Per approvare il bilancio di previsione 2026‑2028 il tempo è scaduto e al Comune di Taranto arriva il primo, formale e atteso richiamo della Prefettura. Una missiva nella quale oltre a ricordare il termine superato del 28 febbraio, si comunica di non aver ricevuto alcuna comunicazione dall’amministrazione e si chiede di conoscere la data di approvazione del documento contabile.
Il cui schema è stato approvato dalla Giunta nella serata di martedì, confermando lo stato di criticità economico finanziario del Comune. Venendo ai freddi numeri, consultando il documento si apprende che l’Ente ha un fondo di cassa iniziale di 93,47 milioni di euro, la liquidità disponibile all’avvio del 2026. Prevede entrate correnti pari a 295,18 milioni di euro, spese correnti per 301,26 milioni, un Fondo crediti di dubbia esigibilità superiore ai 42 milioni, nella previsione del rischio di mancata riscossione: ennesima conferma di quanto già segnalato a suo tempo dalla Corte dei Conti sulla capacità di riscossione dei tributi locali a Taranto.
Come fonti di finanziamento è prevista l’accensione di nuovi mutui (previsti 20,8 milioni di euro per il 2026), oltre a 92 milioni di euro per ogni anno del triennio di “anticipazioni da istituto tesoriere”, lo “scoperto” bancario che l’ente utilizza per poter continuare a pagare stipendi e fornitori nel quotidiano. Previsto anche l’utilizzo di 4,2 milioni di avanzo presunto per coprire spese correnti e rimborsi prestiti, oltre a 2,66 milioni di entrate in conto capitale destinate alla parte corrente, secondo le possibilità offerte dai principi contabili.
Nel capitolo investimenti figurano 410,8 milioni di entrate in conto capitale nel 2026, a fronte di 484,9 milioni di spese. La differenza la fanno progetti pluriennali, legati in gran parte a fondi vincolati e a interventi già programmati negli anni come dimostra il Fondo pluriennale vincolato oltre i 75 milioni.
Allegata allo schema di bilancio approvato dalla Giunta, vi è relazione tecnica firmata dal dirigente della Programmazione economico-finanziaria, Simone Simeone che affronta nel dettaglio le criticità principali pur sottolineando che “il Bilancio di previsione 2026–2028 è stato predisposto nel rispetto dei principi contabili armonizzati di cui al D. Lgs. 118/2011 e garantisce formalmente il pareggio finanziario e gli equilibri complessivi dell’Ente. Tuttavia, sotto il profilo sostanziale, il documento contabile evidenzia alcuni elementi di rigidità e criticità che meritano un’attenta valutazione politica e gestionale“.
In primo luogo, a seguito delle indicazioni dell’Amministrazione, si è provveduto a garantire la copertura delle principali spese di carattere pluriennale. Tra queste assume particolare rilievo il contratto “multiservizi”, che comporta un onere pari a euro 6.560.000 per il 2026 e a euro 6.000.000 per ciascuno degli anni 2027 e 2028. “Si tratta di una spesa strutturale, consolidata e non comprimibile nel breve periodo, che incide in modo significativo sulla parte corrente del bilancio” si legge nella relazione.
Analoga rilevanza assume la gestione diretta degli asili nido, il cui costo complessivo – comprensivo del personale diretto – è stimato in euro 5,9 milioni per il 2026 e in euro 6,6 milioni per ciascuno degli anni 2027 e 2028. Al netto del personale, la spesa è pari rispettivamente a 3, 4 e 4 milioni di euro nel triennio.
“Anche in questo caso si tratta di un servizio essenziale, con costi strutturali in crescita, soprattutto a causa della dinamica dei costi crescenti dovuti ai costi del personale, agli adeguamenti contrattuali, e all’incidenza degli adeguamenti ISTAT, che riduce ulteriormente i margini di flessibilità della spesa corrente. Anche su questo ambito si raccomanda una analisi puntuale della gestione mista attualmente vigente che possa allineare i costi sostenuti ai fabbisogni standard determinati da Istat e dalla Commissione tecnica sui fabbisogni standard” evidenzia la relazione.
Nel bilancio 2026 è stata iscritta un’entrata straordinaria pari a euro 2.383.175,97, derivante dalla Sentenza del TAR Lecce n. 1000/2025, pubblicata il 27 marzo 2025, che ha visto il Comune di Taranto vincitore nei confronti del Ministero dell’Interno e del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Pur pendendo appello, la somma risulta riconosciuta anche nell’atto di impugnazione quale debito dell’Amministrazione statale. Ciò consente l’iscrizione in bilancio della relativa entrata; tuttavia, la sua natura resta straordinaria e non ricorrente.
