Noi giovani non siamo cittadini di serie B, il cambiamento parte da noi. Futuro? No, noi siamo il presente di questa città e vogliamo che la nostra voce sia ascoltata”. Basterebbe questa frase, pronunciata da Antonio Faggioni, neo eletto “sindaco dei ragazzi“, a scardinare pregiudizi tanto radicati quanto sterili sulle nuove generazioni, troppo spesso (e troppo frettolosamente) dipinte come disinteressate alla politica e alla costruzione del bene comune.

Dalla prima seduta del Consiglio Comunale dei Ragazzi, che si è svolta nella mattinata del 24 febbraio a Palazzo di Città, giunge una ventata di ottimismo: quaranta ragazzi, eletti da oltre novemila studenti degli istituti superiori pubblici e privati della città, che hanno le idee chiare su quello che serve a Taranto per diventare una città “a misura di giovani”.

“Taranto non è ancora un posto per ragazzi ma noi amiamo questa città – afferma una dei giovani ambasciatori dei Comuni della provincia ionica – ed è un dolore doverla lasciare per studiare o lavorare altrove. Cos’ha di meno Taranto rispetto al resto della Puglia o dell’Italia? Ve lo diciamo noi: assolutamente nulla. Anzi, la nostra città è ricca di tesori che non sono ancora valorizzati nel modo giusto”.

Parole che vanno dritte al cuore dei problemi di questa terra e testimoniano che lo sguardo dei giovani non resta indifferente davanti a ciò che accade.

Da tutti i ragazzi del CCR si alza una richiesta: basta parlare di Taranto come della città dai mille problemi, soprattutto ambientali. Voglia di riscatto, di un futuro che nasca dalla costruzione di un presente differente, fatto di fiducia nel patrimonio che questa terra custodisce. Sport, cultura, ambiente, ma anche sicurezza stradale e solidarietà: sono gli ambiti in cui i ragazzi vogliono impegnarsi maggiormente, portare proposte vive e costruttive.

Dopo i saluti del presidente del Consiglio comunale, Gianni Liviano, che parla dell’importanza di passare “dalla cultura dei selfie e dell’individualismo a quella della condivisione” e saluta l’iniziativa come una “giornata storica”, è la volta dell’assessore alla pubblica istruzione, Mary Simeone, che sottolinea la bellezza di una risposta forte da una comunità viva come quella dei giovani.

Seguono gli interventi dei presidenti delle commissioni Affari Generali e Servizi, Patrizia Mignolo e Giovanni Tartaglia, infine le perole del sindaco, Piero Bitetti: “Dopo tanti anni la mia emozione nell’entrare qui è sempre la stessa, a voi ragazzi chiedo di aiutarmi nella costruzione del bene comune”.

Dirigenti e professori presenti salutano l’assemblea, poi tocca ai ragazzi: composti, attenti, educati, emozionati perché consapevoli dell’importanza dell’opportunità offerta loro, un’esperienza di cittadinanza attiva davvero formativa. Esprimono le proprie idee con fervore e calore, mostrando che il seme per la Taranto di domani è saldamente piantato.

I gruppi istituiti sono: Ambiente, Pace, Solidarietà, Trasporti e Mobilità Sostenibile, Cultura Arte e Musica, Sport, Associazionismo Giovanile e Partecipazione Attiva, Scuola; per ciascuno sarà nominato un portavoce, che avrà le funzioni di assessore al ramo in questione.

Arriva poi il momento delle elezioni: dieci candidati, su tutti la spunta il diciottenne Antonio Faggioni, che frequenta l’ultimo anno del liceo Aristosseno: “Coltivo la passione per la politica sin da piccolo, amo leggere e sono fan delle serie TV. Ai miei coetanei chiedo collaborazione, ascolterò la voce di tutti. Al sindaco Bitetti, invece, chiedo di mettersi di più nei nostri panni”.

Faggioni indossa la fascia tricolore con l’aiuto di Bitettim, poi parla dei trasporti pubblici, dei viaggi estenuanti a cui sono costretto i ragazzi della provincia per andare a scuola, ma anche della necessità di puntare su turismo e valorizzazione del nostro patrimonio storico e artistico.

Vice sindaci Asia Guarino del Vittorino da Feltre e il giovanissimo Niccolò Cervellera, 14enne e rappresentante d’istituto al liceo Ferraris-Quinto Ennio.

Sorrisi, emozioni e tanta voglia di collaborare alla concretizzazione di un presente diverso per la nostra città. Il solco invalicabile tra politica e giovani è stato colmato: ora sta a noi far sì che i ragazzi conservino lo sguardo di fiduc

ia e speranza che ripongono in quest’arte, intesa come modus di amministrare la vita pubblica e non di vuota retorica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *