Per un attimo nell’aula magna dell’istituto superiore “Maria Pia” di Taranto è calato il silenzio. Gli studenti sono rimasti con gli occhi fissi sullo schermo, poi qualcuno ha alzato la mano. Le domande sono arrivate dirette, curiose, a tratti personali. È il segno che la pellicola appena vista non era passata affatto inosservata.

Al centro della scena “Be Kind – Un viaggio gentile all’interno della diversità”, il docu-film diretto dall’attrice Sabrina Paravicini (protagonista di serie televisive come “Un medico in famiglia” e “Amanti e segreti”) insieme al figlio Nino Monteleone, affetto da sindrome di Asperger, presentato davanti a oltre cento ragazzi nell’ambito del primo appuntamento di “TP4i+ on the road”, il progetto promosso da TP Italia per diffondere i temi dell’inclusione e della diversità anche fuori dall’azienda.

Ed è stato proprio Monteleone a rompere il ghiaccio con la sua toccante testimonianza. Una lezione di vita. «Il messaggio da trasmettere ai ragazzi? È il rispetto e l’attenzione verso le parole. A volte – ha sottolineato – sento ragazzi scherzare sui termini clinici. Sento usare le bestemmie come se fossero intercalari, non per cattiveria, ma per abitudine, forse perché non c’è ancora una giusta sensibilizzazione verso la neurodivergenza, non c’è la capacità di comprendere il vissuto emotivo dell’altro. Ma a volte le battute fuori luogo possono creare sofferenza».

La storia ricostruita nel documentario parte proprio dalla sua esperienza. A Monteleone, quando era bambino, è stato diagnosticato un autismo ad alto funzionamento. Da quella diagnosi è nato un percorso che nel tempo è diventato un racconto cinematografico capace di intrecciare testimonianze, incontri e riflessioni. Nel documentario compaiono anche dialoghi con figure come Roberto Saviano e Samantha Cristoforetti, ma il cuore resta la ricerca di uno sguardo diverso sulla diversità.

Per l’attrice Sabrina Paravicini il progetto nasce prima di tutto da un bisogno personale, poi trasformato in racconto condiviso. «L’idea del documentario – ha spiegato – è nata dal desiderio di raccontare la nostra vita, ma non solo la nostra. In questi anni abbiamo incontrato tante storie e abbiamo capito quanto gli stereotipi siano lontani dalla realtà. Portare questo film nelle scuole significa anche lavorare contro il bullismo».

Il motivo è semplice. «Più si conosce la diversità, meno la si teme. Ai ragazzi – ha chiarito – chiedo di restare aperti appunto alla diversità, di accoglierla. Dico sempre quando andiamo nelle scuole: pensate al primo giorno che avete messo un paio di occhiali, che è venuto male il taglio dei capelli. Vi siete sentiti tanto diversi. Magari non avete una disabilità, una diversità, però avete provato tutti che cosa vuol dire per un momento essere diversi. Bisogna avere empatia, bisogna sapere che la diversità non è qualcosa che deve far paura, ma una risorsa che va assolutamente valorizzata».

Monteleone e sua madre hanno poi dialogato con il dirigente dell’istituto “Maria Pia” Giovanni Tartaglia e l’assessora alla Pubblica istruzione Maria Lucia Simeone, oltre a Rosellina Panebianco e Alessandro Ladiana, rispettivamente Diversity & Inclusion manager e Communicationmanager di TP Italia.

Protagonisti di Be Kind sono i temi della gentilezza e della diversità, della responsabilità individuale e del coraggio, della differenza come ricchezza, spiegati e interpretati dal regista, allora dodicenne. La nuova edizione di “TP4i+ on the road” prevede più di dieci appuntamenti durante l’anno con una concentrazione maggiore nei mesi di marzo e aprile, dislocati tra le sedi di Taranto e Roma di TP Italia. Incontri culturali, dialoghi con ospiti e momenti di confronto pensati per portare i temi dell’inclusione dentro e fuori i luoghi di lavoro.

«Nei primi anni – ha evidenziato Rosellina Panebianco – abbiamo lavorato sulla crescita delle persone che lavorano con noi. Da questa edizione abbiamo scelto di condividere questi valori anche con le comunità. E partire dagli studenti è stato naturale, perché rappresentano il futuro di questo territorio».

L’evento ha ricevuto il patrocinio del Comune di Taranto. «L’obiettivo – ha puntualizzato l’assessora Simeone – è costruire comunità sempre più consapevoli e inclusiva. Educare al rispetto e alla gentilezza significa aiutare le nuove generazioni a guardare alle differenze non come a un limite ma come a una ricchezza».

Anche il dirigente scolastico Giovanni Tartaglia ha rimarcato il valore dell’iniziativa per la crescita degli studenti. «La scuola non deve soltanto trasmettere conoscenze ma offrire occasioni di formazione umana e civile. Confrontarsi con storie come quelle raccontate in “Be Kind” – ha commentato il preside – permette ai ragazzi di riflettere sulla responsabilità individuale e sul valore delle relazioni».

E mentre gli studenti lasciavano l’aula, qualcuno continuava a fare domande ai due registi. Un piccolo segnale che, almeno per una mattina, la gentilezza e la curiosità hanno trovato spazio tra i banchi. E che forse il primo passo verso il rispetto può davvero cominciare da lì: dalle parole che scegliamo di usare ogni giorno.

 

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