consumatori: «Gli sconti – assicura – sono appetibili, ma manca la clientela. E quando entra è molto attenta. Si fanno pochi acquisti mirati, non c’è sperpero. Si comprano capi utili, rispondendo a richieste specifiche». Una tendenza che arriva da lontano: «Le vendite natalizie sono state lente e i saldi sono partiti allo stesso modo. La vendita a saldo non può rimediare da sola a una stagione intera».
Da tempo il settore chiede una riflessione sul calendario: «Chiediamo di posticipare i saldi, ma – puntualizza Raffo – c’è una normativa europea e un accordo tra le Regioni. Andare a rompere questi equilibri non è semplice». L’attesa, intanto, è tutta affidata al meteo: «Confidiamo che le temperature si abbassino, perché quando il freddo è arrivato ha aiutato e potrà aiutare a vendere qualcosa in più».
Resta poi il nodo irrisolto del Borgo e dei parcheggi. «Qui – denuncia il responsabile di Federmoda – si continua a cincischiare su dinamiche e progetti inverosimili quando servono soluzioni immediate. Ne va della sopravvivenza di una città intera». L’allarme è netto: «La desertificazione commerciale cammina a macchia d’olio. Chiudono i negozi, mancano i servizi, gli immobili perdono valore. È un processo che, se non fermato, rischia di diventare irreversibile».
I saldi, a Taranto, sono cominciati in silenzio. Le vetrine raccontano occasioni, ma le strade restano più vuote del previsto e i commercianti osservano, aspettano e fanno i conti. Tutto è rimandato ai prossimi giorni: a un abbassamento delle temperature, a un fine settimana più animato, a un segnale che rompa l’attesa. Perché il problema non è la mancanza di sconti, ma l’assenza di movimento. E finché il freddo non arriverà davvero – fuori e nelle abitudini di acquisto – anche i saldi rischiano di restare appesi a una stagione che fatica a decollare.
Dunque se fa freddo si vende ed è un bene per i commercianti. Ma se fa freddo ci tocca accendere per più ore il riscaldamento e pagare bollette di gas molto più costose. Solo che i commercianti sono pochi e noi siamo molti di più e, per questo, meglio che faccia caldo.