La prima serata del Festival di Sanremo 2026 al Teatro Ariston è scivolata via tra eleganza istituzionale, qualche momento da meme annunciato e un bel po’ di canzoni destinate a perseguitarci fino ad agosto.

Alla guida, l’inossidabile Carlo Conti: rassicurante come il telecomando che funziona sempre, ritmo serrato e zero sbavature. Al suo fianco Laura Pausini, in versione diva internazionale ma con spontaneità romagnola incorporata, elegante e precisa. Terzo vertice del triangolo, Can Yaman: presenza scenica notevole, sguardi intensi e look studiato per far sospirare mezza platea (e metà social).

Tra gli ospiti, applausi calorosi per Tiziano Ferro, che ha portato sul palco un medley emotivo capace di trasformare l’Ariston in un gigantesco karaoke sentimentale. Momenti di nostalgia e celebrazione hanno dato alla serata quel tono da “grande evento nazionale” che a Sanremo non manca mai.

Sul fronte gara, equilibrio tra veterani e volti più freschi. C’è chi ha puntato tutto sull’intensità, con ballad introspettive e sguardi fissi in camera, e chi ha scelto l’energia, tra beat più ritmati e coreografie misurate ma efficaci. Si passa dal total black elegantissimo al completo glitterato che rifletteva anche i pensieri della prima fila. Qualcuno ha osato con trasparenze e dettagli metallici, qualcun altro ha preferito la sobrietà “da prima della classe”.

Le canzoni spaziano tra amori tormentati, rivincite personali, autobiografie in musica e qualche ritornello furbo che già si candida a tormentone radiofonico. Nessun colpo di scena clamoroso, ma tante performance solide: quelle che magari non ti travolgono al primo ascolto, ma ti ritrovi a canticchiare mentre fai il caffè. Insomma, una serata ordinata, professionale e molto “sanremese”: meno caos, più mestiere. E la sensazione che la vera battaglia si giocherà nei prossimi giorni… soprattutto al televoto.

I PRESENTATORI
Carlo Conti: se Sanremo fosse un abito, sarebbe lo smoking. Conti ha indossato uno smoking blu notte impeccabile firmato Stefano Ricci:classico, elegante, senza sorprese — come quel parente che arriva sempre in anticipo alle feste e ti chiede se vuoi un altro caffè. Look promosso a pieni voti perché “se non si sbaglia, non si cambia”.
Laura Pausini: la conduttrice ha portato sull’Ariston una versione da “Titanic couture” in velluto nero Giorgio Armani, con gioielli indiavolati che brillavano più delle luci di palco. Il suo stile è stato definito elegante e sofisticato: un mix tra donna di potere e stella del red carpet.
Can Yaman: presentarsi come co-conduttore significa anche fare il bello e abbronzato, e Yaman ha fatto proprio questo. Tra outfit total black e dettagli lucidi (qualcuno ha parlato di “olio e fascino”), il suo look è stato più discusso che votato. Bello sì, ma con qualche “zarro mood” qua e là.

GLI OSPITI
Tiziano Ferro: Superospite della serata con una scaletta di classici e nuova musica, Ferro è stato la persona che davvero ha fatto cantare l’Ariston (non solo nei cuori, ma nelle teste di tutti). Un medley così ben confezionato che qualcuno ha pensato stesse presentando un greatest hits prima dell’inizio della gara.
Olly: Il vincitore della scorsa edizione è tornato per interpretare “Balorda nostalgia”, il brano che sembra una poesia sul perché aprire il frigo non risolve nulla. Olly ha portato un alone di “campione che ritorna”, tipo Rocky Balboa con una chitarra.
Gianna Pratesi, 105 anni: Una presenza commovente e simbolica (e anche un po’ da applauso lungo così). Lei ha ricordato l’importanza del voto alle donne nel 1946, facendo sembrare tutti gli altri ospiti degli influencer moderni con zero storie da raccontare.
Kabir Bedi: ospite “nostalgico” che ha incrociato Sandokan 1.0 con Sandokan 2.0, ovvero un momento vintage meets revival sul palco: due generazioni di jungle-style faccia a faccia (mentre il pubblico cercava di capire chi fosse più epico).

