Nuovo sit-in di protesta davanti alla sede della Cittadella della Carità a Taranto organizzato da FP CGIL, CISL FP, FIALS e UGL Salute nella mattinata di lunedì 19 gennaio.

“Nostro malgrado, torniamo a denunciare ancora una volta la grave situazione di stallo in cui versa la vertenza Cittadella della Carità. Infatti, a tutt’oggi, le lavoratrici e i lavoratori della Cittadella non hanno percepito le retribuzioni di novembre, dicembre e la tredicesima“ affermano i sindacati.

“Ci chiediamo se tutto ciò sia tollerabile – spiegano i sindacati -. Le affermazioni sulla dignità delle persone e del lavoro devono essere parole piene di contenuto e non mere affermazioni da salotto. Anche in questa vicenda a perdere non sono solo i lavoratori, ma anche le Istituzioni che, ancora una volta in questo territorio, non stanno dimostrando di non essere in grado di affrontare e, speriamo risolvere, una situazione così complicata e delicata”.

Nulla è cambiato in ordine al futuro della Fondazione; si continua a navigare nella incertezza più assoluta, tra timidezze, mancate iniziative e silenzi assordanti – proseguono le organizzazioni sindacali -. Chi ha il compito e il dovere di intervenire e fare chiarezza lo faccia, altrimenti parli chiaramente alla città ed ai lavoratori, comunicando le reali intenzioni sul futuro della stessa”.

Si è in attesa di una nuova convocazione della task force regionale per affrontare la questione Cittadella, i cui tavoli sono stati rinviati più volte sotto richiesta della Fondazione stessa. Sindacati e lavoratori stanchi chiedono anche l’intervento delle istituzioni locali e del nuovo assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia per provare a dare un futuro certo alla Cittadella della Carità.

La protesta dei lavoratori, dall’esterno della struttura, si è spostata anche all’interno al grido di “stipendio, stipendio”. La situazione resta molto delicata e urge trovare una soluzione definitiva.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2026/01/15/cittadella-due-mesi-senza-stipendi/)

One Response

  1. Il Vescovo ora dov’è? Non è regolare che chi è subentrato non provveda a pagare stipendi e fornitori privilegiati, dalla data del subentro in poi. I soliti politici in cerca di visibilità se la prendono con le istituzioni, dimenticando di esserne attori , eludendo il vero problema pur di strumentalizzare la situazione alquanto delicata. Rispetto per i lavoratori vittime degli speculatori.

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