Bene ma non benissimo. I primi tre mesi di sperimentazione del Park&Ride di piazzale Democrate e parco Cimino restituiscono dati positivi ma non ottimali.
Il progetto, partito lo scorso 5 novembre e in funzione per i successivi sei mesi, prevede la possibilità di parcheggiare il proprio mezzo al costo di un euro per tutta la giornata (dalle 7 alle 23), più 0,30 centesimi per ogni occupante del veicolo che abbia età superiore a 10 anni; in più, sempre incluso nel costo, c’è la possibilità di usufruire delle corse di andata e ritorno sulle navette apposite, che fermano in Città Vecchia e Borgo.
In particolare, da piazzale Democrate, vengono effettuate le soste sulla Ringhiera all’altezza dell’Arcivescovado, poi a Piazza Castello, in via Cavour e infine Scesa Vasto e la frequenza delle corse è di 12-15 minuti, che si allarga a una corsa ogni 24 minuti nelle fasce orarie 14:00-17:00 e 21:00-23:00.
Da Cimino, invece, le navette compiono un unico tragitto fino ai BAC-Parco della Musica, all’inizio di via Di Palma, con frequenza di una corsa ogni 15 minuti, che aumenta ad una corsa ogni mezz’ora nelle fasce orarie 14:00-16:30 e 21:00-23:00.
Insomma, un modo efficace per decongestionare il traffico veicolare nelle ore di punta ed in particolare nelle aree centrali della città, ma anche di risolvere parzialmente il problema della carenza di parcheggi nelle medesime zone.
Eppure, in tanti ancora non colgono l’occasione: tornando ai dati, infatti, si legge che 1.451 persone hanno usufruito del Park&Ride di Piazzale Democrate nei primi tre mesi di sperimentazione, con una media di 18 persone al giorno, mentre il dato scende ulteriormente per quello di Parco Cimino con 997 persone e una media di 12 al giorno. Considerando che i posti disponibili sono 160 nel piazzale Democrate e 200 presso il parco Cimino, appare evidente che si tratti di un’iniziativa dalle grandi potenzialità, ma ancora poco sfruttata dai tarantini.
Un problema di scarsa comunicazione da parte dell’azienda o si tratta della solita reticenza dei cittadini ad abbandonare l’uso del mezzo privato in favore di quello pubblico? Le risposte, in questo caso, sono vere entrambe.
Raccogliendo pareri in merito per le strade della città, infatti, abbiamo constatato che in tanti ancora non sanno dell’esistenza del servizio o non ne conoscono il funzionamento, ritenendolo simile al classico parcheggio a ore delimitato dalle strisce blu e presente in altre aree della città. Per altri, invece, utilizzare la propria macchina e giungere a destinazione con il solo mezzo provato è ancora irrinunciabile, con buona pace dell’inquinamento, delle ore perse nel traffico a cercare posto e dei soldi spesi per la sosta tariffata.
Del resto, i dati che collocano Taranto a livello nazionale tra le città con minor uso del mezzo pubblico non raccontano una realtà diversa: è chiaro che all’implementazione di mezzi, servizi e comunicazioni debba accompagnarsi quella che l’amministrazione Bitetti definisce una vera e propria “rivoluzione culturale”.
“Miglioreremo sicuramente la comunicazione in merito – ha dichiarato la presidente di Kyma Mobilità, Giorgia Gira – Noi crediamo in questo progetto perché è sostenibile a livello economico ma anche ambientale. Cercheremo di diffondere ulteriormente le notizie che riguardano iniziative come questa, nella speranza di ottenere risultati sempre migliori. Per il momento ci riteniamo soddisfatti, è un inizio, ma non ci fermeremo qui”.
Perchè il servizio possa rivelarsi davvero incisivo ai fini della riduzione del traffico e del miglioramento del cronico “problema parcheggi”, quindi, è necessario che i tarantini ne usufruiscano maggiormente, magari provando ad abbandonare una mentalità che poco si sposa con le continue lamentele sulle criticità di Borgo e Città Vecchia.