Nella seconda parte della nostra intervista al sindaco di Taranto, Piero Bitetti, abbiamo affrontato per primo il tema dei collegamenti da e per il capoluogo jonico. Di recente c’è stato un incontro con l’assessore regionale ai Trasporti e alle Infrastrutture, Raffaele Piemontese.
Abbiamo chiesto al sindaco di riferirci se sono stati presi impegni precisi da parte della Regione Puglia per tirare fuori Taranto dall’isolamento territoriale in cui versa. L’aeroporto di Grottaglie servirà solo per i Giochi del Mediterraneo o potrà funzionare anche successivamente per i voli civili?
“Sull’aeroporto a me consta che entro giugno sarà completato il cantiere. Quindi, quantomeno nell’immediato, sarà utilizzato in vista dell’evento sportivo internazionale. Poi vedremo come procedere, a seconda di quelle che sono anche i ritorni del territorio”.
Si è parlato spesso di mancanza di utenza sia per aerei che per i treni. Ma se l’utente sa che non ha a disposizione determinati servizi è chiaro che sposta il suo interesse altrove.
“Noi lavoreremo per creare degli slot verso alcune città. Tra l’altro, come sapete, c’è una nuova società in Puglia che guarda con attenzione all’aeroporto di Grottaglie e comunque lavoreremo per migliorare i collegamenti con le navette verso gli aeroporti di Bari e Brindisi.
Abbiamo bisogno, però, anche di migliorare la rete ferroviaria che è altrettanto importante. Questo tanto da Taranto verso il nord d’Italia, quanto viceversa.Non dimentichiamo che i collegamenti con il treno per Brindisi e per Lecce sono fondamentali innanzitutto per chi deve spostarsi per motivi di lavoro o di studio ma anche in chiave turistica per valorizzare al meglio un pezzo della Puglia che ha tante potenzialità, il cosiddetto Grande Salento”.
A proposito di Giochi del Mediterraneo. Lei ne ha chiesto, qualche tempo fa, lo slittamento. A quando e perché?
“All’estate del 2027 per avere un maggior periodo di tempo per completare i nostri cantieri e tutte le opere di complemento per i quali sono stretti i tempi e non abbiamo le risorse necessarie, ed anche per avere un maggior periodo di tempo per curare l’organizzazione.
Ho dovuto fare appello a Governo, Regione e Comitato dei Giochi per mettere in sicurezza un ponte (girevole, ndr), per completare gli asfalti delle strade, per rendere più accogliente la città.
In molti non si rendono conto che tutto ciò che sembra ordinario in questa città è diventato straordinario e noi stiamo facendo dei grossi sacrifici. Di ciò ringrazio i dipendenti pubblici perché stanno dimostrando l’attaccamento al territorio lavorando anche oltre l’orario normale”.
Stadio Iacovone: il progetto del Centro Sportivo del gruppo Ladisa, attuali proprietari del club di calcio, da quello che sappiamo in qualche punto si sovrapporrebbe a quello che è stato approntato per i Giochi dal commissario Ferrarese (verrebbero sacrificate alcune aree parcheggio). Voi lo avete ricevuto questo progetto?
“Si ce l’hanno consegnato proprio nei giorni scorsi ma ancora non l’ho aperto. Lo faremo a breve perché voglio capire tutto bene. Questa società, però, mi sembra abbia le idee chiare su come deve essere gestita una struttura sportiva, ossia vogliono applicare un modello imprenditoriale e quella struttura funziona solo se la si gestisce in questa maniera”.
Da come ne hanno parlato pubblicamente, lo scorso dicembre, sembra che in un certo senso abbiano già messo il cappello sulla sedia. Voi attendete altre proposte per la futura gestione dello Iacovone?
“Loro hanno realizzato un progetto, noi abbiamo accettato questa proposta. non c’è un cappello sulla sedia. Stiamo parlando di gente che è del mestiere, che conosce bene come funzionano i codici degli appalti pubblici.
Poi se viene un altro che fa un’altra proposta, va bene. Lo stadio è un bene di interesse pubblico, tanto per lo sport quanto per altre attività che si possono svolgere. Noi puntiamo a organizzare i concerti, ad esempio. Dunque candideremo la proposta che ci sembrerà migliore e lo metteremo a bando”.
Parliamo di sicurezza per le strade. C’è questa percezione da parte del cittadino di non sentirsi proprio tranquillo quando cammina, non solo di notte ma anche di giorno. Tra parcheggiatori abusivi, atti vandalici contro le auto, risse tra extracomunitari e baby gang non c’è da essere sereni. Come Comune avete intenzione di potenziare il controllo del territorio attraverso l’utilizzo più stringente degli agenti di Polizia Locale?
“Purtroppo sono fenomeni difficili da controllare, quindi, quando avvengono, noi interveniamo con quelli che sono gli strumenti a disposizione. Recentemente abbiamo installato nuove telecamere per la videosorveglianza pubblica che possono essere molto utili come deterrente. Per quanto riguarda la lotta al fenomeno dei parcheggiatori abusivi abbiamo non so quante segnalato personaggi alla polizia di stato, qualcuno è stato arrestato ma purtroppo anche là le norme non sono a nostro favore, visto che poi li ritroviamo presto per strada”.
Posso permettermi di dire che tanto il precedente Prefetto, che quello attuale, hanno mostrato particolare attenzione al tema. C’è un’ottima collaborazione con le forze dell’ordine per tutti i tipi di fenomeni, dalla devianza giovanile alla micro criminalità.
Di recente ho trasmesso una nota al ministro degli Interni, Piantedosi, nella quale chiedevo un potenziamento dell’organico delle forze dell’ordine e sono dispiaciuto di non aver avuto l’adeguata risposta, poiché il numero di ispettori inviati è inferiore a quello del personale andato in pensione.
Altresì mi rendo conto che esiste un problema nazionale e che ci sono tanti altri territori che necessitano di un’implementazione di uomini dediti al controllo del territorio”.
Parliamo, in chiusura di questa intervista, della percezione che ha del consenso nei suoi confronti. Pensa che sia calato rispetto al risultato elettorale di maggio 2025?
“Non sono nelle condizioni di dirlo. Io il consenso lo misuro con gli incontri che faccio per strada. Giro molto per la città e ricevo tante attestazioni di stima. Nei giorni scorsi sono stato in un mercato, ad esempio. Appena posso entro nei luoghi dove c’è quotidianità, dove incontri le persone e le guardi negli occhi, dove ci arrivano le richieste di aiuto. Se poi il riferimento è ai social, io non li prendo in considerazione”.
Le riporto proprio una frase letta in un commento social: “Bitetti? Solo un Melucci che sorride di più…”
“Almeno….Il tema vero è che i detrattori sui social, per me, lasciano il tempo che trovano, tanto non li leggo, possono dire e scrivere quello che vogliono. Spesso dietro di loro si nascondono profili falsi. In genere si tende a dare troppa importanza ai social credendo che facciano da cassa di risonanza, che influiscano sul mondo reale.
Io dico che un’amministrazione dura cinque anni. Nella prima fase c’è bisogno di fare delle scelte che devono servire a pianificare il futuro. Noi stiamo facendo scelte coraggiose e a volte impopolari. Ma solo nell’interesse del bene comune. Ad esempio riguardo i cantieri della Brt stiamo cercando di alleggerire i disagi alla cittadinanza pur dovendo correre ed ultimare tutto entro il 30 giugno. Proprio l’altro giorno ho firmato un’ordinanza per favorire i lavori notturni”.
*Leggi la prima parte dell’intervista: “Flacks? Indispensabile intervento Stato” – Corriere di Taranto