Infine, gli imprenditori sono stati altresì chiamati a esprimersi sull’impatto di un ripristino dell’attività produttiva dell’ex-ILVA: il 68% ritiene che possa essere strategico sia per il sistema industriale italiano sia per quello europeo anche alla luce dell’operatività del regolamento CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism)”. E’ questa la chiosa del “Focus Acciaio: utilizzo, costi e fornitori” che emerge dai risultati della 177ª edizione dell’indagine congiunturale di Federmeccanica sull’Industria Metalmeccanica – Meccatronica italiana.

Approfondimento nel quale si ricorda come la siderurgia rappresenti uno dei principali settori produttivi su cui si fonda l’economia nazionale di un Paese, ed è uno degli indicatori che meglio ne rappresenta la forza economica ed industriale. I prodotti siderurgici sono ampiamente utilizzati in vari ambiti produttivi, pressoché insostituibili in molti settori economici, tra cui l’edilizia, la meccanica, l’automotive, la produzione di elettrodomestici, la cantieristica navale, i servizi energetici e di trasporto. Tutto ciò che utilizziamo è fatto di acciaio o presenta parti in acciaio o è stato realizzato con macchinari in acciaio.

A tal fine, nell’indagine sull’utilizzo dell’acciaio in azienda e i suoi relativi costi, nonché la localizzazione dei fornitori, il 63% delle imprese metalmeccaniche partecipanti all’indagine di Federmeccanica ha dichiarato di utilizzare l’acciaio nella propria attività aziendale. Di queste, il 42% ha affermato che, nell’ambito delle materie prime complessivamente utilizzate nella produzione, l’incidenza del costo di approvvigionamento dell’acciaio è superiore al 30%. Sono pari al 26% le imprese nelle quali la percentuale è inferiore o uguale al 10% e poco di meno (il 19%) quelle nelle quali tale quota si colloca nella classe ‘11%-20%’, mentre nel restante 13% di imprese rispondenti il costo di approvvigionamento dell’acciaio incide tra il 20% e il 30%.

Con riferimento ai fornitori, e in particolare alla loro ubicazione geografica, oltre il 60% delle imprese intervistate acquista l’acciaio da fornitori localizzati in Italia con la distinzione che nel 34% dei casi si tratta di un produttore nazionale di acciaio e nel 29% di un distributore. Sono pari al 22% le imprese che si rivolgono a fornitori ubicati negli altri paesi UE, mentre il 9% si approvvigiona negli altri paesi extra-UE e il restante 6% acquista l’acciaio direttamente in Cina. Sempre in merito all’aspetto geografico dell’approvvigionamento dell’acciaio, il 64% degli imprenditori ha dichiarato che l’acquisto di acciaio di produzione nazionale, rispetto alla fornitura estera, è un fattore di competitività (per costi o altri motivi) per il sistema industriale del nostro Paese.

Dai risultati della 177ª edizione dell’Indagine congiunturale di Federmeccanica sull’Industria Metalmeccanica – Meccatronica italiana, è emerso che nel 2025 l’attività industriale nel nostro Paese ha continuato ad essere condizionata dal complesso scenario internazionale con riflessi sulla catena di approvvigionamento, sui costi energetici e sulle strategie di export. 

Dopo un biennio 2023-2024 difficile, nel 2025 la dinamica produttiva è stata instabile e senza capacità di effettivo recupero rispetto al passato, evidenziando, infatti, sulla base dei dati grezzi, una contrazione tendenziale media dell’1,0. 

Anche nel settore metalmeccanico, la produzione è mediamente diminuita dello 0,9% nel confronto con l’anno precedente. Nel corso dell’intero 2025, la dinamica produttiva è stata alquanto altalenante in termini sia congiunturali sia tendenziali. Nel quarto trimestre, la produzione si è ridotta (-0,8%) rispetto al terzo quando, invece, era aumentata (+1,6%); mentre nel confronto tendenziale c’è stato un nuovo incremento (+2,5%), dopo quello già rilevato nel terzo trimestre (+3,2%), ma senza un completo recupero della significativa perdita di produzione registrata nei primi due trimestri dell’anno. 

Il peggioramento settoriale è stato condizionato in particolar modo dalla ridotta fabbricazione di Autoveicoli e rimorchi che si è registrata rispetto al 2024 (-11,1%) cui si sono accompagnate le contrazioni registrate nelle produzioni di Prodotti in metallo (-1,1%), di Macchine e apparecchi elettrici (-0,6%) e di Macchine e apparecchi meccanici (-0,5%). All’opposto, hanno aumentato la produzione le attività della Metallurgia (+3,0%) e i comparti dei Computer, apparecchi radio-tv e strumenti di precisione (+1,9%) e degli Altri mezzi di trasporto (+1,6%). 

I risultati della 177° indagine che la Federmeccanica conduce presso un campione d’imprese associate, descrivono un quadro ancora critico della congiuntura settoriale, condizionata dal persistere del clima di forte incertezza come evidenziato dal modesto risultato positivo del portafoglio ordini e da una previsione di produzione per l’estero più contenuta di quella totale: il 28% (come nella scorsa indagine) delle imprese intervistate dichiara un portafoglio ordini in miglioramento a fronte del 27% di quelle che, invece, hanno registrato un aggravamento. Il saldo è positivo ma contenuto in un +1,0% e continua a prevale un giudizio negativo sul livello degli ordini; La percentuale di imprese che valuta “cattiva o pessima” la situazione della liquidità è pari al 9%; il 47% (in salita dal precedente 45%) ritiene che per i prossimi mesi non ci saranno variazione nei volumi di produzione (il 32% prospetta incrementi a fronte del 21% che, invece, prevede contrazioni). Si conferma al 68% la quota di imprese che non pensa di modificare la propria forza lavoro (il 20% prevede aumenti a fronte del 12% che, invece, pronostica ridimensionamenti).

*Sull’argomento leggi tutti gli articoli sull’ex Ilva 

One Response

  1. Buonasera
    Il settore dell’ acciaio italiano è talmente strategico che gli acquirenti italiani di coils, bramme e lamiere si sono tutti tenuti ben lontani dalla Ex Ilva di Taranto.
    Ora speriamo nello straniero Flacks Group per risolvere il bubbone di Taranto.
    Strana gente l’ imprenditoria italiana, bravissimi a predicare bene, ma appena gli chiedi l’ impegno economico per Taranto spariscono tutti.
    Federmeccanica è uguale alla Federacciai di Gozzi.
    Vogliono la botte piena e la moglie ubriaca.
    Ovvero l’ acciaio italiano green con tutti i problemi a carico dello Stato, ovvero della collettività.
    Siamo in presenza di un altro caso in cui “fanno gli omosessuali con il sedere degli altri”.
    Solo che in dialetto tarantino la frase è più incisiva.
    Saluti Vecchione Giulio

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