L’Epifania tutte le feste se le porta via, ma nel caso della SSTaranto si è portata via anche un Presidente, un allenatore ed un team manager.
Una rivoluzione insomma, sancita dalla riunione del CDA che d’ora in avanti non sarà più l’acronimo di “Consiglio d’Amministrazione” bensi di “Ciro Danucci Again”.

E poi, per un Francesco Bitetti (geometra responsabile dei lavori allo Iacovone) che costruisce nuovi spogliatoi, c’era un Francesco Bitetto che, a voler dar retta alle voci di corridoio, sembrerebbe che lo spogliatoio sia andato molto vicino a…distruggerlo.

Il ritorno di Danucci e la contemporanea fine del rapporto del team manager con la società retta dalla famiglia Ladisa, sembrerebbero dare credibilità a quanti sostenevano che l’allontanamento del tecnico carosinese fosse “griffato Bitetto”, con tanto di messaggio di saluto, “indotto” e poco diplomatico, da parte dell’ex presidente Vito Ladisa, sempre nei confronti di Danucci.

Molto più ermetico, invece, il comunicato della società per annunciare l’addio con lo stesso Bitetto. Che ci sia un nuovo corso anche nella comunicazione, dopo le dimissioni di Vito Ladisa che, a quanto pare, si è sentito troppo…Distante dall’ambiente squadra per proseguire adeguatamente il suo incarico?

Vedremo, ma dal punto di vista organizzativo, tecnico e societario, la situazione è stata meglio definita.

Ora, senza alibi di sorta, toccherà al rientrante “capitano della nave” ritrovare la rotta che ad inizio stagione, con un equipaggio sicuramente meno esperto, ci aveva fatto comunque attraccare nel porto del primato in classifica.

Primato ancora non lontanissimo quando, dopo il rocambolesco pareggio casalingo contro il Novoli, il “nostromo Danucci” aveva dovuto abbandonare il timone per un atto, poi rivelatosi, di pura pirateria.

All’epoca scrivemmo che, nella pur legittima decisione di un cambio in panchina, si doveva optare per un sostituto che rappresentasse una certezza di miglioramento, un oggettivo salto di qualità. Cosi non è parso, già prima delle risultanze del campo che, in seguito e come sempre, è stato (ahinoi) giudice severo e inappellabile.

Danucci e la sua truppa si sono quindi ritrovati subito in campo per il decisivo impegno di Coppa contro il Gallipoli. I cambiamenti voluti dal mister sono risultati talmente evidenti che (nota di colore, non certo polemica) il Taranto ha cambiato anche i colori della divisa, scendendo in con ingannevoli calzettoni gialli che sembravano presi in prestito proprio dalla “mise gallipolina”.

Loiodice da voto “17” al Fantacalcio (2 gol e 2 assist) ha trascinato i rossoblù verso un sempre “piacevole” 5 vs 1.
A parte qualche amnesia difensiva, che da giocatori esperti come i nostri non ti aspetteresti ma continuano ad accadere, la prestazione è stata convincente, pur tenendo conto del non eccezionale spessore dell’avversario.

Tempo e lavoro saranno le uniche medicine per arrivare alla finale contro il Bisceglie già più squadra, come detto più volte dal mister dal momento del suo ritorno, condizione essenziale per poter andare avanti in questa competizione che potrebbe aprirci le porte della serie D.
Anche perché in un campionato che, come già detto, nel girone di ritorno diventa meno competitivo, con squadre che continuano a giocare per mero onor di firma, recuperare i punti inopinatamente sperperati sinora appare impresa, più che ardua, praticamente impossibile.

Contro un Mola in condizioni pre…carie, difficile poi esprimere un…giudizio fuori dai denti.
La panoramica dei gol realizzati può magari solo rappresentare il ponte verso posizioni di classifica quantomeno più incisive e gratificanti ma è chiaro che ci saranno altre “prove del nove” per questa squadra, attesa da test ben più impegnativi ed importanti.

E dopo questa parentesi odontoiatrica, possiamo solo sperare che la “cura” del rientrante Danucci ci regali un bel sorriso e sortisca i suoi effetti a lungo termine, magari con qualche “rinforzo medicinale” a completare la rosa che dovrà affrontare le prossime partite, a prescindere dall’avversario, con il solo intento di portare a casa l’intera posta in palio.

Come il miglior Filippo Ganna, quindi, testa china sul manubrio a spingere sempre forte sui pedali per un lungo, impegnativo sprint sino al traguardo.
Poi alzeremo tutti la testa e, se saremo stati bravi, potremo festeggiare qualcosa…D bello.

*a cura di Marcello Fumarola (editorialista esterno corriereditaranto.it)

** foto Paolo Occhinegro

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