Si terrà il prossimo 3 febbraio presso la presidenza della “Task force” Regionale per le crisi industriali, l’incontro sulla vertenza che sta coinvolgendo le lavoratrici ed i lavoratori di Vestas Italia.

“Questa convocazione la consideriamo un primo passo in avanti, conquistato dalle iniziative messe in campo da FIOM e UILM ed i lavoratori, che sono in sciopero permanente con occupazione del sito di Taranto dal 19 gennaio. Restano comunque confermate tutte le iniziative messe in campo e decise in assemblea, continuando con il presidio permanente. Saremo determinati a proseguire con la lotta, affinché la multinazionale Vestas sospenda la decisione e discuta con le parti sociali di soluzioni alternative al trasferimento dei lavoratori da Taranto” affermano Fiom e Uilm.

La mobilitazione è partita dopo la comunicazione da parte dell’azienda di spostare l’unità “service”, un magazzino e il “training center” da Taranto all’area industriale di San Nicola di Melfi (Potenza) entro il 1° marzo. Allo stesso modo, di trasferire nel sito lucano il “service point” di Candela (Foggia). La scelta del produttore di turbine eoliche Vestas, che secondo i sindacati coinvolge le sorti di circa 80 lavoratori che saranno costretti a trasferte di oltre 200 chilometri, ha quindi sollevato le proteste di Fiom Cgil e Uilm, impegnate in uno sciopero scattato il 14 gennaio e sfociato in un presidio permanente. Un impatto notevole sulla vita dei lavoratori e delle loro rispettive famiglie.

Inizialmente le motivazioni dell’azienda sono emerse da una comunicazione arrivata a inizio gennaio ai sindacati, in cui si parlava di ottimizzazione delle attività. Qualche chiarimento sarebbe dovuto arrivare nell’incontro del 21 gennaio, tra le parti: i sindacati, però, hanno deciso di rimandare il confronto con Vestas in attesa che l’azienda accetti una sospensione temporanea dei trasferimenti, eventualità che al momento la società non sembrerebbe disposta a prendere in considerazione.

Al momento, sembrerebbe non si tratti di un ridimensionamento della produzione eolica in Italia, ma di una riorganizzazione funzionale. La società, secondo alcune fonti, intenderebbe superare i 2.300 lavoratori attuali nel sito, rispetto ai 700 di due anni fa, ma ancora non è chiaro con quale inquadramento e prospettive.

Certo non va dimenticato che lo scorso anno la società danese ha ottenuto una concessione di nove anni per utilizzare la piattaforma logistica “Domenico Daraio” nel porto di Taranto. Nell’area di 132.000 metri quadrati l’azienda vorrebbe facilitare l’assemblaggio e la movimentazione delle turbine prodotte da Vestas nel suo stabilimento tarantino (dove, ad esempio, sono state realizzate 27 turbine da 15 MW del più grande parco eolico offshore della Germania). Senza dimenticare che lo scorso ottobre è entrato in vigore il Decreto interministeriale MASE che individua il porto di Taranto tra gli hub nazionali di riferimento prioritari per lo sviluppo degli impianti eolici offshore galleggianti in Italia. Così come l’ingente investimento realizzato nel 2024 per ampliare lo stabilimento di Taranto per produrre pale lunghe 115,5 metri per la turbina eolica offshore V236-15 MW.

La strategia della Vestas prevede di trasferire il magazzino di assistenza di Taranto, in Via Ariosto, in una nuova sede a San Nicola di Melfi (Potenza), perché più vicino ai parchi eolici, il che servirebbe a migliorare l’efficienza e il servizio clienti, dovuto alla crescita della nostra attività in Italia e alla crescente attenzione dell’azienda al settore eolico italiano, considerato un mercato strategico per Vestas. Per l’azienda quindi l’attuale magazzino e il training center non sarebbe più funzionale al supporto operativo, mentre la nuova sede di Melfi avrà uno spazio molto più ampio e sarà utilizzata anche come punto di assistenza. Inoltre, il centro di ricevimento di utensili e materiali si trova a Napoli, che è logisticamente e geograficamente meglio collegata a Melfi rispetto a Taranto, trovandosi vicino alla rete autostradale e alle principali vie di comunicazione.

Inoltre per l’azienda tale scelta riguarderebbe solo sedici dipendenti dell’attuale magazzino, non comporterebbe licenziamenti né incide sulle attività del resto di Vestas Italia né sulle attività dello stabilimento di Taranto. Ma è chiaro che tutto questo non può bastare come conditio sine qua non per evitare di trovare soluzioni alternative, operando anche con tempistiche più lunghe nel conforto con le organizzazioni sindacali.

“Insieme alla Uilm abbiamo formalizzato una richiesta di incontro urgente alla task force regionale per l’occupazione – poi accordata per il prossimo 3 febbraio – perché riteniamo indispensabile che tutte le istituzioni, dal Comune alla Regione, esercitino pienamente il loro ruolo in una vertenza che riguarda un pezzo fondamentale del tessuto produttivo e sociale del territorio”, secondo il segretario generale della Fiom-Cgil Taranto, Francesco Brigati. “È impensabile pretendere trasferte di 200 chilometri come soluzione organizzativa, senza alcuna considerazione per la vita dei lavoratori”.

“Siamo determinati a proseguire con la lotta, affinchè la multinazionale Vestas ritiri la decisione e discuta con le parti sociali di soluzioni alternative al trasferimento, non solo per il futuro di tutti i lavoratori interessati ma di tutto il tessuto produttivo e sociale della Provincia Ionica” concludono Fiom e Uilm.

(leggi tutti gli articoli sulla Vestas https://www.corriereditaranto.it/?s=vestas&submit=Go)

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