“Esprimiamo soddisfazione per l’accordo raggiunto al tavolo. Ringrazio l’azienda e le organizzazioni sindacali per il senso di responsabilità e la disponibilità dimostrati, elementi indispensabili per il conseguimento di questo risultato. L’intesa consentirà ai lavoratori, che in queste settimane hanno manifestato anche in forme estreme, di tornare a condizioni di maggiore serenità e permette al sindacato di riappropriarsi pienamente del proprio ruolo negoziale, ruolo che l’azienda ha riconosciuto e dichiarato di voler valorizzare”. Così l’assessore allo Sviluppo economico e Lavoro, Eugenio Di Sciascio, a margine del tavolo convocato il 28 gennaio, a Bari, dalla task force Occupazione (Sepac), presieduta da Leo Caroli, con i vertici dell’azienda Vestas Italia e i sindacati. All’incontro hanno preso parte, altresì, il vice sindaco di Taranto, Mattia Giorno, e la direttora del Dipartimento regionale al ramo, Gianna Elisa Berlingerio.

Rispetto all’annunciata volontà aziendale di spostare a San Nicola di Melfi il magazzino del materiale utile alla manutenzione degli impianti, Vestas Italia si è impegnata a differire di 30 giorni il termine temporale entro il quale realizzare il piano. Ciò al fine di consentire la ripresa delle relazioni industriali e del confronto con i sindacati. E ciò con particolare riferimento alla condivisione dei criteri di valorizzazione della platea prioritaria di riferimento, rappresentata dai 32 lavoratori coinvolti, per i colloqui utili al loro possibile inserimento lavorativo presso l’attiguo stabilimento produttivo della sorella Vestas Blades.

Il sindacato si è impegnato a portare al vaglio dell’assemblea la soluzione al fine della sospensione dello stato di agitazione.

Un momento dell’incontro presso la task force regionale per l’occupazione

“Già il prossimo 3 febbraio – fa sapere il presidente del Sepac, Leo Caroli – le parti hanno convenuto di incontrarsi in sede confindustriale per perfezionare l’intesa. E questo un importante risultato. L’azienda ha difatti manifestato un’apertura significativa: avviare un confronto vero con il sindacato sui criteri dei colloqui e garantire che nulla venga spostato dallo stabilimento nei prossimi 30 giorni. Questo consente di abbassare la tensione e di lavorare nel merito, restituendo centralità alle relazioni industriali e alla tutela delle professionalità coinvolte”.

L’assessore Di Sciascio ha, infine, dato indicazione di rendere permanente il tavolo Sepac “per monitorare gli sviluppi della vertenza – sottolinea l’assessore – e per traguardare a tutte le conferme necessarie utili a radicare ulteriormente il Gruppo Vestas a Taranto, sia per ciò che attiene le attività produttive strettamente industriali sia per quelle amministrative e attinenti alle manutenzioni”.

“All’incontro al SEPAC abbiamo ribadito che bisogna trovare una soluzione per queste lavoratrici e lavoratori. Abbiamo chiesto che venga messo a verbale, nero su bianco, che il trasferimento venga rinviato di almeno un mese e che dal magazzino non venga spostato nulla. Nelle prossime ore faremo un’assemblea con i lavoratori di Vestas Italia in preparazione dell’incontro con l’azienda del prossimo 3 febbraio – hanno affermato i sindacati Fiom e Uilm al termine dell’incontro -. Abbiamo spiegato alla Regione le nostre rivendicazioni, chiedendo che venga trovata una soluzione alternativa al trasferimento dei lavoratori presso un altro sito”.

Da 14 giorni i lavoratori sono in sciopero ad oltranza ed hanno anche occupato il sito produttivo di Vestas Italia, perché l’azienda ha avviato una procedura di trasferimento collettivo che comporta la chiusura del sito di Taranto e lo spostamento dell’intera struttura in provincia di Melfi a partire dal 1° marzo.

“Proprio questa scelta unilaterale è la ragione per cui la mobilitazione prosegue: Vestas non ha accettato di sospendere la procedura, nonostante le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali, impedendo così un confronto vero e di merito su tutti i temi aperti – ricordano i sindacati Fiom e Uilm -. Parliamo di lavoratrici e lavoratori che verrebbero spostati a circa 200 km di distanza, con pesanti ricadute sociali, economiche e produttive per il territorio, oltre che per l’intero indotto che ruota attorno alle attività di Vestas Italia”.

(leggi tutti gli articoli sulla vertenza Vestas https://www.corriereditaranto.it/?s=vestas&submit=Go)

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