Arrivano altre risorse per i nuclei familiari destinatari nel 2024 del ristoro previsto dal Fondo Indennizzi per il rione Tamburi, parte della somma stabilita come risarcimento in sede giudiziale in virtù di una sentenza definitiva.

Si tratta di tutti coloro i quali hanno ricevuto solo il 30% dell’importo stabilito, e che ora beneficeranno di un’altra quota. Questa possibilità è stata garantita dal fatto che nell’ultimo decreto ex Ilva, approvato il 20 gennaio, è stata inserita una norma che permette di distribuire le somme non corrisposte nel 2025, su un totale 4,7 milioni, tra coloro che hanno ricevuto un indennizzo ridotto, con priorità per chi ha avuto percentuali più basse.

Nel 2023 – 3,5 milioni di euro sono stati stanziati e divisi tra 420 famiglie, con un risarcimento pari al 91% della somma prevista per ciascuna. Il numero delle richieste è poi notevolmente cresciuto, arrivando già nel 2024, anno in cui i fondi ammontano a 3,8 milioni, a circa 1700 famiglie (alle 420 del 2023 se ne aggiungono 1200) con una percentuale degli importi distribuiti che non supera il 30%, importi che con l’ultimo intervento normativo riusciranno ad arrivare al 60-70% della richiesta. Il risarcimento previsto per ogni immobile si aggira infatti attorno al 20% del valore dello stesso.

Ricordiamo che Il “Fondo per indennizzo dei danni agli immobili derivanti dall’esposizione prolungata all’inquinamento provocato dagli stabilimenti siderurgici di Taranto del Gruppo Ilva” era stato rifinanziato grazie un emendamento alla legge di Bilancio 2023, approvato in commissione Bilancio e presentato dal deputato del Partito Democratico, Ubaldo Pagano. Il decreto del ministero delle imprese e del Made in Italy del 3 gennaio 2023 che ne regolamentava le risorse, fu pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Il rifinanziamento prevedeva risorse di 3,5 milioni di euro per il 2023, di 4,5 per il 2024 e di 4,5 per il 2025.

Il rifinanziamento era stato necessario a fronte del fatto che i fondi istituiti con il precedente decreto del ministero dello Sviluppo economico (MiSE) del 23 settembre 2022 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 279 del 29 novembre 2022, pari a 7,5 milioni di euro, non erano mai arrivati ai proprietari degli immobili, visto che i primi 5 andarono persi in quanto non utilizzati in tempo.

All’interno del decreto “Sostegni Bis” del 2021 era prevista l’istituzione, tramite un emendamento parlamentare (che fu presentato sempre dall’onorevole Ubaldo Pagano del Pd), di un fondo, presso il MiSE, di 5 milioni di euro per il 2021 e di 2,5 milioni per il 2022 per l’indennizzo dei proprietari degli immobili.

Sempre in base al decreto leggi Sostegni bis, l’indennizzo era riconoscibile nella misura massima del 20% del valore di mercato dell’immobile danneggiato al momento della domanda e comunque per un ammontare non superiore a 30.000 euro per ciascuna unità abitativa. Il motivo per cui ciò avvenne, stava nel ritardo con cui è stato approvato il regolamento successivo alla legge, che sarebbe dovuto arrivare a luglio 2021.

Inoltre, con l’ultimo emendamento approvato furono apportati dei correttivi, a partire dal criterio dell’indennizzo massimo del 20% del singolo immobile: questo perché l’importo per i proprietari sarebbe stato quasi nullo visto che molti appartamenti hanno oggi un valore già bassissimo di per se, avendo subito un deprezzamento di oltre il 30% sul mercato immobiliare.

Per cui adesso, pur restando il tetto massimo dei 30mila euro, l’ammontare del risarcimento viene deciso direttamente dal giudice, in questo caso quelli del tribunale di Milano che si occupano del fallimento dell’ex Ilva. Infine, era stato anche abrogato lo sbarramento che impediva ad un singolo proprietario di essere risarcito per più immobili di proprietà presenti nel rione Tamburi. Ed ampliato il periodo di tempo entro cui poter presentare l’istanza di indennizzo, da uno a sei mesi.

Risorse che rappresentano un contributo importante e non scontato per chi ha subito i danni materiali dell’inquinamento

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/12/27/case-tamburi-ecco-i-primi-indennizzi/)

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