La giustizia riparativa come percorso non sostitutivo ma complementare a quella “tradizionale”, che rimetta al centro la vittima e responsabilizzi l’autore del reato.
È l’obiettivo del Centro di Giustizia Riparativa che è stato istituito a Taranto e presentato nella mattinata del 28 gennaio a Palazzo di Città: una struttura pubblica che offrirà la possibilità di attuare misure quali la mediazione vittima/autore dell’offesa, il dialogo riparativo e altri programmi dialogici guidati, con pertinenza sull’intero Distretto della Corte d’Appello di Lecce.
Il centro, la cui gestione è stata affidata a Studio IRIS tramite convenzione apposita, si avvarrà di mediatori esperti e qualificati; in più, il Comune ha promosso la formazione professionale dei mediatori attraverso uno specifico accordo di collaborazione con l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro – Dipartimento di Scienze Politiche (CIMePe).
L’accesso ai servizi è gratuito e volontario, con garanzia di riservatezza e confidenzialità per tutti coloro che vogliano avvalersene; provvisoriamente la sede sarà quella degli uffici dei Servizi sociali, nell’attesa del ripristino di altri immobili.
“Questo è uno dei tanti sforzi che stiamo compiendo nonostante le risorse limitate a disposizione”, ha sottolineato il sindaco, Piero Bitetti, che ha rimarcato l’importanza di lavorare in un settore in cui compiere il proprio dovere equivale ad una vera e propria missione, che spesso si protrae ben oltre l’orario previsto.
“La giustizia riparativa è una vera e propria sfida culturale – ha spiegato Francesca Genzano, mediatrice esperta e coordinatrice del Centro – che vuole mettere in dialogo l’autore dell’offesa, la vittima e la comunità. Il fine? Riparare le conseguenze del reato e viverle diversamente, attraverso un riconoscimento reciproco sul piano umano”.
Grande soddisfazione per l’assessore ai Servizi Sociali, Sabrina Lincesso: “Stiamo scrivendo una pagina importantissima della storia di Taranto, che sta mostrando di essere una città innovativa dal punto di vista giuridico e sociale. Siamo i primi in Puglia e ne dobbiamo essere orgogliosi: è un traguardo di cui sono estremamente fiera, reso possibile da una visione condivisa col Ministero della Giustizia, i dirigenti e i funzionari, nonchè lo Studio IRIS. Per non dimenticare il partenariato con l’Università di Bari, che permetterà alla nostra città di formare le figure professionali che lavoreranno per la giustizia riparativa”.
La Lincesso ha rimarcato l’importanza di un modello di intervento sui conflitti originati o espressi attraverso un reato che consentano alle parti coinvolte di gestire insieme le conseguenze di quanto accaduto, in modo costruttivo e finalizzato alla riparazione dell’offesa subita e alla riconciliazione.
Un approccio che sposta l’attenzione da un paradigma di giustizia meramente punitivo, secondo cui la riparazione del torto avviene e termina con l’applicazione della sanzione o pena, ad uno schema che garantisca alla vittima voce e dignità, intervenendo sulle conseguenze di quanto subito e responsabilizzando, al contempo, l’autore del torto stesso.
Un modello che vuole lavorare, in definitiva, su più fronti, ma soprattutto proporre pratiche virtuose che abbiano effetti benefici a lungo termine sull’intera comunità.
Cioè ,fateci ridere ulteriormente…siete veramente comici…spiegati i meglio ….