Un confronto serrato, tecnico ma carico di implicazioni politiche e sociali. Si è svolta in Prefettura a Taranto la riunione del Comitato per l’attuazione e la sorveglianza del Cis Taranto, l’organismo chiamato a vigilare sullo stato di avanzamento del Contratto istituzionale di sviluppo, il cui responsabile unico è l’onorevole Dario Iaia. Un appuntamento atteso, utile a fare il punto sugli iter amministrativi, sull’esecuzione delle opere e sulle criticità che ancora rallentano interventi considerati strategici per il territorio.
Il Comitato, composto dai referenti tecnico-amministrativi delle parti coinvolte, ha il compito di verificare l’attuazione degli interventi, approvare eventuali modifiche e rimodulazioni dei finanziamenti, approfondire l’utilizzo delle economie e segnalare ritardi o inadempienze che potrebbero portare al definanziamento o all’attivazione di poteri straordinari e sostitutivi. Da qui l’invito del responsabile unico a una partecipazione attiva e trasparente.
«È un momento importante per quanto riguarda il Cis – ha spiegato Iaia – con la riunione di un organismo previsto dal decreto ministeriale che ha rinnovato la governance. Il Comitato vigila sullo stato di attuazione dei programmi, sorveglia l’avanzamento e interviene per accelerare o modificare la programmazione degli interventi».
Iaia ha chiarito che il confronto avviene «con i soggetti attuatori, a partire dal Comune di Taranto, dalla Regione Puglia, dal Mimit e dal commissario per le bonifiche», per «capire se effettivamente i lavori stanno andando avanti e affrontare le criticità». Criticità che non mancano. «Ci sono alcuni progetti incagliati – ha ammesso – uno riguarda Acquedotto Pugliese: 14 milioni di euro previsti dieci anni fa per il riutilizzo delle acque. Sono emerse difficoltà tecniche, anche per il mancato collaudo da parte della Provincia. La Regione e Aqp dovrebbero chiedere una rimodulazione per il potenziamento del depuratore Gennarini».
Altri nodi riguardano il porto. «Ci sono due interventi importanti – ha aggiunto – la vasca di colmata e la realizzazione della diga foranea. Dobbiamo capire quale strada si intende perseguire. A distanza di dieci anni dalla sottoscrizione del Cis, nel 2015, non possiamo permetterci progetti non avviati». Le risorse residue, ha precisato, «sono intorno ai 40 milioni, ma non è possibile spostarle su altri interventi: il decreto ministeriale ci vincola, sono fondi assegnati con delibera Cipe a soggetti attuatori ben precisi, che devono utilizzarli o rimodularli».
Capitolo a parte per il ponte girevole. «Si sta lavorando con grande collaborazione con la Marina Militare – ha detto Iaia – che sta facendo ulteriori approfondimenti tecnici. Nel giro di tre o quattro mesi questo studio sarà concluso. Daremo l’ok all’utilizzo di 16,6 milioni per integrare le risorse e dopo l’estate potremo andare in gara per l’appalto integrato». Una scelta, ha spiegato, che consentirà di affidare insieme progetto esecutivo e realizzazione dell’opera, evitando criticità. «In tutto parliamo di quasi 26 milioni: l’appalto sarà fatto quest’anno e si partirà a fine anno».
Sul tavolo anche le ricadute ambientali e sociali. Il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, ha definito la giornata «cruciale per il nostro territorio». «Stamattina – ha osservato – c’è stato un confronto con il viceministro Gava e con il commissario per le bonifiche. Abbiamo trattato temi che riguardano innanzitutto la salute, che va garantita e tutelata, affrontando gli impatti ambientali e le attività messe in campo per superare problemi che conosciamo bene».
Bitetti ha citato «la rigenerazione del Mar Piccolo, le filiere verdi, l’uso delle alghe per ossigenare le acque, il recupero di aree ex Ilva da destinare a ricerca e innovazione». Obiettivo: «Generare nuove economie, nuova occupazione, combattere lo spopolamento e consentire ai nostri ragazzi di restare legati alle loro radici».
Un passaggio centrale ha riguardato il quartiere Tamburi. «Gli immobili – ha spiegato – sono un tema fondamentale. Inizialmente erano previsti otto insediamenti abitativi, poi ridotti a cinque per l’aumento dei costi. Ho lanciato un’idea che è stata apprezzata: reperire sul mercato alloggi con caratteristiche di edilizia residenziale pubblica, evitando consumo di suolo». Una proposta che punta anche a «migliorare il rapporto tra domanda e offerta immobiliare» e a permettere «a chi vive nelle case parcheggio, aderenti praticamente alle ciminiere, di restare nel proprio quartiere». «È un discorso sociale e umano – ha concluso – per chi vorrà continuare a vivere dove è nato».
A chiedere attenzione sulle infrastrutture è stato il presidente della Provincia, Gianfranco Palmisano. «La Provincia presenta progetti possibili su cui chiedere risorse – ha detto – in continuità con il lavoro fatto con la Regione, anche sul tema dei Giochi del Mediterraneo». Secondo Palmisano, «questo è il tavolo che può dare risposte all’emergenza reale e ai progetti sulle infrastrutture, sicurezza e viabilità».
«Con l’accordo di tutti – ha aggiunto – risorse inutilizzate per progetti che forse non partiranno mai potrebbero essere distolte per garantire sicurezza stradale e valorizzare il territorio».
La priorità resta una: «Abbiamo i progetti pronti, ora servono le risorse. È compito di tutte le istituzioni impegnarsi per colmare ciò che alla provincia ionica non è stato garantito. Il lavoro da recuperare è tanto, ma senza progetti nel cassetto i finanziamenti non arrivano. Ora che iniziamo ad averli, dobbiamo trovare le risorse».