Si fa sempre più grave la crisi della Fondazione Cittadella della Carità che coinvolge oltre 150 lavoratori e lavoratrici, oramai senza stipendi da due mesi.

Ci si attendeva infatti, un nuovo provvedimento da parte del tribunale di Taranto, relativo alla recente istanza di concessione di nuove misure cautelari. Che comporterebbe un nuovo sblocco di risorse economiche per pagare gli stipendi arretrati delle lavoratrici e dei lavoratori della struttura sanitaria fermi ad ottobre (mese nel quale furono garantiti da un impegno preso in prima persona dal vescovo Miniero visto che ancora oggi la Curia è la proprietaria della struttura) e la tredicesima: cosa che non è accaduta e che li ha costretti a trascorrere l’ennesimo Natale nell’incertezza rispetto al futuro che li attende.

Speranza alimentata anche dal fatto che a metà dicembre era arrivata l’approvazione del giudice fallimentare della procedura concordataria in continuità: il che significava che era stata valutata l’intera massa debitoria (che ammonterebbe a 20 milioni di euro) e quindi la possibilità di ristrutturazione del debito.

Per questo la Fondazione, in attesa di ricevere buone notizie dal tribunale, aveva chiesto il differimento del tavolo SEPAC a Bari in programma inizialmente il 23 dicembre e poi rinviato a lunedì 29. Tavolo che ad oggi non si è ancora tenuto.

La vertenza resta quindi avvolta da una grande incertezza anche e soprattutto a causa del fatto che ancora oggi, sono poco chiari i dettagli del piano industriale del gruppo Neuromed che dovrebbe garantire il rilancio della struttura: non è chiara la percentuale delle quote della Fondazione che il gruppo Neuromed rileverà o ha già rilevato (anche se nei mesi scorsi si parlava del 51%) dopo la composizione del nuovo CdA, così come non è chiaro quante risorse economiche il gruppo Neuromed vorrà investire e in quali tempistiche ciò dovrà avvenire.

Quel che è certo è che il gruppo ha più volte dichiarato di non avere intenzione di investire risorse economiche proprie, sino a quando la situazione finanziaria e patrimoniale della Fondazione non sarà definitivamente chiarita.

Nel frattempo le lavoratrici e i lavoratori insieme alle organizzazioni sindacali, attendono una svolta definitiva nell’oramai cronico e atavico silenzio della politica.

(leggi tutti gli articoli sulla vertenza della Cittadella https://www.corriereditaranto.it/2025/12/16/la-cittadella-attenda-ancora-la-svolta)

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