E’ scaduto il limite temporale entro cui approvare il Bilancio di previsione 2026 per il Comune di Taranto, previsto per il 28 febbraio dopo la prima scadenza prevista al 31 dicembre scorso e poi prorogata. Quasi certamente già lunedì 2 marzo arriverà la diffida da parte della prefettura ad approvare il provvedimento entro 20 giorni dalla comunicazione.

Chi nelle scorse ore aveva tirato un sospiro di sollievo dalle parti di Palazzo di Città, si è dovuto ben presto ricredere: un’errata interpretazione di un provvedimento adottato dal ministero dell’Interno, aveva lasciato sperare di poter usufruire di un’ulteriore proroga al 31 marzo. Che i realtà esiste ma è stata prevista soltanto per qui comuni sardi, siciliani e calabresi che sono stati colpiti nelle ultime settimane da eventi di calamità naturale. Elenco nel quale la città di Taranto non rientra.

La giunta Bitetti dovrebbe quindi procedere all’approvazione dello schema di bilancio di previsione tra lunedì e mercoledì. Il documento dovrà poi essere trasmesso al Collegio dei Revisori (che per legge è obbligatorio ma non vincolante ai fini dell’approvazione della proposta di delibera di giunta) che dispone di 15 giorni per l’espressione del parere di regolarità e solo dopo la corposa documentazione può essere trasmessa al Consiglio e messa a disposizione dei consiglieri comunali per il relativo studio ed approfondimento. A ciò vanno poi aggiunti i cinque giorni necessari per la presentazione degli emendamenti e il passaggio obbligato in commissione Bilancio, che dovrebbe lavorare in parallelo ai revisori per cercare di recuperare quanto più tempo possibile.

Di fatto si rischia di arrivare all’approvazione di quello che è il documento più importante della programmazione finanziaria dell’Ente civico a ridosso della fine del mese di marzo senza un adeguato margine adeguato per analizzarlo. Previsto tra l’altro dall’articolo 174 del TUEL, che impone un deposito preventivo “congruo” dello schema di bilancio per consentire un esame effettivo e consapevole.

Parliamo di un documento che di fatto è l’asse portante del Comune, perché contiene il capitolo delle entrate tributarie (relative a tasse ed imposte come IMU e TARI) ed extratributarie (risorse finanziarie pubbliche non derivanti direttamente da imposte o tasse (tributi), ma dalla gestione del patrimonio, servizi pubblici, dividendi o sanzioni), quello delle spese correnti, quelle in conto capitale per gli investimenti, il pagamento degli stipendi dei lavoratori dipendenti, i servizi istituzionali e generali, per l’ordine pubblico e la sicurezza, per la tutela e la valorizzazione dei beni e delle attività culturali , per le politiche giovanili e lo sport, per i trasporti, il welfare e l’assistenza ai più bisognosi. Il documento contiene inoltre la previsione per la costituzione del Fondo crediti di dubbia esigibilità (le somme che il Comune prevede di difficile riscossione essendo trascorsi diversi anni dalla formazione del credito in suo favore, oltre alle stime di incassare previste dalla vendita di beni, dalla repressione di attività illecite, dagli interessi attivi e dalla riscossione dei crediti a breve termine, oltre a risorse da ottenere attraverso mutui e prestiti a breve termine.

Il bilancio di previsione 2026-2028 del Comune di Taranto presenta una situazione finanziaria complessa, con un disavanzo iniziale di oltre 800 mila euro (circa 819.942 euro) segnalato nelle scorse settimane. Il quadro, influenzato da tagli governativi, ha portato l’amministrazione a valutare misure di razionalizzazione della spesa, tra cui potenziali tagli a servizi dei novi asili nido che invece resteranno pubblici (si ragionava sull’ipotesi di privatizzarne due che realizzati con i fondi PNRR saranno affidati ai privati) così come non saranno toccate le risorse per i 161 lavoratori della Multiservizi (per queste due uscite il Comune spende ogni anno 12 milioni di euro), mentre si cercherà di ottenere risorse dalla “rottamazione quiquies” (Tari, Imu, multe) per recuperare risorse.

I tagli quindi guarderebbero quelli alla manutenzione del verde pubblico ed alla raccolta dei rifiuti nella speranza che nei prossimi mesi aumenti la raccolta differenziata (la vicenda Kyma Ambiente seguirà una strada parallela), così come ci saranno tagli anche nella gestione dei cimiteri. Ma siamo pur sempre nel campo delle indiscrezioni, seppur fondate, che provengono dalle diverse riunioni di giunta che si stanno svolgente con cadenza frenetica nelle ultime settimane, giorni ed ore, che presto però dovranno tradursi in concretezza nello schema di giunta che sarà reso noto ad inizio settimana.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *