“Sono le indagini ISTAT a dirlo. A dicembre 2019 vi è stato un forte calo dei dipendenti permanenti e un aumento record di contratti a termine. Il precariato esiste e non è più solo una condizione economica ma una condizione dell’esistenza che compromette lo stesso benessere di fette sempre più importanti di comunità“: Paolo Peluso, segretario generale della CGIL di Taranto, usa le ultime indagini statistiche nazionali durante l’appuntamento odierno al cinema Bellarmino, con la CGIL e il NIDIL territoriali che vogliono ridiscutere pubblicamente del tema del precariato.
La formula usata ha visto la proiezione di un film, quello del regista tarantino Carlo Barbalucca “Storie di precaria follia” edito da NIDIL CGIL nazionale, abbinata alle storie vere di lavoro in bilico che attraversano il territorio anche in settori economico, produttivi e culturali inimmaginabili.
“Anche gli indicatori BES 2019 per la provincia di Taranto fotografano valori inequivocabili – dice Peluso – con vette altissime di precariato, un tasso di disoccupazione particolarmente elevato, che colpisce maggiormente le donne, e una percentuale di “neet” (persone che non cercano impiego e non frequentano né scuole né corsi di aggiornamento) pari al 33,6% della popolazione“.
Sono storie a cui la CGIL prova a dare voce, anche attraverso il fantasma del precariato interpretato nel film di Barbalucca, dall’attore David Riondino.
“Io in questo film sono il signor Precariato, quello che chiunque non abbia un posto fisso incontra, e che solo lui è in grado di sentire, perché come un fantasma riesco ad essere visto solo da chi vive quella condizione – dice Riondino -. Nel film ne nascono situazioni divertenti ma anche un punto di osservazione a questa “abitudine” all’esser precari che fa riflettere“.
All’appuntamento di questo pomeriggio hanno partecipato oltre al segretario della CGIL di Taranto, Paolo Peluso e il regista Barbalucca e l’attore Riondino, anche la segretaria nazionale del NIDIL CGIL, Sabina Di Marco, il segretario territoriale Daniele Simon, gli attori e interpreti del film Sophia Giacoia e Giuseppe Nardone e alcuni lavoratori precari.
“La svolta che da più parti si auspica per Taranto ha bisogno di fondamenta reali che guardino alla condizioni di lavoro, al precariato (specie giovanile e femminile) e alla desertificazione anagrafica delle nostre realtà territoriali con maggiore attenzione – spiega ancora il segretario generale della CGIL di Taranto, Paolo Peluso – per questo sul solco del progetto Millennials lanciato ormai due anni fa dalla Camera del lavoro di Taranto, torniamo su una delle vere emergenze del territorio“.