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Riscoprire Giulio Cesare tra aneddoti e curiosità

In cima alle classifiche dei bestseller del 2025, insieme a Dan Brown e a Alessandro Barbero, c’è stato l’ultimo libro di Alberto Angela, tutt’ora tra i primi cinque libri più venduti in Italia in questo scorcio di 2026.

Angela, paleontologo figlio di quel Piero Angela che tutti abbiamo apprezzato come divulgatore scientifico in innumerevoli trasmissioni televisive e libri, aveva riscosso già un considerevole successo editoriale con i volumi dedicati ai “Bronzi di Riace” (2014), a “Gli occhi della Gioconda” (2016) e a “Nerone” (2022). Ora, ultimate le riprese televisive per i suoi reportages sulle città d’arte, ha potuto dedicarsi ad una delle figure più emblematiche della storia antica: per i tipi di Mondadori è così stato pubblicato a novembre scorso un corposo volume intitolato “Cesare”.

Il testo è particolarmente denso di cartine geografiche ed immagini, utili anche al lettore non avvezzo alle ricostruzioni storiche per orientarsi nella gloriosa storia di Roma antica, partendo da un testo semplice quanto innovativo quale il “De bello gallico”, che Giulio Cesare scrisse come resoconto del suo avventuroso viaggio e delle conseguenti guerre che lo impegnarono dal 58 a.C. in territori all’epoca pressochè ignoti.

Alberto Angela

Il libro di Alberto Angela dimostra con apprezzabile chiarezza che in quel testo Cesare riuscì a condensare un’irripetibile molteplicità di eventi, compresi gli intrighi di palazzo, le avventure licenziose, i tradimenti, le asperità di luoghi sconosciuti che caratterizzarono la conquista della Britannia da parte dell’esercito romano, in quella che attualmente identifichiamo con il toponimo di Inghilterra.

Il “De bello gallico” diventa così il fulcro della narrazione di Angela, che ne fa un documento archeologico, di storia militare, ma soprattutto antropologico poiché l’opera cesariana, divisa in otto libri, oltre alla nota descrizione iniziale della Gallia, cioè dell’attuale Francia, racconta con uno stile passato alla storia (l’uso del discorso indiretto e della terza persona che si studia a scuola) delle spedizioni contro i Germani, i Belgi e numerose altre tribù sino alla lunga e memorabile guerra contro Vercingetorige.

Tale fu il successo sia militare che editoriale di Giulio Cesare che, addirittura, dopo il suo assassinio alle Idi di marzo del 44 a.C. fu il suo luogotenente Aulo Irzio ad ultimare il racconto dell’ultimo capitolo, avendo cura di saldarlo con i fatti che Cesare aveva già narrato nella meno nota opera intitolata “De bello civili” e- appunto- dedicata alle alleanze e ai contrasti prima con i populares contro gli optimates e poi alle note vicende con Pompeo e Crasso.

Certamente il successo del libro di Angela, che idealmente si connette a quello del “De bello gallico”, risiede anche nella numerosa e talvolta inedita aneddotica ivi contenuta: benchè di Cesare si sia scritto e detto di tutto, la godibile lettura anche frammentaria di questo ponderoso volume aiuterà persino il semplice curioso di cose passate a recuperare alla memoria o a scoprire per esempio aspetti particolari, come le chiacchierate relazioni bisessuali di Cesare (il quale ebbe quattro mogli ma anche una lunga relazione con Nicomede IV, re di Bitinia) o anche la sua proverbiale capacità oratoria (una sua orazione contro Cornelio Dolabella fu studiata per due secoli nelle scuole romane dell’Impero) o, ancora il fatto che egli soffrisse di attacchi epilettici, che usasse messaggi crittografati per comunicare strategie militari o, infine che Cesare in età giovanile era stato fatto prigioniero dai pirati- che poi aveva fatto strangolare e crocifiggere- e durante la prigionia li avesse “obbligati” ad ascoltarlo mentre declamava le sue poesie d’amore.

“Cesare. La conquista dell’eternità”
di Alberto Angela
Mondadori editore- 2025
pp.640- Euro 24,00

*Recensione a cura di Alessandro Epifani

 

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