“Il rispetto dei limiti emissivi dello stabilimento di Taranto è certificato dai documenti 2021 di Ispra, Arpa Puglia e Legambiente, che testimoniano l’assenza di criticità in merito alla qualità dell’aria della città”. Lo sottolinea Acciaierie d’Italia sul suo profilo twitter.
Si aggiunge poi che “gli investimenti in corso e previsti per lo stabilimento di Taranto ammontano a un totale di 2 miliardi di euro. Gli impegni per il risanamento ambientale delle unità produttive di Acciaierie d’Italia sono ampiamente supportati dalle competenze, dalle risorse e dai sistemi di gestione messi a disposizione dai membri della compagine societaria: il gruppo ArcelorMittal e Invitalia”.
Come certificato dai documenti, ribadisce Acciaierie d’Italia, pubblicati nel 2021 “da Ispra, Arpa Puglia e Legambiente non si rilevano criticità in merito alla qualità dell’aria della città di Taranto. Sin dal 2015 nessuna stazione di monitoraggio ha segnalato più dei 35 sforamenti annui consentiti dalla legge per quanto riguarda il PM10“.
“Sulla base delle best practice adottate da Acciaierie d’Italia in materia d’innovazione – sostiene ancora l’azienda -, siamo già impegnati a migliorare le performance ambientali in aree fondamentali come le emissioni atmosferiche e il trattamento delle acque reflue“. “Il programma di risanamento ambientale di Acciaierie d’Italia attualmente in corso – si rileva – si inserisce nel solco delle iniziative promosse a partire dal 2018 nei suoi stabilimenti di Taranto, Genova e Novi Ligure, con particolare attenzione alla qualità dell’aria e dell’acqua che condividiamo con le comunità e i territori in cui operiamo”.
Per l’azienda inoltre “il consumo di energia, l’abbattimento del rumore, il mantenimento e la protezione dei suoli, l’ampio riutilizzo di sottoprodotti rappresentano le altre aree chiave di intervento”.
“Prestazioni ambientali adeguate – conclude l’azienda – sono la condizione primaria per il raggiungimento degli obiettivi aziendali. Acciaierie d’Italia si sta dotando delle tecnologie necessarie per completare la transizione ambientale attraverso partnership strategiche con alcune delle principali realtà tecnologiche e infrastrutturali attive nel nostro Paese”.
(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2021/10/06/qualita-dellaria-2020-dati-positivi-e-criticita/)