Se avete voglia di ridere ma anche di commuovervi, trascorrendo meno di due ore al cinema in modo spensierato, “2 cuori e 2 capanne” è il film che fa per voi.

Stiamo parlando di una commedia romantica, del regista Massimiliano Bruno ( Nessuno mi può giudicare, Viva l’Italia, Confusi e felici, Gli ultimi saranno ultimi, Beata ignoranza e della trilogia di Non ci resta che il crimine) che affronta, con leggerezza e ironia, temi come l’amore, la libertà, il confronto generazionale, mettendo in contrapposizione, in uno dei cliché più classici, l’universo maschile e quello femminile, il ruolo del preside rigoroso e della professoressa moderna (l’ambientazione principale è quella di un liceo romano).

La storia segue la vicenda di Alessandra, una professoressa di lettere anticonformista, e Valerio, un preside tradizionalista, che si incontrano per caso su un autobus (lui le rompe gli occhiali e lei non batte quasi ciglio…) e scoprono di lavorare nella stessa scuola dopo aver trascorso una notte di sesso. Alessandra, con grande stupore, scopre di essere incinta, nonostante Valerio le avesse giurato di essere sterile (al 99%).

Alessandra è interpretata da Claudia Pandolfi –  assolutamente a suo agio nel ruolo di donna volutamente single, femminista convinta, libera ed indipendente – “Dormire insieme è una cosa seria”, “La famiglia è la morte della libertà”, in continuità con quello interpretato in FolleMente.

Sempre da FolleMente arriva l’altro protagonista del film, Edoardo Leo che qui (re)interpreta, in modo come sempre credibile, l’uomo medio, etero convinto, tradizionalista, rigoroso, calciofilo (indossa spesso una maglia dell’Atletico Madrid), che però alla fine saprà sorprendere per la sua cultura nonostante venga preso in giro dai suoi colleghi: “Per lui Goethe è il terzino sinistro del Borussia Dortmund”

I due, Pandolfi e Leo, risultano molto affiatati e riescono a trasmettere la chimica e l’attrazione dei rispettivi personaggi interpretati.

Nel film appaiono con dei camei anche Carolina Crescentini (contemporaneamente nelle sale con “Le cose non dette” di Muccino, il cantante Daniele Silvestri e il comico e conduttore Valerio Lundini che interpretano sè stessi ospiti durante l’occupazione del liceo).

In definitiva si tratta di una commedia leggera, con quel lieto fine a cui tutti noi oggi abbiamo bisogno di credere, che lascia spunti di riflessione senza imporli come quando in un certo senso ci invita a non trattare i giovani di oggi come una massa di decerebrati.

Vanno, invece, guardati negli occhi e ascoltati. E nel film c’è passaggio indicativo in cui il preside (Edoardo Leo) si lascia alle spalle le sue sovrastrutture ed i suoi pregiudizi, osserva i suoi giovani alunni, cerca di capirli, scende in mezzo a loro e poi prende in carico le loro richieste dopo un iniziale pregiudizio.

Non è, inoltre un caso che il film si chiuda con le immagini di una piazza gremita, tra striscioni e slogan che incitano alla bellezza e non all’odio.

Una sola annotazione: il film è consigliato dai 6 anni in su. Trattasi di una forzatura se si pensa che ci sono passaggi (una strofa della canzone “Libera” di Giulia Mei “della mia fi.. farò la bandiera che brillerà nella notte nera…..”, le ripetute scene di sesso, la visione di due ragazze che si baciano, i personaggi principali che rollano una canna).

 

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