La situazione dei prezzi dei carburanti è molto tesa a causa dei venti di guerra in Medio Oriente. L’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran ha fatto schizzare verso l’alto le quotazioni del greggio Brent, con una crescita in doppia cifra percentuale.

Di conseguenza, i prezzi dei carburanti alle pompe di rifornimento sono aumentati in tutta Italia. In 9 regioni italiane il prezzo medio della benzina in modalità self ha già superato 1,7 € al litro, mentre il gasolio supera spesso 1,8 € al litro. In Puglia la situazione è la seguente (fonte ministero delle Imprese): Gasolio: 1,809 euro/litro (self), Benzina: 1,733 euro/litro (self),GPL: 0,660 euro/litro (servito), Metano: 1,495 euro/kg (servito)

È probabile che i prezzi continuino a salire (già da lunedì ad oggi si è registrato un incremendo medio di circa 9-10 centesimi al litro, che sale a 20 centesimi se si va indietro a meno di due settimane fa) a causa della chiusura dello Stretto di Ormuz, che ha bloccato il transito di ingenti quantitativi di prodotti petroliferi. Puoi controllare gli aggiornamenti sui prezzi sul sito dell’Osservaprezzi Carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Perché i prezzi del carburante salgono

I carburanti come benzina, gasolio o jet-fuel derivano direttamente dal petrolio greggio: quando il prezzo di quest’ultimo aumenta sui mercati globali, i distributori di carburante tendono ad adeguare i prezzi alla pompa di conseguenza.

Quanto potrebbe durare e cosa aspettarsi

Gli analisti sottolineano che l’impatto potrebbe essere temporaneo o prolungarsi a seconda dell’evoluzione del conflitto:

Il Codacons denuncia che gli aumenti sono ingustificati, poiché i prodotti venduti oggi sono stati realizzati con petrolio acquistato mesi fa a prezzi più bassi. “Rincari che rischiano di avere pesanti ripercussioni sulle tasche degli italiani”..

Il consiglio è di utilizzare il meno possibile l’auto e ottimizzare gli spostamenti. La situazione è in continua evoluzione e potrebbe portare a ulteriori aumenti dei prezzi.

Secondo stime diffuse dall’associazione (riprese anche da agenzie di stampa come ANSA), il conflitto in Medio Oriente e la conseguente crescita dei prezzi petroliferi potrebbero portare a un aggravio dei costi annuali per le famiglie italiane compreso tra 614 e 818 € mediamente a nucleo familiare. Di questi, circa 165 € in più all’anno deriverebbero dai maggiori costi per carburanti (benzina e gasolio), ipotizzando un rialzo dei prezzi alla pompa dell’8% rispetto a fine febbraio.

Una risposta

  1. Ora è chiaro perché siamo contrari al dissalatore ,al degassificatore e tutte le sostanze inquinanti: non solo ci stiamo ammazzando,ammalando e respirando mer..,dobbiamo pagare questo schifo a caro prezzo ,per cui Taranto dirà no a tutto …see magari ….buonanotte zzzzzz,spartani ci siete …Talete ,Spartacus ,Pilato , Caifa, Barabba,aiuto ….che situazione più ignavo e passivo del discendente di tampax chi è in Italia ?

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