Via libera della commissione Industria del Senato al possibile finanziamento fino a 149 milioni a favore di Ilva Spa “al fine di consentire la prosecuzione dell’attività produttiva ove la cessione del compendio aziendale a terzi non avvenga entro il 30 gennaio 2026”. La Commissione ha infatti approvato l’emendamento del relatore al Dl ex Ilva, Salvo Pogliese (FdI) come modificato dal sub-emendamento a firma del senatore di FdI, Bartolomeo Amidei che ha avuto l’ok con una riformulazione.
Disco verde anche ad un secondo emendamento del relatore che modica l’articolo 3 del decreto-legge, sopprimendo la parte relativa all’indennizzo per le imprese di interesse strategico nazionale ammesse al programma di cessione dei complessi aziendali escluse dalle agevolazioni dedicate alle imprese energivore per coprire i costi energetici.
La riformulazione del sub-emendamento Amidei prevede che il finanziamento fino a 149 milioni (la proposta Pogliese prevedeva un ammontare di 50 milioni) è prevista “per l’anno 2026”. Lo stanziamento potrà avvenire con decreto del ministro delle Imprese e del Made in Italy, di concerto con il ministro dell’Economia. La richiesta di finanziamento sarà “avanzata dall’organo commissariale sulla base di un piano di gestione transitoria correlato allo stato e ai tempi della conclusione della procedura di cessione dei compendi aziendali”. Ilva Spa in amministrazione straordinaria potrà “procedere direttamente all’utilizzo delle risorse ovvero trasferirle, su richiesta dell’organo commissariale, ad Acciaierie d’Italia Spa in amministrazione straordinaria”.
L’emendamento Pogliese precisa inoltre le modalità di erogazione (in conformità alla Comunicazione della Commissione relativa alla revisione del metodo di fissazione dei tassi di riferimento e di attualizzazione 2008/C 14/02, applicando il tasso di riferimento maggiorato di 400 punti base) e di restituzione del finanziamento (entro sei mesi dall’erogazione, a valere sul ricavato della cessione a terzi del compendio aziendale e con responsabilità solidale della società cessionaria del compendio aziendale in caso di insufficienza di tali risorse). La proposta inoltre specifica che l’erogazione del prestito non può avvenire prima che sia stato autorizzato dalla Commissione europea.
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