A Taranto la medicina di base non è più una certezza quotidiana. Per molti cittadini, soprattutto anziani e fragili, trovare un medico di famiglia disponibile è diventato un percorso a ostacoli che spesso si conclude con un nulla di fatto. Una difficoltà concreta, misurabile, che nelle ultime settimane ha assunto contorni sempre più preoccupanti, tanto da finire sul tavolo di un confronto istituzionale a Palazzo di Città tra il sindaco Piero Bitetti e il commissario straordinario della Asl Taranto, Vito Gregorio Colacicco.

Al centro dell’incontro, l’impatto diretto che la carenza di medici di medicina generale sta producendo sulla vita quotidiana delle persone e sulle cosiddette “zone carenti”: quartieri come Paolo VI, Tamburi, Città Vecchia e Lido Azzurro, dove il presidio sanitario territoriale è fragile o assente e dove, in molti casi, l’ambulatorio più vicino è in un altro rione, non sempre facilmente raggiungibile.

La fotografia scattata dall’Asl a dicembre ha confermato le criticità e ha portato alla pubblicazione di un avviso pubblico, in scadenza lunedì 19 gennaio, per raccogliere nuove disponibilità da parte dei medici di base. Un tentativo di arginare nell’immediato l’emergenza, in attesa di soluzioni più strutturali. Ma l’operazione non è semplice, come ha spiegato Colacicco con chiarezza: «Abbiamo fatto questo avviso sperando che almeno qualche medico faccia domanda e ci consenta di compensare, per quanto possibile, le carenze».

Il punto, ha chiarito il commissario, è che la leva amministrativa ha limiti evidenti. «Non puoi costringere un medico di medicina generale – ha precisato – ad andare in un posto. Sono convenzionati, parasubordinati, e scelgono dove esercitare. Se c’è una carenza oggettiva di medici, la situazione si complica maledettamente». Una dinamica che rende difficile coprire proprio le aree più problematiche, quelle dove il bisogno è maggiore ma l’attrattività professionale minore.

Da qui la scommessa sulle aggregazioni funzionali, reti di medici che condividono pazienti e servizi: «Con il lavoro in rete – ha dichiarato Colacicco – possiamo provare a soddisfare i bisogni assistenziali di tutti i cittadini iscritti all’aggregazione». L’Asl, inoltre, intende orientare i bandi verso i quartieri più scoperti e farsi carico, laddove possibile, delle spese per gli ambulatori. «Metteremo in campo tutte le nostre possibilità – ha aggiunto – ma il problema nasce quando il cittadino non riesce materialmente a raggiungere il medico».

La questione era stata rilanciata anche dal segretario cittadino della Lega, Francesco Battista, che aveva denunciato un numero crescente di cittadini rimasti senza medico dopo i pensionamenti. Un allarme che fotografa un disagio reale, ma che si inserisce in un quadro ben più ampio. Secondo la Fondazione Gimbe, al 1° gennaio 2024 in Italia mancavano circa 5.575 medici di medicina generale: un vuoto che colpisce soprattutto le aree con popolazione più anziana e che si traduce in carichi di lavoro insostenibili per chi resta in servizio.

Il recente via libera al nuovo Accordo collettivo nazionale 2022-2024 rappresenta un passo avanti, ma non risolve una crisi che è ormai strutturale. I pensionamenti superano il ricambio generazionale, i bandi vanno spesso deserti e la professione fatica ad attrarre giovani medici. Taranto, in questo scenario, è una delle tante città che pagano il prezzo di un sistema in affanno.

«Aspettiamo lunedì per capire chi ha fatto domanda – ha concluso Colacicco – e poi lavoreremo con la Regione su incentivi, premialità e strumenti contrattuali per coprire le zone di disagio». Nel frattempo, per molti cittadini, la ricerca del medico di base resta una corsa contro il tempo. E contro un sistema che, oggi più che mai, mostra i suoi limiti.

 

One Response

  1. Molto bene per il Presidente Regione che su articolo Gazzetta del Mezzogiorno riportava uno studio della Regione o a ci x essa incaricato, dove si evidenziava che il 40% delle prenotazioni esamine diagnostica avanzata al CUP risultavano non necessarie.
    Ancora sempre l’articolo parlava di cittadini furbetti.
    Risolto liste attesa , no medico base no ricette
    Ottimo lavoro .
    Complimenti

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