Una sentenza storica nel pubblico impiego arriva dal Tribunale di Taranto: la sezione Lavoro, con la giudice Maria Leone, ha riconosciuto la discriminazione subita da una dipendente della ASL Taranto penalizzata economicamente durante il congedo di maternità.
La lavoratrice, un’operatrice socio-sanitaria, si era vista attribuire una scheda di valutazione “non valutabile” per l’intero anno di assenza obbligatoria, con conseguente esclusione dal premio di produttività. Assistita dall’avvocato Mario Soggia, ha presentato ricorso ex art. 38 del Codice delle pari opportunità denunciando un trattamento discriminatorio diretto di genere.
Il Tribunale ha accolto il ricorso, stabilendo che l’assenza per maternità non può costituire svantaggio economico o professionale. Il giudice ha disposto che il premio di produttività venga calcolato sulla media delle valutazioni ottenute dalla lavoratrice nei tre anni precedenti, garantendo così equità e rispetto dei diritti costituzionali.
La sentenza rappresenta un importante precedente nella lotta alla discriminazione legata alla maternità nel lavoro pubblico, riaffermando il principio secondo cui la genitorialità non può mai trasformarsi in un costo professionale.
La lavoratrice, iscritta alla CISL Funzione Pubblica – Settore Sanità, ha ricevuto il sostegno del sindacato locale, impegnato nella tutela dei diritti e delle pari opportunità nel settore sanitario.
L’avvocato Soggia sottolinea: “Questo provvedimento riafferma un principio fondamentale: la maternità è un diritto sociale che il sistema giuridico deve proteggere, non penalizzare”.