“Se qualcuno oggi dovesse chiedermi dove prendere casa o aprire un’attività commerciale io consiglierei di valutare quelle che sono le fermate di BRT”.

Ne è fermamente convinto Giovanni Patronelli, assessore alla Mobilità e Urbanistica del Comune di Taranto. Nell’incontro informativo sul progetto Bus Rapid Transit che si è svolto nel pomeriggio di venerdì 13 febbraio presso la chiesa di San Pasquale, Patronelli ha toccato il tasto dolente di un Borgo che si svuota sempre di più, spiegando che l’introduzione del nuovo sistema di trasporto pubblico locale potrebbe contribuire significativamente ad invertire la tendenza.

Che il quartiere umbertino della nostra città attraversi un periodo di cambiamento e difficoltà non è certo una novità: basta percorrere quelle che un tempo erano considerate le vie del “salotto buono” di Taranto per rendersene conto.

Saracinesche di negozi storici che si abbassano, vetrine vuote su cui campeggia per mesi la scritta vendesi o affittasi, anche nelle centralissime Via Di Palma e Via d’Aquino.

Immobili a rischio crollo, interventi sempre più frequenti dei Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza ora quel balcone, ora quel palazzo.

Case che si svalutano, svendute o affittate a costi irrisori a immigrati che accettano di vivere in condizioni al limite del possibile, in appartamenti ormai fatiscenti, invasi da muffa e umidità, spesso senza ascensore o con problematiche nell’erogazione dell’acqua potabile o dell’energia elettrica.

Da alcune interviste effettuate a residenti e commercianti della zona la situazione emerge in tutta la sua drammatica chiarezza; in primis si lamenta il cronico problema dei parcheggi: “Mi sento prigioniera in casa mia”, afferma una residente del Borgo, lamentando che spostare la macchina dal posto trovato con tanta fatica la costringerebbe ad ore di successiva ricerca, diminuendo drasticamente le occasioni per uscire.

Il quartiere perde il suo appeal anche a causa di una percezione diffusa di scarsa sicurezza: risse e scippi all’ordine del giorno, al punto che in alcune zone, come via Mazzini o via Principe Amedeo, al calare del buio scatta un tacito “coprifuoco” che svuota le strade dei cittadini e costringe i commercianti alle consegne a domicilio, pena un drastico calo dei guadagni.

“Una giovane coppia che voglia mettere su famiglia – ci riferisce un agente immobiliare – non sceglie certo il Borgo per acquistare un appartamento: troppe criticità irrisolte nel corso degli anni”.

E poi la sporcizia che, nuovamente, regna sovrana: in questi giorni dal “residuato bellico” costituito dai cassonetti ingegnerizzati, strapieni di indifferenziata, proviene un tanfo che persiste a distanza di isolati.

A questo si aggiungano i costi elevati per l’affitto o la vendita dei locali commerciali, le tasse ed una generale situazione socio-economica che non contribuisce certo ad incentivare l’apertura di attività stabili, col risultato che in uno stesso locale l’insegna cambia anche due o tre volte in un anno.

Ma cosa c’entra BRT con tutto questo? Secondo quanto riferito dall’assessore Patronelli, studi recenti dimostrano che in tutte le città in cui è stato introdotto questo sistema di trasporto pubblico locale si verifica una rivalutazione dal 15 al 25% del valore degli immobili ed anche un’inversione di tendenza rispetto allo spopolamento a cui assistiamo da anni, non solo al Borgo. I dati riportati da Public Tableau mostrano, infatti, una perdita di 37mila abitanti, che dal 2011 al 2025, hanno lasciato Taranto per trasferirsi nei comuni limitrofi o al Nord.

“Cosa avverrà nei primi due anni di esercizio di BRT? Che il Borgo tornerà a vita nuova e che le attività commerciali riprenderanno ad essere fiorenti”, chiosa Patronelli.

Certo, il dato è da prendere “cum grano salis”: non si può, cioè, pensare che in assenza di politiche mirate a rafforzare la sicurezza e ad incentivare il commercio di prossimità, il Borgo possa rifiorire come per magia, grazie alla sola introduzione di BRT.

Certo, la presenza del sistema di videosorveglianza incluso nelll’installazione delle fermate, la riqualificazione urbana annessa agli interventi ed in generale, i collegamenti più veloci tra le varie zone della città apporteranno benefici indiscussi: tutto sta a inserirli in un contesto più ampio di rigenerazione, anche sociale, del tessuto urbano tarantino.

 

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