“Prima di tutto dobbiamo dire basta alle informazioni errate, perché l’amministrazione Bitetti sta lavorando con serietà e responsabilità”.

Sabrina Lincesso, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Taranto, replica con fermezza alle accuse dell’opposizione che circolano in questi giorni in merito a presunti tagli nel futuro Bilancio (la cui approvazione dovrebbe essere sottoposta al Consiglio comunale alla fine di febbraio) proprio nel settore di sua competenza.

In particolare, il consigliere comunale di Forza Italia, Massimiliano Stellato avrebbe parlato di possibili riduzioni stimabili nella cifra di 1 milione e 800mila euro.

Una somma decisamente ingente che andrebbe ad impattare su una città in cui le fragilità sociali ed economiche sono in costante aumento. Per capirne di più, abbiamo interpellato proprio la Lincesso sulla questione.

Tagli sì, tagli no: qual è la verità?

“Ritengo doveroso, innanzitutto, ristabilire la verità dei fatti per rispetto dei cittadini e della correttezza istituzionale, perché non è chiaro da dove sia stata ricavata questa cifra, che non risulta supportata da alcun riferimento ufficiale, tecnico o contabile. La chiusura del Bilancio, infatti, non è ancora avvenuta a causa delle serie difficoltà che stanno affrontando gli uffici tecnici, difficoltà che derivano in larga parte da situazioni ereditate dalla precedente amministrazione. Proprio per questo abbiamo chiesto una proroga.

Quando il sindaco, nella conferenza stampa di fine anno, ha parlato di tagli, lo ha fatto riferendosi alle grandi difficoltà complessive che stiamo affrontando. Personalmente non sono preoccupata, perché non conta tanto la quantità delle risorse, ma il modo in cui vengono gestite. I servizi essenziali, quelli previsti per legge, non solo verranno garantiti, ma saranno migliorati, soprattutto alla luce delle lunghe liste d’attesa che abbiamo ereditato.

Se dovesse rendersi necessario contenere alcune spese, non andremo certo a incidere su ciò che è fondamentale, ma su progetti che non producono un reale impatto sociale. Preferiamo investire su pochi servizi, ma di qualità, piuttosto che disperdere risorse in iniziative che hanno un inizio e una fine senza benefici concreti per la comunità.

Se sarà possibile evitare i tagli, non verranno fatti. In ogni caso, le cifre di cui parla l’opposizione appaiono del tutto sproporzionate e prive di fondamento. I servizi essenziali – inserimenti in struttura, servizi domiciliari per anziani e disabili – non saranno assolutamente toccati. Su questo mi batto in prima persona.

L’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Taranto, Sabrina Lincesso

Cerchiamo di restituire una fotografia quanto più obiettiva possibile della situazione attuale di Taranto, dal punto di vista delle fragilità sociali ed economiche.

“Per quanto riguarda la povertà a Taranto, i dati sono molto chiari: il numero dei beneficiari dell’Assegno di inclusione è il più alto d’Italia, con 8.700 nuclei presi in carico dai servizi sociali. A questi si aggiungono circa 200 nuclei RED, 2.500 minori, circa 800 persone con disabilità e un numero analogo di anziani. Inoltre, sono registrati 291 cittadini senza fissa dimora con residenza fittizia “via Città di Taranto”.

I rapporti con la Caritas, poi, sono costanti e diretti; lavoro in prima linea insieme agli assistenti sociali”.

Parliamo di quanto fatto in questi primi mesi di amministrazione.

“È giusto che i cittadini siano informati su come vengono gestiti i fondi pubblici: io mi considero una dipendente dei cittadini e sento il dovere di rendere conto del mio operato. Da professionista del settore, ritengo che mai come con questa amministrazione c’è stata attenzione alle politiche di welfare, a partire dalla scelta di nominare un assessore tecnico. I primi sei mesi di lavoro dell’amministrazione Bitetti sono misurabili e dimostrabili: l’Ambito è stato candidato a numerosi finanziamenti regionali e ministeriali, come INtegra, ComeTE e Just Transition Fund. Stiamo lavorando molto sulla prevenzione, più di quanto avvenisse in passato, perché investire sulla prevenzione consente di abbattere i costi futuri e di intervenire prima sull’insorgenza di disagi, in particolare quelli che riguardano i minori.

Dispongo di una relazione tecnica che ho inviato al sindaco, che mi chiede costantemente conto delle attività svolte e dei risultati raggiunti, per verificare il rispetto dell’indirizzo politico dato.

