L’impennata dei costi del gasolio colpisce duramente anche il comparto della pesca pugliese.
A lanciare l’allarme è la Flai Cgil Puglia, che denuncia le pesanti ricadute economiche sulle marinerie regionali e chiede interventi urgenti.
Secondo il segretario generale Antonio Ligorio, le misure adottate finora dal Governo non sarebbero sufficienti a fronteggiare la crisi. “Il caro carburante sta distruggendo un settore strategico, mettendo in ginocchio lavoratori, imprese e intere comunità costiere”, afferma il sindacalista, definendo “irrisorio” il credito d’imposta del 20% destinato alle imprese ittiche.
Il sindacato sottolinea che ogni giorno decine di imbarcazioni restano ferme nei porti perché l’aumento del costo del carburante rende antieconomiche le uscite in mare. Una situazione che mette a rischio centinaia di posti di lavoro e l’equilibrio economico di un comparto fondamentale per la regione.
In Puglia, la pesca genera un valore di circa 225 milioni di euro, con oltre 1.400 pescherecci – più del 12% della flotta nazionale – e circa 5.000 addetti tra pesca, acquacoltura e mitilicoltura. Numeri che, secondo la Flai Cgil, testimoniano il peso di un settore che incide per oltre l’1% del PIL regionale, arrivando al 3,5% considerando l’intera filiera.
Per il sindacato, il credito d’imposta rappresenta soltanto una misura temporanea e non risolutiva. “Servono interventi strutturali – aggiunge Ligorio – a partire da un abbattimento stabile del costo del carburante e da maggiori risorse per sostenere imprese e lavoratori”.
La Flai Cgil Puglia chiede inoltre la convocazione urgente di un tavolo istituzionale con Regione e Governo per definire un piano straordinario di rilancio della pesca pugliese e garantire continuità occupazionale.
“Senza una risposta immediata – conclude Ligorio – interi territori costieri rischiano di essere travolti da una crisi che sta diventando drammatica”.
In passato assalivano le grucce,mancava il pane la fame si faceva sentire …adesso dovremmo assalire l’eni la valle d’Agri a che cavolo serve ,la puzza dei veleni che quotidianamente respiriamo ,oltre i veleni dell’Ilva e del Pasquinelli dove a leggere in questo giornale smistano topi e liquidi tossici ..Taranto merita rispetto ,non siamo capaci ,ci stiamo ammalando e facciamo morire anche chi non ha colpe e in cambio …paghiamo a caro prezzo in tutti i sensi il nostro destino fatale … riflettendo siamo proprio dei polli altrj che i discendenti di Leonida ,Talete ,Archita o sta gran coppola di …..basta .