I CANTANTI
Ditonellapiaga – Che fastidio! – Ha aperto le danze con un look da pin-up post-moderna: gonna a palloncino + bustier + rossetto audace. Performance vivace come un caffè doppio: fastidiosa… ma nel senso buono.
Michele Bravi – Prima o poi – Look sobrio, quasi da poeta urbano, e voce intensa. Performance elegante, tipo “ti guardo negli occhi e canto le tue paure”.
Sayf – Tu mi piaci tanto – Completo gessato marrone con cravatta di pelle e pelliccia (sì, anche qui fur effect). Ha salutato mamma e papà come se fosse Natale a casa.
Mara Sattei – Le cose che non sai di me – Total black glam con look Vivienne Westwood che urla voglio essere notata. Performance vibrante che ti rimane in testa tipo chewing gum.
Dargen D’Amico – AI AI – Kimono + occhiali Swarovski, stile “professore hip”. Perfomance cool e riflessiva: hip-hop con filosofia da caffè letterario.
Arisa – Magica favola – Total white con 1.300 cristalli e capelli effetto Old Hollywood. Ha cantato con stile regale e leggermente teatrale.
Luchè – Labirinto – Look relax ma curato, come se fosse uscito direttamente da un set di Louis Vuitton: performance calda e sentita.
Tommaso Paradiso – I romantici – Completo beige e nero, vibe sogni d’estate. Perfomance da slow dance sotto le stelle. Come dice il mio amico Mimmo, Paradiso ha la grande capacità di dare un titolo diverso per la stessa canzone.
Elettra Lamborghini – Voilà – Abito nero con corpetto dorato e gonna trasparente: fascino + fuoco + carnevale chic. Performance da “arrivo io e cambiano le regole”. Con la stessa verve di un lumino di cera.
Patty Pravo – Opera – Abito nero con voile e cristalli: classe da veterana immortale. Performance intensa e profonda, patinata vintage.
Samurai Jay – Ossessione – Look street meets high fashion (Dsquared2 e Dickinson Lim). Vibe urbano e dinamico, performance energica sul ritmo.
Raf – Ora e per sempre – Eleganza sobria, stile signore della musica italiana. Voce matura e presenza rassicurante.
J-Ax – Italia Starter Pack – Tono ironico e rock-contaminato, come se fossimo in un jukebox anni 2000. Look da papà cool.
Fulminacci – Stupida sfortuna – Look rilassato e voce malinconica, tipo “storia d’amore e cappuccino”.
Levante – Sei tu – Classe total black e makeup definito: performance emotiva, sospesa tra pop e poesia.
Fedez & Marco Masini – Male necessario – Duo in cui pop urbano e voce classica si incontrano: contrasto elegante con vibrazioni da teatro moderno. Dati di sicuro sul podio.
Ermal Meta – Stella stellina – Look raffinato e vibrazioni sincere: performance raccolta, quasi sussurrata. Emozionante
Serena Brancale – Qui con me Look regale bianco perlato: voce piena di cuore, come abbraccio sonoro. Meno tamarra, più aderente alla sua formazione musicale.
Nayt – Prima che – Completo con catena e outfit molto hip-hop: energia urbana + performance decisa.
Malika Ayane – Animali notturni – Abito nero tecnico, performance raffinata e sguardo intenso. Una certezza.
Eddie Brock – Avvoltoi – Smoking con papillon slacciato: vibe rock da club + eleganza sciolta.
Sal Da Vinci – Per sempre sì – Classico impeccabile, performance con fuoco napoletano e mestiere. Un signore del palcoscenico
Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare – Camicia aperta e look semplice: performance sincera, cuore a voce alta.
Tredici Pietro – Uomo che cade – Giacca oversize, performance che sembrava un poema urbano.
Bambole di Pezza – Resta con me – Mix glam & punk, stivali anfibi + stile audace. Performance vivace e destrutturata. Una sveglia all’ora tarda.
Chiello – Ti penso sempre – Giacca in pizzo e tacco: follemente glam, performance affascinante.
Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta – Miniabito sixties + completo minimal: duo vintage con charme stupefacente. Una coppia che funziona fuori e sul palco.
Leo Gassmann – Naturale – Dandy moderno e performance sciolta: semplice ma elegante. Il cognome, direbbe Manuel Fantoni, “appoggia bene”.
Francesco Renga – Il meglio di me – Velluto marrone con maxi revers: voce profonda e presenza stabile. Immarcescibile.
LDA & Aka7even – Poesie clandestine – Gemelli da pelle nera coordinata: performance fresca e duetto cool.

*a cura di Roberto Orlando

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *