Approvato il Documento Unico di Programmazione (DUP) nell’ambito della seduta del Consiglio comunale che si è svolta nel pomeriggio di martedì 17 marzo a Taranto.
Il DUP rappresenta lo strumento cardine per la guida strategica e operativa degli enti locali e contiene l’analisi delle risorse umane e finanziarie, i piani delle opere pubbliche, le alienazioni patrimoniali e il piano del fabbisogno del personale. Si tratta, in sostanza, di un contenitore delle linee guida che ispirano il Bilancio di previsione del prossimo triennio, la cui approvazione è prevista in settimana.
La lunga seduta della massima assise cittadina si è svolta in un clima piuttosto pacato ed è stata dedicata alla discussione delle 280 pagine che compongono il documento, culminata poi con l’approvazione finale.
Ad aprire i lavori del Consiglio è stato l’assessore ai Lavori pubblici Lucio Lonoce, che ha illustrato il piano delle opere pubbliche: “Non interventi da titolo di giornale – ammette – ma opere che rispondono alle reali esigenze della città e, soprattutto, che non costringono l’Ente a debiti a cui non può fare fronte”.
Il tema delle casse comunali in difficoltà è tornato più volte durante il dibattito: “Ma – afferma Lonoce – non deve costituire un alibi: questo piano è dinamico, cioè sarà aggiornato non appena reperiremo ulteriori risorse dall’esterno”.
Proprio l’intercettazione di fondi esterni, specialmente regionali e nazionali, è indicata come uno degli obiettivi principali dell’amministrazione. Sul punto è intervenuto il sindaco Piero Bitetti, che ha spiegato che si tratta di un bilancio costruito con grande attenzione e senso di responsabilità, sottolineando che le decisioni sono state prese in un contesto complesso che impone scelte responsabili, con una gestione sempre più attenta alla risorsa pubblica.
Il primo cittadino ha evidenziato come il bilancio del Comune di Taranto presenti una fortissima rigidità della spesa corrente. Ha spiegato che spesso si parla di un valore complessivo di circa un miliardo di euro, ma che i dati vanno letti correttamente: le entrate correnti effettive sono circa 200 milioni di euro.
Considerando i fondi di bilancio al netto delle risorse vincolate, l’Ente deve comunque garantire il funzionamento dell’intera macchina amministrativa e l’erogazione di tutti i servizi fondamentali alla comunità.
“Per il 2026 – ha aggiunto Bitetti – le entrate correnti previste tra tributi, trasferimenti ed entrate extratributarie ammontano a circa 295 milioni di euro. Tuttavia, una parte importante di queste risorse viene assorbita dal Fondo crediti di dubbia esigibilità, che supera i 42 milioni di euro. Questo comporta che lo spazio reale di manovra del bilancio sia molto più ridotto rispetto ai valori complessivi dei documenti contabili.”
Il sindaco ha inoltre raccontato che durante il lavoro sul bilancio ci sono stati momenti di confronto acceso con il dirigente delle risorse economiche e finanziarie, il dottor Simeone, precisando però che si è trattato di un confronto nel senso positivo del termine. Il dirigente, ha spiegato, ha la responsabilità di attenersi alle norme, ai vincoli e agli indirizzi della Corte dei Conti, e la sua firma rappresenta una garanzia di regolarità contabile.
Bitetti ha infine ribadito che sono state necessarie scelte dolorose, anche perché le spese correnti superano i 300 milioni di euro: in particolare, 61 milioni di euro per i rifiuti, 36 per il personale, 8 per la mensa contrattuale, 7 milioni per il trasporto locale di Kyma Mobilità, 6 milioni per servizi sociali e multiservizi, 5,9 milioni per gli asili nido. In alcuni casi si è fatto ricorso a strumenti consentiti dalla legge per fronteggiare costi strutturali rilevanti e difficilmente comprimibili nel breve periodo.
Secondo il sindaco, è importante che la città sia consapevole di questa situazione, perché l’obiettivo dell’amministrazione resta sempre lo stesso: garantire i servizi essenziali alla comunità.
