Dopo oltre trent’anni di attese, stop and go e promesse rimaste sulla carta, la Regionale 8 torna al centro della scena. Nelle scorse settimane la Provincia di Taranto ha avviato la procedura di gara per l’affidamento dei lavori del secondo tronco della direttrice viaria litoranea interna, dall’innesto Talsano–San Donato fino allo svincolo Avetrana–Nardò. Un passaggio amministrativo che, pur tra cautele e riserve, segna una svolta per un’infrastruttura considerata strategica per l’intero versante orientale della provincia.

Il tema è stato al centro di un incontro ospitato nella sede di Confcommercio Taranto, al quale hanno preso parte il presidente della Provincia Gianfranco Palmisano, il deputato Dario Iaia (FdI) e gli amministratori dei Comuni direttamente coinvolti dal tracciato: Taranto, Leporano, Pulsano, Manduria, Lizzano, Torricella, Maruggio e Avetrana. Un confronto a più voci per fare il punto sullo stato dell’arte e sulle iniziative utili a sostenere, a ogni livello istituzionale, l’avanzamento di un progetto che da decenni incrocia speranze e frustrazioni.

«L’avvio della gara – ha sottolineato il presidente di Confcommercio Taranto, Leonardo Giangrande – rappresenta un passaggio amministrativo di grande rilievo che avvicina la realizzazione di un’opera attesa da decenni, capace di mettere in connessione i comuni del versante orientale con il resto della provincia di Taranto. È fondamentale ora che l’opera proceda speditamente, superando ogni possibile ostacolo di natura amministrativa e finanziaria». Parole che fotografano il senso dell’incontro: trasformare un atto formale in un percorso concreto.

La pubblicazione del bando, attesa da oltre trent’anni, è considerata una tappa chiave per il sistema della mobilità ionica. La chiusura dell’iter amministrativo in corso rappresenta la prima conclusione positiva per un’arteria pensata come alternativa alla litoranea costiera, indispensabile per colmare un divario infrastrutturale che ha penalizzato a lungo il territorio orientale della provincia.

Tra gli amministratori intervenuti anche il vicesindaco di Taranto, Mattia Giorno, e il sindaco di Manduria, Gregorio Pecoraro. Presente inoltre il responsabile del Comitato Strade Sicure, Vanni Caragnano, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di procedere parallelamente alla realizzazione della Tangenziale nord, per rendere davvero efficace il nuovo asse viario.

Sul piano tecnico-amministrativo, intanto, i termini per la presentazione delle offerte sono slittati dal 6 al 23 febbraio. Tre giorni dopo, il 26 febbraio, è prevista la prima riunione della commissione di gara con l’apertura delle buste. La decisione, assunta dalla Provincia di Taranto, è legata alle numerose richieste di chiarimenti pervenute dalle imprese e alla necessità di aggiornare il capitolato d’appalto. Un rinvio breve che non cambia la sostanza: dopo più di trent’anni di dibattito, l’aggiudicazione dei lavori è attesa nei prossimi mesi.

Le risorse attualmente disponibili, tuttavia, consentono di coprire solo i primi due stralci funzionali, Talsano–Pulsano e Pulsano–Torricella.

Il costo complessivo dell’opera supera i 270 milioni di euro ed è finanziato in parte con fondi FSC 2021–2027 (122 milioni) e con 10 milioni dei FSC 2014–2020 destinati alla progettazione. L’aggiudicazione avverrà secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, con un peso decisivo attribuito alla qualità tecnica del progetto (90 punti su 100).

Il presidente della Provincia, Gianfranco Palmisano, rivendica la scelta della gara unica: «Le infrastrutture sono al primo posto nella nostra agenda. Era doveroso accelerare su uno dei collegamenti più importanti verso il Salento. E siamo contenti di essere riusciti a bandire la gara. Chiaramente il percorso non è finito qui. Con la Regione abbiamo concordato una gara unica per l’intero importo, nonostante al momento sia disponibile solo circa il 50% del finanziamento, così da non perdere tempo quando arriveranno le ulteriori risorse per il secondo lotto. È il percorso più veloce possibile». E assicura: «Non ci saranno ulteriori proroghe».

Giangrande, ripercorrendo la lunga genesi dell’opera, non nasconde l’amarezza: «Sul tema della Regionale 8 mi coinvolse l’ingegner Cimini perché temeva che si perdessero i finanziamenti, 193 milioni di euro. La Regione scriveva otto anni fa alla Provincia senza avere riscontri oggettivi. Quei soldi dovevano essere spostati altrove. Insieme ad altre associazioni decidemmo di organizzare una conferenza stampa sotto la sede della Provincia e da lì partì l’iter. Ma sono passati 38 anni e mi devono spiegare perché non si sono attivati. Si sono alternati – attacca Giangrande – presidenti, onorevoli, senatori, sindaci. Ma quel progetto è rimasto fermo. Se ne parlava già nel 1988».

Ora si parte «con 123 milioni di euro, poi le altre risorse – rileva il presidente dell’associazione dei commercianti – dovranno essere appostate. Sulla carta ne servono 270, ma il prezzo con il ribasso d’asta non sarà quello. Potrebbe essere assegnato intorno ai 200-220 milioni di euro tutto l’appalto. Per il territorio questa è una strada importantissima perché uscendo dal punta Punta Penna e andando da Talsano il turista potrà facilmente raggiungere la parte orientale della provincia. Questo è un pezzo, poi anche i Comuni e gli operatori privati devono fare la loro parte garantendo servizi, decoro, punti ristoro e parcheggi».

Sulla stessa linea il presidente provinciale del Sib, Vincenzo Leo: «Da circa 40 anni si parla della Regionale 8. Uscire dall’A14 e arrivare in pochi minuti alle marine sarebbe una svolta epocale. I turisti ci chiedono di avere più percorsi e più opportunità anche con i treni e magari con l’aeroporto di Grottaglie. La Regionale 8 resta un’arteria stradale fondamentale».

Per il deputato Dario Iaia «i ritardi nelle grandi opere sono un problema storico italiano, soprattutto al Sud. Ma oggi un punto fermo è stato messo. Le istituzioni devono collaborare, al di là dei colori politici. Senza le risorse FSC messe in campo dal governo non staremmo parlando di quest’opera. Ora bisogna correre».

La strada è ancora lunga, 253 settimane di cantieri sulla carta. Ma, per la prima volta dopo decenni, la Regionale 8 sembra finalmente uscita dal limbo.

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