Strascichi pesanti per il Taranto in una settimana caratterizzata dal “X factor”, con due letali pareggi, contro Acquaviva e Maglie, che hanno indotto la “giuria del campionato” ad esprimersi sulla squadra di Danucci con un quasi definitivo: “Per me è…NO”!
Poi arriva la sfida contro il Bisceglie ex capolista che diventa, quasi inaspettatamente, la partita dei rimpianti. Se infatti qualcuno aveva provveduto a chiudere le porte dello stadio Italia di Massafra, il Komandante (?) Di Meo ha dimenticato di chiudere la sua, di porta, vanamente difesa da Baietti.
Per la serie che dal dito medio alla “manita”, anzi ad uno schiaffone a 5 dita in pieno viso, è un attimo. “Dammi il cinque” mister…E aspettiamo che la Procura Federale calchi anche la sua, di mano, come è giusto che sia.
Un pokerissimo, quello dei rossoblu, anzi meglio un “full”, servito dai 3 gol di Losavio e dalla doppietta di Sante Russo che, come detto, aumenta il magone per la piega presa da questa stagione.
La pirotecnica prestazione ed il roboante risultato contro i nerazzurri baresi, non possono infatti esimerci dal riavvolgere il nastro di una settimana quasi da incubo, partendo da alcune dichiarazioni del nostro mister, che ha giustamente rivendicato i punti conquistati sino al pari contro l’Acquaviva e recriminato per la sequenza infinita di infortuni patiti nell’ultimo periodo.
Danucci ha poi parlato di problemi nella condizione fisica, e questo, nel mese di febbraio (infortuni a parte), lascia sinceramente un po’ perplessi.
Sarebbe ancor più da analizzare la condizione “mentale” di una squadra che, troppo spesso, non è riuscita a portare in campo i buoni propositi espressi invece, con maggiore continuità, davanti ai microfoni.
Alla lunga, poi, è mancato l’apporto nei momenti che contano, dei giocatori più importanti. Su tutti Loiodice, (anche lui ottimo protagonista nel match di ieri) che doveva essere un fattore aggiunto (e speriamo sempre faccia in tempo ad esserlo) ma, per diversi motivi, non è ancora riuscito ad incidere come ci si aspettava.
Il fantasista rossoblu ha rassicurato tutti sulla sua permanenza in riva allo Jonio (che qualcuno aveva messo in dubbio) e sulla sua ferma intenzione di raggiungere l’obiettivo.
Ad oggi, però, risultati alla mano, si può dire che l’acquisto di un fuoriclasse tra i pali anziché sulla trequarti, avrebbe forse portato qualche punticino in più, considerato anche quanto di buono stavano facendo insieme Aguilera e Lo Savio, in quel disegno tattico, prima dell’arrivo dell’ex Fasano.
Sono solo valutazioni da bar dello sport, sia chiaro, anche se, in quel bar, il più ubriaco di tutti, tra un “amaro San (De) Simone” ed un Vodka Martini (kus), si era reso conto da subito che si giocava… “a portieri volanti”.
A proposito di giocatori decisivi, doveroso rimarcare l’effetto Citro nel Bisceglie, che è passato dall’ “essere rotto” ad “avere rotto” (gli equilibri) segnando gol decisivi in partite decisive.
Ma dopo l’indigestione di gol di ieri, al Bisceglie più che Citro servirà un bel po’ di Citro…sodina, per digerire questo “pesante” risultato.
Purtroppo tocca parlare anche di quanto accaduto a Manduria nel post Acquaviva, con conseguenti “alquanto tempestive” misure adottate nei nostri confronti, tra trasferte vietate e partite a porte chiuse.
Forse le prime crepe nel rapporto società tifoseria? Non cadrò nelle solite ovvie e scontate considerazioni che la violenza va condannata a prescindere, non mi soffermo ulteriormente sulla disparità di trattamento ricevuto da inizio stagione, da parte dei vari organi federali (mai cadere nel vittimismo ma alcune situazioni sono palesi, come denunciato dai tifosi del Maglie, giovedì, con un eloquente e significativo striscione). Invito piuttosto ad una riflessione condivisa, da quanto ho letto, con altre “voci” in settimana:
Ci crediamo davvero tutti? Ci crede davvero la squadra e chi la gestisce?
Perché tante, troppe volte, è stato quel qualcosa in più, inteso come rabbia agonistica, a mancare e forse, in questo, la squadra rispecchia il Danucci giocatore, che ricordiamo centrocampista di ottima tecnica ma non certo di quelli che ti mordevano le caviglie.
E la tifoseria, tutta, crede che ci siano finalmente buone basi per un futuro più roseo che potrebbe, ahinoi, anche non essere domani, ma nel quale possiamo realisticamente confidar?
E che (rubo la frase ad un carissimo amico) le “mazzate” non hanno mai fatto diventare qualcuno…Roberto Baggio, anzi (e la partita infrasettimanale a Maglie lo ha dimostrato).
E la società ci crede al punto da fare esperienza di questo “annus horribilis” ed iniziare a programmare la prossima stagione senza mai ascoltare le solite “voci locali”, circondandosi di dirigenti seri e motivati per allestire (in qualsiasi categoria) una grande, grandissima squadra?
In tal senso propongo anche una veloce ma doverosa riflessione sui criteri di ripescaggio, che rendono ancor più importante riuscire a centrare l’obiettivo playoff.
Non sono infatti richiesti i 2 anni di affiliazione, viene data molta importanza al bacino di utenza, cosi come alla storia calcistica e alla media spettatori, ma ovviamente, ai playoff serve arrivarci e non solo.
Si, è chiaro, stiamo parlando di ipotesi, ma come ripetuto più volte, ogni possibile (anche estremo) tentativo per evitare un altro anno in Eccellenza deve essere considerato.
Anche per questo, ci ritroviamo a sperare che il Brindisi vinca il campionato ed il Bisceglie la Coppa Italia, in modo che i playoff coinvolgano le squadre classificate dalla terza alla sesta posizione.
Il bello tira il bello, si sa, e da queste parti il bello (e non effimero) non si vede da un bel po’. L’ultima squadra che, in campo, ha dato belle soddisfazioni si è poi scoperto poggiare sulle basi di argilla di una società poi inevitabilmente sgretolatasi e fallita.
“Rome wasn’t built in a day”, cantavano i Morcheeba ad inizio millennio. Ecco perché anche se con tanta delusione e a denti stretti, siamo qui a ribadirlo: Costruiamo insieme!
E’ difficile, dopo tutti gli i schiaffi (virtuali e non) che abbiamo preso, ma ripropongo la atavica domanda sull’uovo (oggi) o la gallina (domani): è meglio, quindi, vincere un campionato per poi fallire, o magari è meglio (o meno peggio) fallire una stagione sportiva per ripartire con più slancio nella successiva, potendo contare su una “gallina” potenzialmente dalle uova d’oro?
Per ora godiamoci questa vittoria sperando possa portare, in tutto l’ambiente, quella serenità e convinzione necessarie per vincere anche le partite più “sporche” e sperare.
In cosa?…Lo scopriremo solo…VINCENDO!
*A cura di Marcello Fumarola (editorialista esterno del corriereditaranto.it)
** Foto di Paolo Occhinegro