“Abbiamo dato delle indicazioni, peraltro, contenute in maniera chiara nel comunicato fatto dal ministero affinché si possa finalizzare l’intesa di cessione con il fondo americano Flacks che ha fatto l’offerta a giudizio dei commissari più significativa e sostenibile, con l’intervento di un socio industriale con esperienza significativa: aspettiamo che questo obiettivo sia raggiunto per finalizzare la cessione dell’ex Ilva”. Lo ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell’iniziativa di Legambiente ‘L’Italia in cantiere. Un clean industrial deal made in Italy’, specificando che la procedura di vendita prevede anche il coinvolgimento dei sindacati, che lamentano di essere esclusi.

“Nell’ambito di una cessione di amministrazione straordinaria è già previsto che ci sia una procedura di consultazione sindacale che il ministero ha richiamato espressamente nel comunicato che è stato fatto quando e’ stato dato mandato ai commissari di finalizzare, con l’obiettivo di raggiungere il partner strategico e di rispettare ovviamente le procedure per la consultazione sindacale, quindi sarà fatto ovviamente in quell’ambito”, ha spiegato Urso.

Ma su quest’ultima affermazione intervengono stizziti i sindacati attraverso una nota unitaria. “Apprendiamo dagli organi di stampa che sarebbe previsto un incontro sulla vertenza ex Ilva tra le organizzazioni sindacali e il ministro Urso. Precisiamo che ad oggi non è previsto alcun incontro con i sindacati, anzi come Fim, Fiom e Uilm abbiamo, il 2 dicembre scorso, inoltrato la richiesta di convocazione del tavolo permanente a Palazzo Chigi, senza avere al momento nessuna risposta“.

A stretto giro è arrivata la replica del ministero delle Imprese e del Made in Italy. “In merito al comunicato diffuso da Fim, Fiom e Uilm, il Mimit precisa che il ministro Adolfo Urso, rispondendo oggi ai giornalisti a margine di un evento a Roma, ha esclusivamente evidenziato che, nel mandato ai Commissari straordinari di ILVA e ADI in A.S. per la negoziazione sulla cessione del complesso siderurgico a Flacks Group, ha chiesto di “rispettare appieno le norme sulla consultazione sindacale”. Il riferimento è al comunicato stampa ufficiale del Mimit dello scorso 30 gennaio, che, nell’annunciare il mandato ai Commissari straordinari a procedere alla negoziazione, richiamava il “rispetto delle procedure previste dall’articolo 47 della legge 428/1990 in merito alle consultazioni sindacali”. “Si smentisce, pertanto, ogni altra differente ricostruzione” concludono dal mistero.

Da registrare infine la posizione di Legambiente sul futuro dell’ex Ilva. “L’ex Ilva di Taranto non deve chiudere, perché l’Italia ha bisogno di siderurgia ma serve che ci sia innovazione verso una industria green” ha affermato Stefano Ciafani, presidente di Legambiente, intervenendo all’iniziativa di Legambiente ‘L’Italia in cantiere. Un clean industrial deal made in Italy’, al fianco del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. “Abbiamo seguito la vicenda del sito siderurgico di Taranto da quando era di proprietà dello Stato, con l’Italsider. Siamo sempre stati gli unici, tra le associazioni ambientaliste, a dire che l’Ilva non andava chiusa ma riconvertita in chiave green” ha affermato Ciafani. “Di siderurgia in Italia c’è bisogno e ci sarà bisogno’ ma ‘serve una siderurgia innovativa’ anche perché chiudere l’Ilva sarebbe un guaio”. Il messaggio che Legambiente vuole mandare e’ che “noi auspichiamo che l’Italia rimanga un paese manifatturiero, ma serve una industria innovativa”.

(leggi tutti gli articoli sull’ex Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *