La vertenza che sta coinvolgendo i lavoratori di Vestas Italia, da ormai due mesi, sembra essere arrivata ad un punto di non ritorno.

In questi mesi attraverso le iniziative di protesta introdotte dai lavoratori si è riusciti a trovare una ricollocazione nel perimetro della Vestas, sul territorio di Taranto, per 13 lavoratori sui 29 coinvolti.

Nel corso di questo ultimo mese, si sono susseguiti diversi incontri, per provare a raggiungere un’intesa tra la Direzione Aziendale e le organizzazioni sindacali con l’obiettivo di trovare una soluzione alternativa anche per gli altri lavoratori e dare loro la possibilità di restare su Taranto ed evitare il trasferimento presso Melfi, che di fatto trattandosi di un trasferimento di circa 200 km, per i sindacati vorrebbe dire un licenziamento indotto.

“Martedì mattina, inaspettatamente sono arrivate soluzioni per altri 7 lavoratori ma allo stesso tempo è iniziato il trasferimento dei materiali verso Melfi. Restano sul baratro, 7 lavoratori che ormai vivono una condizione di forte disagio da circa 2 mesi” affermano le RSU Vestas ITALIA FIOM UILM.

Successivamente si è tenuta un’assemblea “in cui è emersa una forte delusione rispetto alla reiterata noncuranza da pare di Vestas Italia nell’aprire ad un dialogo costante e mirato a minimizzare lo stress emotivo che li pervade” affermano i sindacati. Per tali motivazioni, i lavoratori sono tornati a scioperare “auspicando ad un ultimo e risolutivo impegno da parte di Vestas per rispettare l’impegno preso in Regione.

In assenza di immediate risposte, i lavoratori si vedranno costretti ad esprimere il proprio dissenso in maniera più incisiva” concludono le RSU Vestas ITALIA FIOM UILM.

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