C’è un’immagine che riassume, meglio di mille grafici, la battaglia in corso contro l’abbandono selvaggio dei rifiuti: quella di un salotto intero, con tanto di frigoriferi e vecchi divani, lasciato sul ciglio di una strada come se il marciapiede fosse una discarica a cielo aperto. Ma il tempo dell’impunità sembra essere scaduto. Nel comando della Polizia locale, in via Acton, è stato presentato il report delle attività di decoro urbano e ambientale del primo trimestre 2026.
Durante la conferenza stampa, il sindaco Piero Bitetti e il comandante della Polizia Locale, Michele Matichecchia, hanno svelato i dettagli della strategia avviata in questi mesi grazie anche a un nuovo sistema di videosorveglianza che ha permesso un controllo capillare dei punti critici della città. Zone d’ombra in cui i trasgressori, a loro insaputa, diventano i tristi protagonisti di verbali salatissimi.

I dati presentati raccontano di un’attività frenetica. Sono 738 i verbali elevati grazie alle telecamere per il conferimento dei rifiuti fuori orario, a cui si aggiungono 555 sanzioni per lo stesso tipo di violazione accertata con altre modalità. Sul fronte dell’abbandono illecito, sono state registrate 102 sanzioni amministrative e 42 violazioni penali già contestate. Se fino a ieri l’abbandono era visto come una “marachella” amministrativa, oggi il paradigma è cambiato. «L’obiettivo – ha chiarito Bitetti – è di mantenere gli impegni e di combattere i fenomeni di abbandono di rifiuti, garantire un maggior decoro di una città che vuole essere europea non solo nel modo di dire, ma nei fatti». Una scelta di campo netta, fatta «a tutela di quella parte della popolazione che rispetta le regole e le norme».
Le immagini hanno raccontato una città ancora troppo spesso ostaggio degli incivili. «Molto spesso vengono abbandonati anche rifiuti pericolosi, rifiuti cancerogeni», ha sottolineato Bitetti. «Controlli che vanno nella direzione della sicurezza ambientale».
Non è mancato il capitolo dei “pendolari dei rifiuti. «Nelle zone più esterne della città vengono anche cittadini di altri comuni ad abbandonare i rifiuti», ha denunciato il sindaco. Accanto alla repressione, è rimasto centrale il tema della responsabilità individuale. «C’è chi fa una corretta raccolta differenziata e chi invece – ha osservato Bitetti – non vuole muoversi nel giusto solco. Le eventuali conseguenze di un aumento della Tari non sarebbero corrette nei confronti di chi le norme le rispetta».
Le immagini catturate dalle telecamere non lasciano scampo. I filmati mostrano sacchi di immondizia con qualsiasi tipo di materiale dove capita: vecchi mobili, frigoriferi, televisori. A volte anche interi arredamenti. Chi pensava di farla franca dovrà ora affrontare conseguenze ben più onerose di una semplice sanzione. «I dati del 2026 sono di febbraio e marzo. Le sanzioni penali, già numerose, possono riguardare anche coloro che solitamente non pagano le multe ma ora dovranno pagare l’avvocato per difendersi», ha chiosato il primo cittadino, avvertendo che «presto saranno elevate altre sanzioni nei confronti degli sporcaccioni».

Il decoro passa anche dalle piccole, ma fastidiosissime, inciviltà quotidiane. Le deiezioni canine restano una spina nel fianco: «Sono 374 i controlli e 109 le sanzioni».
Bitetti, con un pizzico di ironia amara, ha confessato: «Mi piacerebbe poter applicare dei superpoteri, quindi magari procedere dopo tre sanzioni al sequestro del cane, ovviamente questo non si può fare. Però è un modo per sensibilizzare i proprietari». Il problema non sono gli animali, ma chi li accompagna. «Amiamo tutti – ha affermato il sindaco – gli amici a quattro zampe, però col fatto di trovare i marciapiedi sporchi dove magari circolano anche i bambini, non ce li fa amare particolarmente e ci diventano un po’ più antipatici». Per contrastare il fenomeno, «in tutti i quartieri della città operano degli agenti in borghese e in divisa».
Il comandante Michele Matichecchia ha offerto una prospettiva tecnica e al contempo ottimista. «Le sanzioni sono tante ma secondo me – ha sostenuto – il fenomeno sta diminuendo. Anche perché la gente comunque non è distratta, nel senso capisce che poi le sanzioni sono di un certo peso». Tuttavia, la repressione da sola non basta: «Ci vorrà tempo perché comunque è una questione prevalentemente culturale, quindi se la gente non capisce che deve procedere a fare la differenziata per sé e per la città le multe possono avere un effetto riduttivo. Ma non risolvi il problema con la multa».
Sul piano operativo, la flotta tecnologica è in espansione: «Al momento sono 18 le videotrappole, però dovremmo arrivare a 28. Poi ci sono altre 18 videotrappole di Kyma Ambiente, quindi siamo già a 36». La tattica? «Le spostiamo in continuazione, quindi è come se il numero non dico si raddoppiasse ma quasi. Ogni 10-15 giorni le spostiamo. Anche perché chi viene poi sanzionato potrebbe pure fare effettuare un danneggiamento, quindi evitiamo queste situazioni».
L’amministrazione ricorda però che le alternative esistono e sono gratuite. Kyma Ambiente ricorda che per il ritiro gratuito e a domicilio degli ingombranti basta telefonare al numero verde 800013739», attivo dal lunedì al sabato. Per i più tecnologici, c’è l’App che permette di prenotare i «servizi a chiamata».
In chiusura, il monito del sindaco Bitetti risuona come un appello alla dignità collettiva: «L’invito è a rispettare le norme a non vedere la città di Taranto come un porta rifiuti». Chi sporca, da oggi, ha gli occhi puntati addosso. E il conto da pagare sarà salatissimo.