Nonostante la Prisma Taranto sia stata colpita nuovamente dal Covid (a novembre ci furono due casi) domani alle 17.00 dovrà comunque scendere in campo al Palamazzola per onorare l’impegno nei quarti di finale di Coppa Italia contro il Porto Viro, club della provincia di Rovigo, miglior prima classificata del girone bianco della serie A/3. La squadra rossoblù sarà decimata dalle assenze, sia quelle per infortunio che quelle legate al Covid. Il punto della situazione lo fa il neo general manager del club jonico, Adi Lami 43 anni, che è a Taranto solo da qualche giorno e che si è trovato a fronteggiare da subito questa emergenza: “Non siamo molto felici di essere costretti a scendere in campo in queste condizioni. Abbiamo fuori causa il libero titolare ed i due palleggiatori, più qualche elemento reduce da problemi fisici. Ci adeguiamo ad un regolamento che ci impone di scendere in campo (per quanto riguarda play-off e gare di Coppa Italia, per esigenze di calendario, non è possibile rinviare gare, ndr) ma non siamo certo contenti. Bisognerà rivedere questa cosa in chiave play-off perché è sicuramente penalizzante in un momento in cui il rischio di contagio è ancora alto”.
Intanto c’è da affrontare Porto Viro che ha un organico niente male…..
E’ una squadra che dispone di diversi giocatori che hanno fatto tanta esperienza in A/2. Hanno una diagonale palleggiatore-opposto composta da due esperti argentini, ossia Kindgard (ex Lagonegro, Gioia del Colle e Corigliano, ndc) e Cuda (scuola Sisley Treviso, ex Castellana Grotte e Città di Castello). Poi al centro hanno Sperandio (scuola Sisley Treviso anche lui, ndc, ex Padova, Corigliano e Castellana Grotte) che ho avuto a Sora per alcune stagioni, uno che batte, mura e attacca molto bene e di banda c’è l’ex Padova Lazzaretto che sottorete si fa sentire parecchio. Insomma una buonissima squadra che non sarà facile da affrontare.
Parliamo del suo arrivo a Taranto. Come si è concretizzato?
Già ad inizio di stagione c’erano state delle chiacchierate sia con il presidente Bongiovanni ed il vice presidente Zelatore, che con coach Di Pinto che mi aveva chiesto qualche informazione su alcuni giocatori in sede di mercato (Fiore e Di Martino sono stati entrambi due anni a Sora proprio con lui, ndc). Ho seguito a distanza tutte le partite della Prisma Taranto e poi quando si è potuta concretizzare questa collaborazione, ne sono stato molto contento perché conoscevo la storia pallavolistica di questa piazza e sono onorato di potervi lavorare apportando la mia esperienza decennale con il Sora (6 anni di A/2 e 4 di A/1).
Come ha visto la sua nuova squadra e che tipo di campionato è stato sinora?
Un torneo condizionato dal Covid, è sotto l’occhio di tutti ma che piano piano sta facendo emergere quelli che sono i reali valori. La classifica al momento mi sembra veritiera con Bergamo che è stato fortunato a fronteggiare nel migliore dei modi il virus, avendo poi il tempo per allenarsi e tornare forte e compatto in campo. E’ una squadra di categoria molto equilibrata. Poi c’è Taranto che ha un buonissimo organico e che secondo me, sinora, non ha espresso tutte le potenzialità anche se con l’addio di Parodi ha perso qualcosa. A seguire Siena e Cuneo altre squadre molto ben allestite. Mi attendo che Ortona risalga qualche posizione dopo essere partita benissimo;credo che il recupero dello schiacciatore Shavrak possa essere determinante in tal senso.
Con Di Pinto ha avuto modo di confrontarsi?
Si anche se purtroppo ancora a distanza. Il coach non lo scopro certo io. E’ un “animale” da palestra, uno che vive la pallavolo in maniera intensa e che prepara le partite in modo meticoloso. Sono certo che si creerà un bel feeling tra me e lui.
La sua è una figura di raccordo che mancava a questo club e che è un segnale per il futuro….
Sono a disposizione della società e della squadra ovviamente. Ho una mia impostazione del lavoro che credo sarà utile al club. Serviva un dirigente di campo che stesse a stretto contatto con la squadra, che liberasse anche coach Di Pinto da alcune incombenze delle quali si era fatto carico sinora e che nel contempo si rapportasse con una proprietà che è molto presente nella vita quotidiana del club, che rappresenta sempre un fattore positivo. Spero di essere utile e mi auguro che la squadra raggiunga degli ottimi risultati. C’è un progetto a lungo termine del club del quale mi onoro di far parte.