Tra i temi affrontati anche quello degli asili nido: i nove storici resteranno a gestione diretta del Comune, con la possibilità che dall’anno prossimo un paio possano essere affidati alla partecipata Kyma Servizi. Resta, invece, la concessione a privati per quelli appena riqualificati con i fondi PNRR di Paolo VI e Talsano.
Spazio poi al verde urbano e all’aumento della raccolta differenziata attraverso una riorganizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti urbani: “Da agosto a febbraio – afferma Bitetti – siamo passati dal 27 al 33%”.
Nel dibattito si è parlato anche di sicurezza urbana, manutenzione ordinaria e straordinaria e viabilità.
Durante la seduta, il consigliere di Forza Italia, Massimiliano Stellato, ha presentato una serie di emendamenti: ne è stato approvato solo uno, all’unanimità e con l’appoggio dei consiglieri Gianni Azzaro e Vincenzo Di Gregorio, che prevede l’impegno a trasformare Taranto in un centro internazionale di addestramento per sport acquatici e non, con l’obiettivo di valorizzare gli impianti sportivi che resteranno in eredità dai Giochi del Mediterraneo 2026.
Successivamente si è aperta la discussione politica sul documento. L’opposizione ha definito il DUP presentato dalla maggioranza “un libro dei sogni”, pieno di promesse da campagna elettorale ma poco concreto. Tra i temi sollevati, lo spopolamento della città, la fuga dei giovani, le criticità nella gestione dei rifiuti e la situazione della partecipata Kyma Ambiente, oltre ai disagi causati dai cantieri BRT e all’aumento della Tari.
“Qual è la direzione che questo documento esprime per il futuro della città?”, si è chiesto il consigliere di minoranza Mirko Di Bello.
L’opposizione è intervenuta in modo compatto sottolineando la mancanza di concretezza delle promesse contenute nella visione strategica delineata dal DUP. Tuttavia, come ha riconosciuto il consigliere di maggioranza Mimmo Festinante, si è trattato di critiche pacate, lontane dai toni accesi che avevano caratterizzato il confronto politico nelle precedenti amministrazioni.
Un clima più disteso che qualcuno ha interpretato come un segnale di responsabilità, anche se la rigidità dei conti comunali lascia pochi margini di manovra.
“Non è il miglior DUP che potevamo presentare – ammette Di Gregorio – ma dobbiamo essere consapevoli che i nostri prossimi passi, di qui a sei mesi, conterranno l’eredità che lasceremo ai nostri nipoti”.
Dopo gli interventi di alcuni consiglieri di maggioranza, è stata la volta del presidente della Commissione Bilancio Luca Contrario: il consigliere del PD ha sottolineato come, nonostante la rigidità strutturale del bilancio e la limitata disponibilità di risorse, l’amministrazione abbia compiuto scelte politiche coraggiose, in particolare sulla gestione degli asili nido comunali e sull’appalto Multiservizi.
Contrario ha evidenziato che si tratta di decisioni strategiche orientate al benessere della comunità, ma che richiedono ora un impegno concreto per garantire la tenuta dei conti pubblici. Ha quindi richiamato la necessità di azioni mirate a rendere sostenibili nel tempo queste scelte e gli obiettivi contenuti nel DUP, assicurando una copertura finanziaria solida per ogni indirizzo strategico.
Infine, ha ribadito la crescente responsabilità dell’amministrazione verso i cittadini, soprattutto alla luce delle difficoltà imposte da un bilancio comunale particolarmente complesso.
La parola è passata, poi, agli assessori Cosa, Cataldino e Patronelli, che hanno rimarcato l’importanza degli interventi previsti per la città nei prossimi mesi, invitando alla responsabilità e all’unità.
Il documento è stato infine approvato con 21 voti favorevoli, 10 contrari e l’astensione del consigliere Gianni Azzaro.
Ora l’attenzione si sposta alla seduta di venerdì 20 marzo, quando il Consiglio comunale sarà chiamato a discutere e approvare il Bilancio di previsione.