“Proprio la presenza di tale entrata impone una riflessione di carattere strutturale. Le entrate correnti dell’Ente risultano sostanzialmente stabili e non presentano significativi margini di crescita, mentre le spese correnti evidenziano una dinamica tendenzialmente crescente, legata ai costi contrattuali, ai servizi essenziali e al personale. L’equilibrio dell’esercizio 2026 beneficia quindi di una componente eccezionale che, per definizione, non potrà essere riproposta negli esercizi successivi. È pertanto necessario ripensare sin d’ora alla gestione della spesa corrente, affinché negli anni futuri l’equilibrio sia assicurato esclusivamente dal rapporto tra entrate correnti e spese correnti, evitando il ricorso strutturale a risorse straordinarie che, secondo i principi contabili, devono finanziare spese di pari natura” viene sottolineato dal dirigente Simeone.
Elemento di particolare criticità del bilancio 2026 è rappresentato dallo stanziamento relativo al conferimento in discarica. La previsione è stata ridotta di 4 milioni di euro rispetto alla spesa effettivamente sostenuta nel 2025, nella prospettiva di un miglioramento della raccolta differenziata e, conseguentemente, di una diminuzione dei quantitativi da conferire in discarica. Tale impostazione è coerente con gli obiettivi ambientali e con le strategie dell’Ente, ma presenta un profilo di rischio significativo.
“Qualora non si realizzassero le auspicate economie, si determinerebbe una pressione immediata sugli equilibri della parte corrente. Per tale ragione si ritiene assolutamente necessario attivare un monitoraggio bimestrale dell’andamento della spesa per il servizio rifiuti, accompagnato da proiezioni aggiornate fino a fine esercizio, al fine di intervenire tempestivamente in caso di scostamenti. Si evidenzia inoltre che eventuali economie o maggiori entrate, ivi comprese quelle dall’approvazione del PEF rifiuti, che dovessero emergere nel corso del 2026 dovranno essere prioritariamente destinate alla copertura di questa specifica voce di spesa, qualora non si concretizzassero le riduzioni previste” prosegue il documento tecnico.
La dinamica delle risorse vincolate da trasferimenti e finanziamenti risulta particolarmente rilevante, incidendo per quasi il 70% del totale della spesa dell’Ente, circa 516 milioni su 920 milioni. Se è vero che l’importante flusso di risorse che sta confluendo sul territorio per la realizzazione di investimenti in opere e servizi, PNRR, Fondi CIS, PO FESR e Giochi del Mediterraneo rappresenta un’importante fattore di crescita per il territorio, altrettanto lo sarà porre la giusta attenzione ai costi gestionali e manutentivi di questi interventi che avranno inevitabilmente un impatto in termini finanziari, economici e patrimoniali, con un crescente fabbisogno di risorse nel medio termine.
Nello specifico la relazione pone l’accento sugli investimenti finanziati dal PNRR, “che inquadrati in una visione di finanziamento connesso agli impatti sul territorio, e non solo quindi al raggiungimento del livello di spesa, richiedono il costante monitoraggio sulla economicità e sostenibilità, aspetti particolarmente rilevanti nelle fasi di rendicontazione e controllo da parte delle autorità concedenti le risorse. A tal fine si ritiene necessaria una maggiore attenzione nell’assunzione di obbligazioni pluriennali che, di fatto, restringono ulteriormente i margini di manovra per azioni correttive a medio termine negli esercizi 2027 e 2028″.
Adesso il Collegio dei revisori dei conti avrà quindici giorni per esprimere il proprio parere di regolarità, mentre la documentazione sarà trasmessa al presidente del Consiglio comunale e depositata a disposizione dei consiglieri, per consentire lo studio degli atti e l’eventuale predisposizione di proposte emendative, seppur in tempi ristrettissimi. Cinque giorni antecedenti la seduta consiliare previsti per la presentazione degli emendamenti e il necessario passaggio in Commissione Bilancio, chiamata a esprimere il parere propedeutico all’approvazione definitiva in aula. Solo dopo il bilancio potrà approdare in Consiglio per il voto finale.
*sullo stesso argomento leggi Bilancio di previsione corsa contro il tempo
