La presentazione del dossier “Taranto è il mare”, per la candidatura al bando di Capitale Italiana del Mare 2026, si è tenuta nella Sala degli Specchi a Palazzo di Città. La sala era gremita di cittadini, persone interessate e rappresentanti delle associazioni che hanno preso parte attiva alla stesura del progetto.

A tenere il discorso d’apertura è stato l’assessore allo Sviluppo Economico e alla Blue Economy, Francesco Cosa, che con parole precise ha spiegato il fulcro della motivazione di questa candidatura. Taranto, conosciuta come la “Città dei Due Mari”, è intrisa in ogni suo aspetto della presenza del mare e della sua influenza. La sua storia — passata, presente e futura — sarà sempre scandita dall’infrangersi delle onde che bagnano le coste tarantine.

“La nostra storia contemporanea è indubbiamente legata alla grande industria; l’obiettivo non è cancellarla, ma contrastarla con una narrazione opposta e reale, costituita dagli elementi unici che contraddistinguono la nostra città e i nostri mari”, ha dichiarato l’assessore.

Ed è proprio per contrastare la visione univoca che spesso etichetta il territorio tarantino che si è scelto di legare alla sfida un titolo simbolico: “Una nuova rotta per Taranto”. Questo concept strategico potrebbe rivelarsi un vero pronostico di ciò che accadrà se il progetto risulterà il più valido tra quelli candidati.

Alla stesura del dossier hanno collaborato numerose associazioni legate all’ambito marino, turistico e scolastico. Tra queste spicca la celebre Jonian Dolphin Conservation, primo centro in Europa per la cura e la riabilitazione dei delfini un tempo in cattività.

Nel piano strategico non poteva mancare il riferimento ai Giochi del Mediterraneo 2026, che avranno luogo nei vari impianti sportivi della città e che influiranno positivamente sulla sua riqualificazione. L’evento esalterà il fine ultimo del progetto: favorire iniziative volte a valorizzare la cultura marittima italiana, il mare e la sua biodiversità.

Sotto questo profilo, Taranto non ha rivali: il Mar Piccolo è il centro focale di questo ecosistema unico, con oltre mille specie marine, tra cui i rari cavallucci marini e le rinomate cozze tarantine.

Alla presentazione ha partecipato anche il sindaco Piero Bitetti, il quale non ha risparmiato lodi per il processo di ideazione e pianificazione:“La centralità di questa narrazione consiste nel superare gli stereotipi e riportare al centro l’identità marittima. Stiamo, grazie agli sforzi di tutti i partecipanti, emancipando un settore e rendendo il nostro prodotto davvero unico”.

La rivalutazione di Taranto parte dal basso, dai propri cittadini. Se questo sforzo verrà riconosciuto, la Presidenza del Consiglio dei ministri metterà a disposizione della città vincitrice un finanziamento di un milione di euro, destinato alla realtà che saprà incarnare perfettamente cultura, conoscenza marittima e tutela della biodiversità.

A concorrere con la Città dei Due Mari per il titolo storico di prima Capitale Italiana del Mare ci sono altre realtà pugliesi, come Brindisi, e circa altre nove città, tra cui Agropoli in Campania e Riccione in Emilia-Romagna. La proclamazione è fissata per il 1° febbraio 2026.

Se Taranto riuscirà a prevalere, assisteremo finalmente a un atteso cambio di paradigma: da “Città dell’Acciaio” a “Capitale Italiana del Mare”.

 

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