La Puglia è una delle regioni italiane più colpite dalla carenza di medici e infermieri. Nonostante l’aumento del numero di professionisti sanitari dopo la pandemia, la voragine nelle piante organiche rimane pressoché invariata secondo i dati diffusi da Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali .

– Medici: 6.751 in servizio, +1,81% rispetto al 2019, ma ancora 6.000 unità in meno rispetto alle esigenze;
– Infermieri: 17.169 in servizio, +8,9% rispetto al 2019, ma ancora 11.000 unità in meno rispetto alle esigenze.

La situazione è critica soprattutto nei Pronto Soccorso e nelle ambulanze, dove mancano 116 medici e 300 infermieri. I concorsi per reclutare nuovo personale vanno a vuoto, poiché non ci sono candidati.

LE CAUSE DELLA CRISI

– Pensionamenti: 6.000 operatori sanitari andranno in pensione entro il 2030.
– Mancanza di investimenti: la spesa per il personale è rimasta invariata nonostante gli investimenti nelle infrastrutture sanitarie.
– Condizioni di lavoro: turni massacranti e stipendi non competitivi scoraggiano i giovani a entrare nel settore.

LE CONSEGUENZE

– Liste di attesa: sempre più lunghe a causa della carenza di personale.
– Sovercarico di lavoro: per i professionisti sanitari già in servizio.
– Rischio di collasso: del sistema sanitario pubblico pugliese.

DECARO SU OSPEDALE SAN CATALDO

A questo punto ci si domanda se una volta terminato il tanto atteso Ospedale San Cataldo di Taranto (previsioni per la tarda primavera), lo stesso non incontrerà serie difficoltà ad essere operativo a causa, propri,o della carenza di personale medico e sanitario.

Un timore fugato dal presidente della Regione, Antonio Decaro, interpellato dal corriereditaranto.it, a margine della riunione operativa avuta a Taranto per i Giochi del Mediterraneo che ha dichiarato:” L’ospedale aprirà, ovviamente. Non è che lo stanno costruendo per tenerlo chiuso. Ci metteremo a lavorare ma man mano che ci avviciniamo alla sua apertura. Per ora apriranno, credo, le strutture amministrative. C’è una carenza di personale che è strutturata rispetto alle risorse che abbiamo a disposizione, Ma questo non è il problema più serio che è, invece, quello che riscontriamo oggi nei Pronto Soccorso perché non ci sono medici che si specializzano nell’emergenza- urgenza, che è un problema nazionale. Qui e al 118 abbiamo le criticitià più gravi. I medici e il personale sanitario o comunque la carenza strutturale riusciamo a gestirla anche con le nuove assunzioni che stiamo facendo. Ripeto non è un problema solo della Puglia, ce l’hanno tutte le regioni. La Calabria, ad esempio, è stata costretta a reperire personale per l’emergenza- urgenza che arrivava da paesi stranieri”.

 

 

2 Responses

  1. Ottimo
    Segniamo quanto dichiarato oggi
    Dal Presidente Decaro
    Ospedale San Cataldo
    Non è che lo stanno costruendo per tenerlo chiuso. Ci metteremo a lavorare ma man mano che ci avviciniamo alla sua apertura. Per ora apriranno, credo, le strutture amministrative.

    A futura memoria

  2. Buonasera
    E’ evidente che per formare un medico ci vogliono almeno 7/8 anni e per formare un infermiere ci vogliono almeno 3/4 anni di studi universitari.
    Quindi per aprire il San Cataldo i medici e gli infermieri verranno presi da altre strutture ospedaliere che saranno ridimensionate o chiuse. O lo apriamo fra dieci anni e nel frattempo la struttura invecchia?
    A meno che non andiamo a Grottaglie al quartiere delle ceramiche e ci facciamo stampare tutti i medici e gli infermieri che ci servono dai ceramisti.
    L’Italia manca la programmazione di lungo periodo e si doveva pensare 10 anni fà a invogliare i ragazzi a studiare Medicina ed oggi avremmo avuto il personale necessario per coprire tutte le esigenze. Invece il numero chiuso e gli esami impossibili d’accesso alle facoltà di medicina, hanno allontanato tanti potenziali medici e infermieri.
    Quindi finiremo per chiudere gli ospedali minori e ridimensionare il SS Annunziata per aprire il San Cataldo.
    si accettano scommesse.
    Saluti
    Vecchione Giulio

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