I commissari di Acciaierie d’Italia in Amministrazione straordinaria hanno chiesto al tavolo al ministero del Lavoro sulla Cigs per i lavoratori del gruppo siderurgico la sospensione dell’attuale procedura di cassa integrazione, giudicata non più sufficiente, con la richiesta di tempo per valutare gli effetti del decreto del tribunale di Milano, che ha parzialmente richiesto una revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale 2025 per l’ex Ilva.

Nella riunione di oggi non sono stati dati ulteriori dettagli da parte del commissario Quaranta, se non la richiesta di sospensione per valutare il decreto del Tribunale di Milano. Arriverà quindi una nuova convocazione al ministero del Lavoro, sempre per discutere della Cigs. Secondo i sindacati, da parte di AdI in As arriverà una richiesta di aumentare ancora il numero di lavoratori in Cigs, oltre alla richiesta di proroga dei tempi. I rappresentanti dei lavoratori fanno notare che erano già in disaccordo sull’aumento dei lavoratori interessati da ammortizzatore sociale a 4.450 unità, quindi l’ipotesi – considerata una certezza – di un aumento di questi numeri viene ritenuta inaccettabile.

Un primo strappo tra sindacati e commissari sulla cassa integrazione straordinaria si era consumato il 29 settembre scorso, quando i sindacati non si presentarono al tavolo convocato per discutere la richiesta di portare a 4.450 (ovvero 500 in piu’ rispetto alla precedente istanza) i lavoratori in Cigs e i commissari procedettero in maniera unilaterale.

Loris Scarpa, coordinatore nazionale siderurgia per la Fiom-Cgil, al termine dell’incontro al ministero del Lavoro, che era stato convocato per chiedere la proroga a oltre il 28 febbraio della Cigs per 4.450 lavoratori di AdI in As, ha affermato che questa richiesta di tempo “è puramente strumentale, in quanto il decreto del tribunale di Milano non è immediatamente esecutivo. Sembra che il Governo e i commissari abbiano l’intenzione di scaricare sui lavoratori la loro malgestione della situazione, ha aggiunto Scarpa, spiegando che alla riunione si è collegato, in rappresentanza della società il commissario Giancarlo Quaranta. “Il sindacato continua a non essere ascoltato, abbiamo proposto soluzioni e condizioni, abbiamo detto che le risorse c’erano e si è dimostrato solo che l’hanno utilizzata spot, così non è possibile andare avanti”, ha aggiunto Scarpa, rimandando all’appuntamento del 9 marzo “con l’autoconvocazione: se non ci convocano al tavolo di Palazzo Chigi ce lo conquistiamo noi”.

“Mai come ora la richiesta di sospensione dell’attuale cigs da parte dei commissari di Acciaierie d’Italia in As per valutare il provvedimento del Tribunale di Milano sull’ex Ilva conferma e rafforza la necessità di una convocazione a Palazzo Chigi dove tutti gli attori, tutti i ministeri, possano prendersi la responsabilità della gestione della vertenza ex Ilva. Non è possibile continuare a brancolare nel buio ed apprendere a mezzo stampa le novità sulla trattativa in corso tra Governo – tramite Commissari – e Flacks”, ha invece dichiarato il segretario nazionale della Fim-Cisl, Valerio D’Alò, dopo il tavolo al ministero del Lavoro per discutere della richiesta di proroga della cassa integrazione straordinaria presentata da Acciaierie d’Italia in As nelle scorse settimane per 4.450 dipendenti. “Le organizzazioni sindacali confermano con ancora più forza l’autoconvocazione prevista per il prossimo 9 marzo”, ha aggiunto D’Alò.

“La prospettiva dell’ex Ilva è sempre più drammatica, anche a seguito della sentenza odierna del Tribunale di Milano che ha chiesto all’Amministrazione straordinaria di Acciaierie d’Italia di adempiere alle prescrizioni dell’AIA, pena la disapplicazione parziale della stessa con conseguente sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo. In ragione di questo provvedimento, per il quale i commissari hanno espresso la necessità ed il tempo per analizzarlo ed assumere le decisioni del caso, ADI in AS ha chiesto ai rappresentanti del ministero del lavoro, nel corso dell’incontro odierno per la proroga della CIGS per 4.450, di sospendere la procedura ed aggiornare il tavolo. La UILM, in ogni caso, non si sarebbe resa disponibile al confronto sulla cassa integrazione in mancanza di un incontro di aggiornamento del tavolo a Palazzo Chigi, da tempo più volte richiesto, per il quale ci siamo autoconvocati per il giorno 9 marzo” ha detto invece Guglielmo Gambardella, segretario nazionale Uilm.

“Ormai la vertenza ha assunto caratteri paradossali perché, dall’ultimo incontro del 18 novembre scorso presso la Presidenza del Consiglio, apprendiamo notizie sul futuro dell’ex Ilva solo attraverso dichiarazioni stampa del MiMIT e dal possibile acquirente, gruppo Flacks” sottolinea. “Nessun riscontro ufficiale sul piano industriale, ambientale, su livelli occupazionali, assetto impiantistico e volumi di investimento” continua. “Nel frattempo – aggiunge – i commissari fanno sempre più fatica, fra provvedimenti della magistratura e difficoltà finanziarie, a dare continuità produttiva agli stabilimenti ed a ricorrere all’utilizzo crescente della CIGS” aggiunge. “I lavoratori di ADI in AS, ILVA in AS e dell’indotto continuano ad essere le uniche vittime delle mancate decisioni politiche, del governo e delle istituzioni tutte” prosegue. “Siamo ormai arrivati quasi al punto di non ritorno – conclude -. Il governo è ancora in tempo per salvare un asset strategico per il Paese. E’ l’ora della responsabilità, è il momento delle decisioni che riguardano il destino di 20.000 lavoratori. La Presidente del Consiglio assuma la regia della vertenza e indichi il piano di salvataggio”.

“Come USB – hanno infine commentato Francesco Rizzo e Sasha Colautti Esecutivo Confederale Usb – continuiamo a ribadire che la situazione è grave e che urge una convocazione immediata da parte del Governo, che deve assumersi con coraggio le responsabilità di tirare fuori da questa situazione oltre 18.000 famiglie di dipendenti tra Ilva, Ilva in AS e dell’appalto. La situazione si aggrava ogni giorno di più ed il rischio di un’esplosione sociale è alle porte. Auspichiamo che prevalga il buon senso e ci sia una convocazione quanto prima per discutere e risolvere questi problemi”.

(leggi tutti gli articoli sulla vertenza Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)

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