E’ ripartito a Roma, presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, il confronto tra il gruppo Natuzzi, azienda operante nel settore dell’arredamento di alta gamma che coinvolge oltre 1.800 lavoratori, le istituzioni locali e le parti sociali, dopo lo stop della scorsa settimana determinato dalle forti criticità sollevate dai sindacati sul piano di rilancio 2026-2028 del gruppo, in particolare sulla continuità produttiva dei siti in Puglia e Basilicata e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali.

Il piano prevede l’accorpamento di alcuni siti, poco meno di 500 esuberi e rientro delle produzioni dalla Romania, subordinato alla sua sostenibilità economica e al via libera di misure di sostegno, tra cui la decontribuzione Sud. Un aspetto quest’ultimo sul quale la regione Puglia avvierà, nelle prossime settimane, insieme alla task force crisi industriali del Mimit, un’interlocuzione con il ministero del Lavoro per approfondirne la fattibilità. Quanto al riassetto produttivo, la società assicura che la ricollocazione dei lavoratori presso gli altri stabilimenti non provocherà licenziamenti.

Nel corso del tavolo convocato al Mimit, su indicazione del ministro Adolfo Urso, l’azienda ha ribadito l’impegno a tutelare l’intero perimetro occupazionale. Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato la necessità di un confronto approfondito sul piano industriale in tutte le sue articolazioni. È stato inoltre evidenziato che l’azienda dovrà condividere tutti i dettagli sulle decisioni che riguardano l’assetto industriale. I sindacati hanno infine ribadito la richiesta di sospendere ogni decisione fino alla conclusione del confronto.

Durante il confronto “è stata condivisa la necessità di ristabilire corrette relazioni industriali al gruppo Natuzzi e un metodo di confronto preventivo sulle scelte strategiche aziendali, da svolgersi direttamente presso il ministero, nelle giornate del 10 e 11 marzo, con l’impegno da parte dell’azienda di sospendere ogni decisione” hanno dichiarato i sindacati di categoria Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil al termine del vertice al Mimit.

“L’azienda – spiegano i sindacati – dovrà illustrare le decisioni che intendono prendere sull’assetto industriale e occupazionale, riconoscendo la centralità del confronto con il sindacato. Noi – sottolineano Feneal, Filca, Fillea – ribadiamo la necessità di sospendere ogni decisione fino al termine del confronto”.

Le sigle quindi proseguono: “Riteniamo inoltre prioritario affrontare congiuntamente il percorso di internalizzazione delle produzioni e il rientro dei volumi produttivi in Italia; ogni ipotesi riguardante chiusure o riorganizzazioni di stabilimenti; eventuali politiche di incentivazione all’esodo, che dovranno avvenire esclusivamente su base volontaria e dentro un quadro condiviso; la definizione di un piano industriale credibile, sostenibile e trasparente nei dati economici e produttivi. Riteniamo comunque positivo l’avvio di questo percorso al Mimit, che recepisce le richieste avanzate nei mesi scorsi. Nessuna decisione sul futuro delle lavoratrici e dei lavoratori – concludono – può essere assunta senza confronto e condivisione”.

Contestualmente all’incontro si è svolto un presidio di circa 400 lavoratori Natuzzi giunti a Roma da Puglia e Basilcata. Le parti hanno concordato di proseguire il dialogo in sede ministeriale: i prossimi incontri sono fissati per il 10 e l’11 marzo.

*Sull’argomento leggi tutti gli articoli sulla vertenza Natuzzi 

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