Alcuni dati: è stato firmato il Protocollo PNES con l’Asl e gli altri Ambiti territoriali, che permetterà l’attivazione di ambulatori di prossimità, cioè servizi socio-sanitari più vicini ai cittadini, con équipe multidisciplinari; l’Ambito Territoriale di Taranto è stato candidato con successo ai fondi regionali INtegra, ottenendo 900.000 euro destinati alle persone più fragili, a chi vive situazioni di grave marginalità e a chi rischia di restare invisibile; sono stati ottenuti altri 100.000 euro per il recupero e la redistribuzione delle eccedenze alimentari. È stato, inoltre, ampliato il Programma P.I.P.P.I., che sostiene 30 nuclei familiari in difficoltà e aiuta a prevenire l’allontanamento dei minori dalle loro famiglie. Avviato, poi, il Servizio Sociale “On the Road”, con operatori presenti direttamente nei quartieri, per individuare i bisogni prima che diventino problemi gravi.

Nei primi sei mesi, aggiungo, è stato rafforzato il Centro Servizi per le Famiglie, sono state assunte tre nuove assistenti sociali, sono stati riaperti i Centri di Aggregazione Sociale per gli anziani, restituendo spazi di incontro e socialità. Il Comune ha aderito ai fondi ministeriali ComeTE, investendo sulla povertà educativa, ha firmato il protocollo con il ministero di giustizia per il Centro di Giustizia Riparativa, introducendo un nuovo modo di affrontare il rapporto tra giustizia e comunità. Taranto, infine, ha aderito alla Carta per l’Integrazione promossa dall’UNHCR, come scelta di responsabilità e inclusione. È inoltre in corso di costruzione di un Patto per la Salute Mentale insieme al Dipartimenti di salute mentale per affrontare in modo coordinato il disagio psicologico, sempre più diffuso.

Su cosa si lavorerà nel futuro immediato?

“Sicuramente sulla pianificazione dei JTF, ma anche l’attivazione di un Pronto Intervento Minorile, sulla creazione di un tavolo tecnico sulle politiche abitative. E poi la nomina del Garante delle persone con disabilità e dei detenuti e l’apertura di un presidio di Servizio Sociale a Città Vecchia, per contrastare l’abbandono scolastico e la devianza minorile.

Infine, è prossima l’apertura di un nuovo alloggio sociale di emergenza nel quartiere Tamburi, con dieci posti disponibili, destinato a offrire una soluzione abitativa temporanea a persone in grave difficoltà, come nei casi di sgomberi o emergenze improvvise, garantendo risposte rapide e concrete. “.

Insomma, restituisce le accuse al mittente?

“È inaccettabile che si attacchi l’amministrazione sulla base di numeri privi di riscontri, quando la parte tecnica e la ragioneria non hanno ancora chiuso il Bilancio, che presumibilmente sarà approvato entro fine febbraio.

Innanzitutto, la precedente amministrazione, all’interno della quale qualche consigliere che ora è in opposizione si trovava in maggioranza, è stata quella che ha ricevuto più finanziamenti per il welfare.

E, se dobbiamo dirla tutta, è giusto ricordare che i tagli certi riguardano i fondi ministeriali, che saranno ridotti per tutti i Comuni.

La Legge 285/97 ha subito una riduzione delle risorse; i fondi ordinari del Piano di Zona (FNPS, FGSA, FNA) sono rimasti più o meno invariati, ma con vincoli molto più stringenti, che ne rendono più difficile l’utilizzo; lo stesso vale per il Fondo Povertà, mentre è diminuito anche il Fondo per la povertà estrema.

Questi tagli non dipendono dalle scelte dell’amministrazione comunale ma incidono sulla capacità di spesa.

Nonostante questo, l’amministrazione Bitetti ha potenziato il segretariato sociale, che è un livello essenziale delle prestazioni: sono state aumentate le figure professionali, con l’inserimento di un assistente sociale e di un amministrativo in più e sono state incrementate le ore di lavoro, con un conseguente aumento degli stipendi.

Negli ultimi venti giorni sono state assunte quattro nuove assistenti sociali per rafforzare ulteriormente i servizi. È quindi evidente che non stiamo tagliando ciò che serve ai cittadini, ma al contrario stiamo potenziando i servizi utili e razionalizzando ciò che non produce benefici reali”.

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