La «vera destra» prova a riorganizzarsi e sceglie Taranto come uno dei primi laboratori politici. All’hotel Plaza si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell’ingresso in Futuro Nazionale, partito di riferimento del generale Roberto Vannacci, di Francesco Battista, già consigliere comunale ed ex segretario cittadino della Lega, alla presenza dell’onorevole Rossano Sasso, responsabile del partito per il Sud Italia. Sala abbastanza gremita, clima da fase costituente più che da semplice adesione individuale.

Il movimento, nato da poche settimane, si presenta come risposta a un vuoto politico: uno spazio che, secondo i promotori, nel centrodestra non sarebbe più occupato da una forza identitaria, sovranista e senza compromessi. Futuro Nazionale rivendica nel proprio statuto due articoli dedicati esclusivamente ai valori, alla difesa della tradizione e a una concezione non negoziabile di famiglia e identità nazionale. Si definisce apertamente «radicale» nelle posizioni, nel senso di voler andare alla radice dei problemi, rifiutando mediazioni considerate incoerenti.

Sasso ha ripercorso la propria traiettoria politica, dalle prime esperienze nel Sud quando la Lega era marginale fino ai ruoli di governo, rivendicando la scelta di lasciare una posizione di potere per avviare un progetto nuovo.

L’idea di fondo è che oggi lo scenario politico non soddisfi una parte consistente dell’elettorato: esisterebbe un’area moderata rappresentata da Forza Italia e dalla Lega attuale, una più conservatrice incarnata da Fratelli d’Italia, ma mancherebbe un partito di destra nazionale capace di sostenere con nettezza il principio «prima gli italiani», di opporsi all’invio di ulteriori risorse militari all’Ucraina e di concentrare fondi e attenzione sulla sicurezza interna.

Nel ragionamento del nuovo soggetto politico, l’Italia avrebbe già fatto la propria parte sul piano internazionale, mentre nelle città si consumerebbe una «guerra quotidiana» fatta di criminalità diffusa e carenza di organici nelle forze dell’ordine. Da qui la proposta di destinare maggiori risorse a polizia e carabinieri e di interrompere quello che viene considerato un eccesso di impegno economico verso Kiev. Una linea che punta a distinguersi dentro il perimetro del centrodestra, senza però dichiarare rotture definitive con la coalizione.

Non manca il richiamo ai temi culturali: dalle politiche europee sui diritti civili alle risoluzioni del Parlamento Ue in materia di identità di genere, Futuro Nazionale contesta quella che definisce una deriva progressista condivisa anche da settori del Partito Popolare Europeo. Per Sasso, alcuni valori non possono essere oggetto di trattativa parlamentare e la coerenza viene indicata come discrimine tra appartenenza e opportunismo.

In questo quadro si inserisce la scelta di Battista. Alle ultime amministrative, candidato nella lista Prima Taranto a sostegno di Francesco Tacente, ha ottenuto 1057 voti, pari al 13,36% dietro Adriano Tribbia (1469) e Lucia Grotto Ciraci (1313). Quest’ultima è la moglie di Cosimo Ciraci, nominato da qualche giorno commissario cittadino della Lega proprio al posto del dimissionario Battista.

A suo giudizio, da diversi mandati il centrodestra a Taranto paga dazio perché non riesce a proporre candidature percepite come autenticamente identitarie, finendo per disperdere consenso o per affidarsi a figure provenienti da altre aree politiche.

Battista parla di un sentimento «smarrito» che andrebbe risvegliato, di una città storicamente orientata a destra ma incapace, negli ultimi vent’anni, di tradurre questa inclinazione in vittorie elettorali. L’obiettivo dichiarato è partire dal capoluogo ionico per costruire una rete in Puglia e poi proiettarsi sulle Politiche. La conoscenza personale con Sasso e la sintonia con Vannacci avrebbero accelerato una decisione maturata dopo le comunali.

Futuro Nazionale si presenta, dunque, come «la vera destra» e prova a costruire consenso, partendo dall’antico cavallo di battaglia “Prima gli italiani”, in un’area che da anni naviga confusa tra compromessi e delusioni.

 

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