Le organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno incontrato la gestione commissariale di Acciaierie d’Italia per discutere delle criticità relative alla sicurezza, all’ambiente e agli assetti di marcia dello stabilimento di Taranto.

Hanno richiesto un piano di spesa e investimenti manutentivi ordinario e straordinario, l’istituzione di un Coordinamento di Stabilimento per affrontare le criticità presenti nei reparti, il monitoraggio sui numeri della cassa integrazione e il rispetto della rotazione per mansioni fungibili, e una mappatura delle aziende dell’appalto che operano all’interno dello stabilimento.

L’azienda ha presentato dati sulle risorse stanziate per le attività di manutenzione e investimenti industriali, che ammontano a 997 milioni di euro a partire da febbraio 2024. Tuttavia, le organizzazioni sindacali ritengono che tali investimenti siano insufficienti rispetto alle criticità presenti nello stabilimento.

La cassa integrazione è un problema grave, con percentuali del 50-60% per le manutenzioni centrali e oltre 3000 dipendenti coinvolti nei mesi di novembre e dicembre. L’azienda ha assunto impegni sulle richieste avanzate e si è convenuto di procedere ad una successiva fase di confronto.

UGL Metalmeccanici tramite il segretario nazionale Antonio Spera ha dichiarato che l’incontro con il management aziendale ha rappresentato un passaggio importante per riaprire il confronto sulle prospettive dello stabilimento.

Spera si è anche soffermato su alcuni dettagli della gestione degli alti forni, tra cui il riavvio dell’AFO/2 previsto per fine febbraio e la fermata dell’Altoforno 4 da marzo a fine aprile 2026. Gli investimenti nel biennio 2024-2025 ammontano a circa 1 miliardo di euro.

*foto di repertorio

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