Nelle prossime ore si svolgerà a Palazzo Chigi la riunione del tavolo Ilva con gli altri ministri competenti, coordinato dal sottosegretario Mantovano. “In quella sede i commissari illustreranno il piano di ripristino produttivo e della messa in sicurezza degli impianti, su cui è già stato investito oltre un miliardo di euro di fondi pubblici in due anni. In questo contesto sento il dovere di esprimere a nome del Governo qui in parlamento il cordoglio alla famiglia e ai lavoratori di Taranto per la morte di Loris Costantino sulle cui cause occorre fare ogni accertamento e nel contempo profondere il massimo sforzo perché non accada mai più”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sulla situazione dell’ex Ilva anche a seguito della recente sentenza del tribunale di Milano, rispondendo a un’interrogazione +Europa per il question time nell’Aula della Camera.
“Al tavolo Ilva – ha aggiunto – i commissari dovranno anche relazionare sull’impatto della sentenza del tribunale di Milano, sia sulla continuità produttiva e quindi occupazionale dell’azienda, già duramente promessa dal sequestro probatorio di AFO 1 che era in attività, sequestro probatorio che dura da oltre 10 mesi e che ha recato un danno all’azienda pari a 2,5 miliardi di euro”.
Il ministro ha ricordato che la decisione del tribunale inibisce l’utilizzo degli altoforni da agosto ha implicazioni con la trattativa con il Fondo Flacks, e, ha puntualizzato: “La sentenza cambia tutto, non solo perché non sappiamo ancora se sia possibile e in che modo adeguare l’Autorizzazione Integrata Ambientale alle nuove condizioni poste dal tribunale per evitare la chiusura dell’area a caldo, ma anche e soprattutto perché rende impossibile erogare le risorse del prestito così come previsto dal decreto legge approvato in quest’Aula. La Commissione Europea, infatti, ci ha posto un preciso vincolo per la concessione del prestito: che ci sia l’acquirente disponibile a rimborsare il prestito stesso, alla luce delle regole europee sugli aiuti di Stato“.
“In merito all’andamento delle trattative per la cessione, resa ovviamente molto più complicata dalla sentenza del tribunale di Milano, abbiamo dato mandato ai commissari di finalizzare, ove possibile, entro tre settimane” ha reso noto il ministro delle Imprese e del Made in Italy. Che ha ricordato come siano state poste “sin dall’inizio tre precise condizioni ai quali essi devono attenersi: la sostenibilità del piano industriale, la disponibilità da subito delle aree non più necessarie alla produzione siderurgica per destinarle a nuove iniziative industriali e soprattutto alla partnership e con soggetti industriali nel settore siderurgico”.
“Per comprendere quanto difficile sia la sfida va ricordato in questa aula che il danno arrecato agli impianti dalla precedente gestione Mittal come risulta dalla domanda di risarcimento presentata dai commissari al Tribunale di Milano ammonta a sette miliardi di euro. Ci vuole la massima responsabilità da parte di tutti per trovare una soluzione positiva e sostenibile nel tempo, nella prospettiva che tutti condividiamo della piena decarbonizzazione del sito di Taranto” ha poi concluso il ministro in Aula.
*Sull’argomento: tutti gli articoli sull’ex Ilva