La settimana rossoblu aveva come epicentro di interesse la finale di andata di Coppa Italia che vedeva il Taranto opposto alla capolista del girone, il Bisceglie di mister Di Meo.
Prima nota in merito…La designazione arbitrale: perché se contro il Galatina la signora Mancini arrivava dalla lontana Macerata, il fischietto di giovedì arrivava dalla vicina (soprattutto a Bisceglie) Barletta, forse per una riproposizione della storica disfida.

Che poi, poverello, con il divieto ai residenti BAT, il direttore di gara avrà avuto anche difficoltà a raggiungere lo stadio.

Battute a parte, nessun pregiudizio e nessuna dietrologia, anche perché la direzione di gara è stata ineccepibile, ma sinceramente vorrei capire il criterio di queste “designazioni limitrofe”, perché poi è chiaro che un po’ ti irre…Tisci!

Stadio Italia “sold out”. Facile riempire il piccolo impianto massafrese, dirà qualcuno. Credo invece sia stata una bella dimostrazione di affetto, di fiducia e di voglia di partecipare e sostenere, nonostante una stagione meno pirotecnica di quanto si potesse sperare e nonostante si giocasse in un pomeriggio infrasettimanale.
Onore ai presenti, cornice stupenda.

Il Bisceglie, nel frattempo, acquista il fresco ex Dammacco, alla sua terza squadra in 3 mesi, che sembra quasi la riproposizione di un film di Verdone e Pozzetto (7 chili in 7 giorni).

Coreografia e calore eccezionali da parte della tifoseria rossoblu, dicevamo, ma…Pronti via ed il Taranto è subito sotto.
Il pareggio immediato caccia via l’incubo iniziale e cosi il nostro “stopper goleador” Guastamacchia si trasforma in…”Cancella macchia”…del gol subito.
Alla fine la decide Aguilera che si esibisce nell’ennesimo “acuto” stagionale sull’assist al bacio di Di Paolantonio, per un risultato positivo che ovviamente non lascia tranquilli per il ritorno ma è pur sempre un vantaggio, ancor più prezioso se si pensa alla doccia fredda iniziale alla quale la squadra ha saputo reagire con una bella prestazione.

Forse sono un po’ mancati i protagonisti più attesi, tipo la coppia Lo-Lo (Loiodice-Lo Savio) con il primo che, a fine partita, ha infatti chiesto di tirare un po’ il fiato per recuperare da qualche piccolo infortunio che lo sta evidentemente limitando.
Invece il “Pablito” rossoblu non ha perso il fiuto del gol, nonostante il periodo passato in panca in attesa di uno “squillo di Trombino” mai arrivato.
Quindi, parafrasando De Gregori, possiamo dire che:
“Hanno ammazzato Pablo, Pablo è vivo!”

A completamento della settimana la partita di Bitonto che non può certo definirsi interlocutoria ma sembra più servire a Danucci per alcune rotazioni (meno di quanto prevedibili) e per affinare soluzioni di gioco ed intesa tra i giocatori.

Riposano Aguilera, al posto del quale gioca Russo e non Trombino, Rizzo che viene sostituito da Delvino, mentre la dorsale sinistra passa da Sansò/Loiodice ad una più “colorita” accoppiata De Rosa/Labianca.
Succede ciò cheI vorresti evitare con Incerti nuovamente out per infortunio, (a conferma di quanto già scritto al suo posto entra Marino e non Zampa).
Il Taranto corona una pressione magari non asfissiante ma costante, ad inizio ripresa con il gol di Sante Russo servito dal solito “Assist…manovic”.
La partita non si chiude prima solo perché in un paio di occasioni sono i legni ad impedire il gol ai rossoblu.

Nella girandola delle sostituzioni si vede anche Zampa (e Marino esce nuovamente dopo una quarantina di minuti di partita) mentre il baby Monetti sembra essere un po’ uscito dai radar funzionanti nel carosinese.
Alla fine tre punti preziosi conquistati, come direbbe Mengoni, cogliendo…L’essenziale.

Ecco, in previsione della partita di ritorno della finale di Coppa, l’essere in campionato un po’ “tra color che son sospesi” potrebbe consentire al Taranto di arrivare fisicamente meglio all’appuntamento, a differenza di un avversario più “stressato” dalla lotta per il primato con un Brindisi che rallenta ed allenta un po’ le…Maglie, ma è ancora molto vicino e pericoloso.

Dal punto di vista psicologico il peso, però, sta tutto nella testa dei rossoblu che, a differenza dei nerazzurri baresi, sanno di avere nella Coppa forse l’unica strada verso la D (i playoff infatti restano sempre in bilico).

Di sicuro al ritorno si affronteranno due squadre diverse dalla partita di campionato persa dai rossoblu per un calcio di punizione di Citro sul finire del match.
Qualcosa ha cambiato il Bisceglie, molto più il Taranto che, scusate l’insistenza, spero abbia qualche altra nuova ed importante carta da giocarsi nel prossimo decisivo match.

Tra centrocampo ed attacco credo che (per le ambizioni palesate) qualcosa si debba e si possa ancora completare e migliorare in modo che, dopo la trasferta al “Ventura”, possa continuare, almeno in Coppa Italia, la nostra Av…ventura.

*a cura di Marcello Fumarola (editorialista esterno corriereditaranto.it)

*foto Paolo Occhinegro

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