Bisognerà attendere la fine di gennaio o, al massimo, i primi giorni di febbraio per vedere finalmente riconsegnato il primo lotto della scarpata del Lungomare di Taranto. Il grosso dei lavori è già completato, una parte del cantiere è stata smantellata e il basamento ripulito, ma sono necessari alcuni passaggi formali. Il nuovo slittamento è legato a un intoppo tecnico che ha richiesto un passaggio amministrativo tra direzione lavori e impresa per procedere al collaudo statico e liberare l’area.

Il cantiere, inaugurato il 19 novembre 2024, avrebbe dovuto concludersi in circa sette mesi. In realtà, il cronoprogramma si è allungato fino a superare i tredici mesi, tra slittamenti, imprevisti e una complessa revisione progettuale. L’ultima data indicata per la consegna del primo lotto era quella del 28 dicembre, poi nuovamente rinviata. Anche se – assicurano dalla Direzione Ambiente – «siamo ormai in dirittura d’arrivo».

Il primo tratto interessato, lungo circa 150 metri, si estende dalla Rotonda fino alle vicinanze del Palazzo delle Poste. Qui sono già state eseguite anche le piantumazioni di essenze mediterranee, in coerenza con l’impostazione paesaggistica del progetto. Il direttore dei lavori sperava di consegnare prima di Natale, ma non è stato possibile.

A pesare sui tempi sono stati soprattutto gli imprevisti emersi in corso d’opera. Durante gli scavi e le lavorazioni sono state rilevate microfratture, segni di distacco nel fronte del pendio, nuove pendenze dovute alle piogge e a piccoli smottamenti, oltre alla presenza diffusa di radici e a una conformazione superficiale diversa da quella prevista nel progetto originario del 2021. Elementi che hanno imposto una perizia di variante e una rivisitazione delle forme dei terrazzamenti, anche per ridurre le curvature e migliorare la stabilità complessiva del fronte.

Le variazioni progettuali, trasmesse ufficialmente dalla direzione lavori il 29 agosto, hanno comportato una maggiorazione del 32,90 per cento rispetto all’importo iniziale. In numeri: il valore dei lavori, al netto del ribasso d’asta, è passato da 582.610 euro a 774.261 euro, mentre le somme a disposizione dell’Amministrazione comunale sono aumentate da quasi 208mila a quasi 369mila euro. La copertura finanziaria per l’incremento è stata garantita attraverso devoluzioni di mutui esistenti.

Una volta consegnato il primo lotto, si passerà al completamento della parte di lungomare che si sviluppa fino al chiosco in corrispondenza del bivio del vialetto sottostante che conduce alla spiaggetta. Il tratto finale dovrebbe essere ultimato entro maggio. «Prima di San Cataldo» dice al corriereditaranto l’assessore all’Ambiente Fulvia Gravame.

«Attendiamo dunque di collaudare il primo tratto, quello vicino alla rotonda. Gli atti formali – spiega – non sono pronti perché ci sono piccole cose ancora da sistemare e abbiamo chiesto delle integrazioni. Ma i lavori, in realtà, sono finiti. Restano piccoli aggiustamenti, poi la parte documentale, gli ultimi controlli e il pagamento della fattura. In seguito ci sarà da completare il resto: potature, piantumazioni, sistemazione della terra. Il focus dell’appalto è la gestione della scarpata e dei terrazzamenti. La consegna di questo primo lotto permetterà di nuovo la “passeggiata” con l’apertura di una scala verso la Rotonda».

Il progetto, aggiudicato all’impresa Ste.Pa. srl di Napoli, punta a garantire adeguate caratteristiche di stabilità del fronte del Lungomare e a contenere i fenomeni di smottamento del terreno sottostante. Non solo ingegneria naturalistica, ma anche micropali mitigati con rivestimento in acciaio corten, fascinate e sistemazioni del suolo vegetale superficiale. I lavori sono stati suddivisi in più fasi per limitare i disagi ai cittadini e mantenere la fruibilità del lungomare.

Sul piano urbanistico e paesaggistico, l’intervento mira a riqualificare la scarpata e a integrarla con il fronte urbano di corso Vittorio Emanuele III, preservando una delle viste più iconiche della città. Un equilibrio delicato tra sicurezza, tutela del paesaggio e valorizzazione estetica.

«Vogliamo riconsegnare alla città un affaccio sicuro, curato e armonioso – conclude Gravame – capace di valorizzare uno dei punti più identitari del nostro lungomare e di restituire continuità tra il verde, la pietra e il mare».

*sull’argomento: Lungomare, che succede? – Corriere di Taranto

**foto Paolo Occhinegro

 

 

 

 

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