Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha firmato nella giornata dell 9 gennaio il provvedimento che avvia l’adozione di piani sperimentali per la riduzione delle liste d’attesa in sanità. Le Aziende sanitarie e gli Enti del Servizio sanitario regionale (SSR) dovranno predisporre i Piani Aziendali sperimentali entro 15 giorni, con l’obiettivo di recuperare le prestazioni ambulatoriali prenotate oltre i tempi massimi previsti in base alla classe di priorità.
Tra le misure previste figurano aperture straordinarie degli ambulatori il sabato e la domenica, l’estensione delle fasce orarie fino a 12 ore giornaliere e, nei casi necessari, il prolungamento delle attività fino alle ore 23. Queste azioni saranno applicate in via prioritaria al recupero delle prestazioni con priorità U e B (Urgenti e Brevi) e avranno una durata iniziale di cinque mesi.
“Il mio primo provvedimento è dedicato ai cittadini che in questi mesi mi hanno chiesto di assumere un impegno: prendermi cura della loro salute – ha dichiarato il presidente Decaro –. Non si tratta di una soluzione definitiva all’annoso problema delle liste d’attesa, presente in tutta Italia, ma dell’inizio di un percorso che deve vederci tutti collaborare, anche i pazienti”.
Decaro ha sottolineato come, accanto ai ritardi dell’offerta sanitaria, vi sia anche il tema della domanda inappropriata: oltre il 40% delle prescrizioni di radiodiagnostica, come TAC e risonanze magnetiche, risulterebbe potenzialmente non appropriato. “Questo significa sottrarre un esame a chi ne ha davvero bisogno – ha spiegato –. Serve uno sforzo comune di aziende sanitarie e operatori per rendere il sistema più efficace”.
I Piani Aziendali sperimentali dovranno includere indicatori di monitoraggio utili a valutare la costo-efficacia degli interventi, l’appropriatezza prescrittiva e le eventuali criticità applicative. Il controllo sarà affidato alla Cabina di Regia per il Monitoraggio delle Liste d’Attesa, che produrrà report e organizzerà riunioni con cadenza mensile.
Per garantire il cosiddetto percorso di tutela, i direttori generali e i commissari straordinari dovranno assicurare le prestazioni nei tempi prescritti anche attraverso il ricorso all’attività libero-professionale intramuraria, alle prestazioni aggiuntive o al privato accreditato, nel rispetto delle tariffe nazionali e dei tetti di spesa regionali. L’attività intramoenia, tuttavia, non potrà superare per ciascun professionista il volume di prestazioni istituzionali, pena la sospensione del diritto a svolgerla.
Entro il 31 gennaio 2026, le Aziende del SSR dovranno presentare una relazione sulle modalità di attuazione delle verifiche. Nella stessa data, il Dipartimento Promozione della Salute e del Benessere Animale provvederà alla costituzione dell’Organismo paritetico regionale per il controllo dell’attività libero-professionale e all’aggiornamento della normativa regionale in materia.
Il provvedimento prevede inoltre la ridefinizione dei volumi e delle tipologie di prestazioni, la riprogrammazione delle ore di specialistica ambulatoriale, l’eventuale richiesta temporanea di prestazioni aggiuntive ai dirigenti sanitari e l’incremento delle ore degli specialisti ambulatoriali interni, sempre previa autorizzazione regionale per eventuali oneri aggiuntivi.
Il RUAS trasmetterà trimestralmente all’Organismo di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria un rapporto sullo stato delle prestazioni critiche e delle liste d’attesa.
“Tutte le disposizioni contenute nel provvedimento – conclude la Regione – concorrono al raggiungimento degli obiettivi economico-gestionali e di salute per l’anno 2026”.
Decaro incontrerà a stretto giro i direttori generali, i commissari straordinari delle aziende sanitarie e le organizzazioni sindacali della Funzione pubblica per avviare il confronto operativo sull’attuazione delle misure.
