Altre 130 corse di autobus sono state soppresse ieri, dopo le 330 cancellazioni registrate martedì. La protesta degli autisti delle Ferrovie del Sud Est non accenna a fermarsi e anche oggi i collegamenti tra le province di Bari, Brindisi, Taranto e Lecce risultano fortemente a rischio.
All’azienda continuano ad arrivare numerosi certificati di malattia e sostituire 50–60 autisti contemporaneamente è diventato impossibile. Il risultato sono pesanti disservizi e disagi per i pendolari. Dopo tre giorni di criticità, la situazione è ormai insostenibile per studenti e lavoratori, tanto da richiedere l’intervento della Regione Puglia.
L’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Piemontese, ha convocato per martedì prossimo i vertici aziendali per un confronto urgente su quanto accaduto e sul rispetto del contratto di servizio con la Regione, coinvolgendo successivamente anche i sindacati del trasporto.
Nella giornata di ieri l’assessore ha avuto un lungo colloquio telefonico con l’amministratore della società, Giorgio Botti, per fare il punto sulla situazione e individuare misure immediate per limitare i disagi ai cittadini.
«Il diritto alla protesta — ha dichiarato Piemontese — è costituzionalmente garantito, ma deve essere esercitato nelle forme corrette. Non possono essere i cittadini più fragili a pagarne il prezzo». L’assessore ha ricordato che non è accettabile lasciare a piedi lavoratori diretti a fabbriche, uffici, cantieri e ospedali, studenti in viaggio verso scuole e università, operatori sanitari, anziani e persone che devono accedere a servizi essenziali. «Il trasporto pubblico è un servizio fondamentale e va garantito».
La Regione chiederà all’azienda di adottare tutte le misure necessarie per ridurre i disagi e assicurare almeno i livelli minimi di mobilità, auspicando al contempo che il confronto con le organizzazioni sindacali torni su un terreno responsabile: «Le vertenze si risolvono al tavolo, non mettendo in difficoltà intere comunità».