Inizio il racconto della settimana con un sincero “Bravo Imoh”; l’ex attaccante rossoblu, la sua promozione l’ha già centrata in quel di Melfi.
Sicuramente non il “Pippo Inzaghi della categoria”, ma di sicuro rimpiangiamo la sua grinta, la capacità di lottare su ogni pallone e di fungere da primo difensore della sua squadra in fase di non possesso.
Caratteristiche che, senza dubbio, sarebbero tornate utili ad una squadra spesso “spuntata e senz’anima” lì davanti, dopo che il buon Jeffrey è stato “trombato per Trombino”.
E speriamo, in futuro, di poter commentare i gol decisivi di quest’ultimo, che ancora non riesce a toccare i “tasti giusti” per far risuonare nello stadio quella fantastica melodia di una esultanza che esplode quando il Taranto gonfia la rete.
Nel frattempo non arrivano buonissime notizie dalla semifinale di andata di Coppa Italia nella quale il Boreale “brilla di luce propria” e fa benissimo la sua partita mentre il Bisceglie sembra, in questa fase piuttosto stanco e non riesce a sbloccare lo 0-0 iniziale, rimandando alla partita di ritorno (in programma a metà aprile) il verdetto decisivo.
Dopo gli ultimi risultati, la truppa del mister “Di medio” sembrerebbe in preda (per volerla dire in maniera quanto più ortodossa possibile) “a quei dolori e contorcimenti che ti impediscono di trattenere un’importante evacuazione, prima di raggiungere idonea location”.
Per il momento (cit), sembrerebbe cosi anche se nel turno di campionato l’Ugento fa rima con “unguento” e va a lenire le (pur lievi) sofferenze dei nerazzurri che vincono facilmente.
La domenica di campionato vede il Taranto impegnato a Novoli. La partita di andata contro i leccesi allenati da mister Luperto è stata probabilmente la partita decisiva (in negativo) del campionato dei rossoblu.
Quel Taranto, squadra ancora composta dai giocatori acquistati a metà agosto per affrontare il campionato che iniziava due settimane dopo, si ritrovò per lunghi tratti di quella partita in vantaggio e, con il Bisceglie che nel frattempo pareggiava, era praticamente appaiato in testa alla classifica proprio con i baresi.
Alla fine, il pareggio subìto allo scadere del match (con due dei tre gol incassati a causa della inadeguatezza del portiere) e la conseguente vittoria finale del Bisceglie, portò il Taranto a quattro punti di distanza dalla vetta.
Da lì la decisione di allontanare mister Danucci, decisione che si è rivelata in seguito assolutamente sbagliata (non nel tentativo di voler cambiare ma nella scelta dei protagonisti di quel maldestro tentativo) e che ha portato il Taranto a passare dai quattro punti di distanza di quella domenica al -12 rimediato al momento in cui si è poi deciso di richiamare lo stesso mister Danucci.
Il Novoli è senza Tarantino e ci pare giusto, per campanilismo e per “par condicio”.Anche il Taranto, infatti, è senza…Tarantini al seguito, a causa del consueto divieto di trasferta ai supporter rossoblu.
È un triste dato (e lo abbiamo spesso stigmatizzato) ma è altrettanto triste leggere notizie di altri Daspo inflitti nell’ambito della tifoseria tarantina per fatti accaduti “qua e la” e sui quali non posso e non voglio commentare ulteriormente, ma che di sicuro non portano vantaggi a nessuno, in primis alla nostra stessa tifoseria.
Novità nel Taranto schierato da mister Danucci che concede un turno di riposo a Sansó e utilizza come under il portiere Mastrangelo ed il rientrante Monetti in una posizione di centrocampo abbastanza inedita per il baby rossoblu.
Indisponibili Guastamacchia ed Incerti, in difesa, dopo il turno di squalifica, rientra Konatè.
Aguilera ha una clamorosa occasione per sbloccarla subito ma si fa incredibilmente deviare il tiro ravvicinatissimo (come suol dirsi a botta sicura) dal portiere avversario.
Anche Mastrangelo si fa trovare prontissimo su una incursione dei rossoblu locali. È però un Taranto ben messo in campo e propositivo che la sblocca con bomber Losavio.
Un nervoso Novoli scalcia (impunito) anche a palla lontana e mentre Aguilera rischia di farlo davvero bello (colpo di tacco al volo) il distratto direttore di gara sventola l’unico cartellino giallo a…Danucci.
Poco male, perché proprio Aguilera si rifà delle precedenti occasioni e sigla il raddoppio.
Il Taranto sembra in assoluto controllo della partita ma ad inizio del secondo tempo (come al solito se non è alla fine del tempo succede all’inizio del secondo) solita incertezza difensiva e goal degli avversari che riapre la partita.
Purtroppo nell’occasione anche Mastrangelo “smarca” una mezza topica,
alla quale pone rimedio Losavio che al 55simo ristabilisce a modo suo, ovvero con tipica sforbiciata da “Figaro dello Jonio”, le giuste distanze, siglando il 3-1.
Gol pesanti quelli del 9 rossoblu, non i gol a grappoli contro le “bande del buco”, (Foggia Incedit e Virtus Mola), che hanno portato “concorrenza” in vetta alla classifica capocannonieri.
Intorno all’80simo Mastrangelo si riscatta alla grande facendosi trovare pronto su due consecutivi e pericolosi tentativi ospiti. La partita finisce non prima che la difesa rossoblu riesca a “regalare” un ultimo evitabile sussulto, consentendo il gol del 2-3 finale.
Vittoria doveva essere e vittoria è stata, quindi.
Ennesima partita nella quale i rossoblu costruiscono ma finiscono con lo sciupare i vantaggi acquisiti e riaprire partite che, inevitabilmente, diventano pericolose.
Vincono le prime quattro del torneo lasciando immutate le distanze e le speranze di ognuna.
Ora arriva la sosta (gradita a mister Danucci) che spera cosi di recuperare uomini ed energie; ma soprattutto idee, aggiungiamo noi, per affrontare il rush finale del campionato sperando che, tutto questo, alla fine ma anche oltre, abbia un senso.
*A cura di Marcello Fumarola (editorialista esterno corriereditaranto.it)
** Foto Paolo Occhinegro