“Anche a Taranto si sta verificando quello che sta succedendo in altre realtà e fabbriche, la Cemitaly del gruppo Italcementi vuole chiudere la fabbrica e andarsene. La motivazione sono i profitti che non arrivano; ma anche qui i padroni non fanno nulla per investire, e non ci pensano due volte a mettere in mezzo ad una strada 51 operai che per anni hanno lavorato, sono stati sfruttati, hanno rischiato la loro salute”. Questo il commento dello SLAI COBAS per il sindacato di classe in merito alle ultime vicende legate al cementificio di Taranto.
“Lo Slai cobas – presente tra gli operai ex Cementir – ha chiesto urgenti incontri con la Regione e con l’Arpal per bloccare i licenziamenti. Ma nello stesso tempo fa appello ai lavoratori a mobilitarsi, perchè solo la lotta può salvaguardare lavoro e salario. Anni oramai di cassintegrazione stanno mostrando le conseguenze negative: operai a casa, divisi, in attesa/delega di un cambiamento positivo che non poteva arrivare senza che in campo ci fosse la lotta dei lavoratori. Ora, però, si arriva ai licenziamenti; è tempo di cambiare strada!” concludono dallo SLAI COBAS per il sindacato di classe.
(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/07/20/ex-cementir-italcementi-attiva-licenziamento-collettivo/)