“Era la via del commercio di lusso, della Taranto bene. Ora tutti hanno paura di passeggiare qui, specialmente da una certa ora in poi”.

Scuote la testa con rassegnazione Alessandro Palmieri, commerciante di via Principe Amedeo. La strada, a detta degli esercenti e dei residenti superstiti, è diventata un vero e proprio “ghetto”.

Ma, si badi bene, nessun discorso razzista. “Noi facciamo solo la distinzione tra persone perbene e delinquenti – spiega il commerciante – E purtroppo tra le nuove comunità multietniche c’è una forte componente delinquenziale”.

Che le vie del Borgo umbertino abbiano cambiato quasi radicalmente la propria composizione residenziale non è una novità: via Mazzini, via Principe Amedeo, via Duca di Genova, via Cavallotti e via Duca degli Abruzzi sono solo alcune delle strade in cui i negozi storici della città hanno abbassato definitivamente la saracinesca per far spazio a bazar asiatici e negozi indiani.

“Ma con loro – spiega ancora Palmieri – mai nessun problema: sono grandi lavoratori. Le criticità sono causate soprattutto da comunità di nordafricani che evidentemente sono giunti in Italia con la sola intenzione di delinquere e non per lavorare. Consumano continuamente alcolici e fanno uso di stupefacenti in pieno giorno, arrivando ad uno stato di alterazione psico-fisica che causa poi risse e crea pericolo per l’incolumità pubblica”.

Gli interventi delle forze dell’ordine, in base a quanto riportato dagli esercenti, sono ormai quotidiani. Si parla di risse, di bottiglie di vetro lanciate tra connazionali in mezzo agli ignari passanti, di danneggiamenti alle vetrine dei negozi. “Abbiamo assistito al pestaggio di una connazionale che voleva sottrarsi al giro di prostituzione in cui era stata costretta – spiegano – ma anche ad un balordo che si era steso sulle strisce pedonali con una bottiglia frantumata in mano e cercava di colpire gli agenti della Polizia locale, intervenuti per calmarlo”.

Il risultato è che la sera, o meglio, quando cala il buio, in queste vie scatta un tacito “coprifuoco”: “Nessuno si azzarda a fare spese qui in orario pomeridiano e serale, aumentano anche le richieste di consegna a domicilio, che ci causano ulteriori spese e disagi – racconta Palmieri – E a questo dobbiamo aggiungere le vetrine infrante durante le risse o il pericolo a cui ci esponiamo se interveniamo”.

Una situazione ormai insostenibile, in cui cittadini e commercianti si sentono abbandonati dalle istituzioni. Ed in un clima del genere, sfortunatamente, è facile che si alimenti la cultura sbagliata del “farsi giustizia da sè”; in tanti, infatti, raccontano di aver proposto delle ronde di cittadini che perlustrino la zona nelle ore più critiche: “Ma in uno stato che si definisca democratico – si chiedono i commercianti – è giusto che si parli di ronde per tutelare i propri diritti, come fare la spesa o percorrere una strada senza paura?”.

Le cause sono tante: i palazzi del quartiere sono vecchi, spesso pericolanti; solo oggi, infatti, si registrano due interventi dei Vigili del Fuoco per un cornicione pericolante e problemi di staticità a due differenti edifici della zona. Molte famiglie non hanno i soldi per ristrutturare e preferiscono svendere, aprendo le porte agli extra comunitari che accettano di vivere in condizioni ai limiti del disumano, spesso senza luce nelle scale, senza acqua calda, con umidità e muffa che devastano le abitazioni.

Degrado sociale e umano, lavoratori rispettosi delle regole del vivere civile a cui si mescolano spacciatori e sfruttatori della prostituzione, creando un mix potenzialmente esplosivo, esacerbato dalla mancanza di interventi delle istituzioni. A questo si aggiunga il continuo depotenziamento delle forze dell’ordine: proprio in questi giorni, infatti, il Siulp ha denunciato la mancata assegnazione di agenti della Polizia di Stato a Taranto, a fronte dell’immissione di 3.500 nuove unità.

Un quadro che trova il suo coronamento nella carenza ormai cronica di decoro urbano: in tanti lamentano l’abbandono di rifiuti e ingombranti a ridosso di negozi e palazzine, le strade e i marciapiedi sono sporchi e imbrattati di deiezioni canine o spazzatura sparsa dagli animali randagi. Insomma, uno scenario di assoluta decadenza che mal si concilia con l’idea della rinascita del Borgo. Un’idea che sembra interessare, al momento, solo le vie più centrali del quartiere, lasciando il resto nel buio più totale.

“Quello che chiediamo – chiosano i commercianti – è un’attenzione in più. Sappiamo che le forze dell’ordine non hanno personale sufficiente per garantire un pattugliamento continuo della zona, ma non possiamo più continuare a vivere così. Siamo al limite”.

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